Rifiuti interrati e tumori nel cosentino, chiesta condanna di un noto imprenditore - QuiCosenza.it
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Rifiuti interrati e tumori nel cosentino, chiesta condanna di un noto imprenditore

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Ottantunenne di Amantea accusato di disastro ambientale ed omicidio colposo. Usava impresa edile per smaltire rifiuti industriali. Alta concentrazione di tumore nei siti contaminati.

 

COSENZA – Una valle avvelenata e numerosi casi di cancro. Uno scenario raccapricciante quello offerto oggi dal fiume Oliva trasformato in una fabbrica di morte. Alla sbarra, con l’accusa di disastro ambientale ed omicidio colposo, sono finiti: Cesare Coccimiglio imprenditore ottantunenne di Amantea, Vincenzo Launi sessantaduenne di San Pietro in Amantea, Giuseppina Marinaro di sessanta anni, Antonio Sicoli trentaduenne di Aiello Calabro e Arcangelo Guzzo proprietario terriero ottantenne. Al termine di un iter processuale avviato quasi dieci anni, nel 2008, oggi il pubblico ministero Maria Francesca Cerchiara alla presenza del collegio giudicante presieduto dal giudice Giovanni Garofalo e a latere Francesca De Vuono, ha chiesto la condanna a sedici anni e sei mesi di reclusione per Coccimiglio e l’assoluzione di tutti gli imputati. Si tratta di un processo rimbalzato da Paola a Cosenza, con una sfilata di testimoni in aula, perlopiù agricoltori della zona che coltivavano sui terreni contaminati, che non ricordavano di aver visto neanche uno dei quindicimila camion che hanno riversato nella valle dell’Oliva oltre 162mila tonnellate di rifiuti industriali.

 

Un’attività iniziata, secondo l’accusa, dall’imprenditore Coccimiglio negli anni Ottanta e proseguita fino al 2009 attraverso l’utilizzo di un’impresa edile (Coccimiglio Cesare & c. Snc) come copertura per l’attività di smaltimento illecito di rifiuti. L’azienda inoltre nel corso degli anni si sarebbe aggiudicata anche appalti pubblici che hanno consentito, come nel caso dei lavori sulla ss 53 a Serra d’Aiello, di costruire sversando fanghi altamente inquinanti nei terreni. In questa strada, di proprietà della Provincia di Cosenza, nel tratto che collega Valle del Signore a Galleria Cozzo Manca ad Aiello Calabro sarebbe stato rilevato sotto il manto stradale un accumulo di rifiuti tossici di oltre un metro di spessore. L’imprenditore è accusato di aver organizzato il trasporto e lo scarico dei rifiuti utilizzando mezzi appartenenti alla sua azienda. Vincenzo Launi, Giuseppina Marinaro, Antonio Sicoli, Arcangelo Guzzo (legati a Coccimiglio da rapporti di parentela e lavoro) invece, in qualità di proprietari dei terreni sui quali parte degli scarichi sono avvenuti, avrebbero acconsentito allo smaltimento illecito dei rifiuti. Il disastro ambientale ipotizzato a carico di Coccimiglio avrebbe determinato un eccesso statisticamente significativo di mortalità per tumori maligni del colon retto, del fegato, della tiroide, degli organi genitourinari, della mammella, e particolari patologie non tumorali nell’aera del Distretto Sanitario di Amantea (in prossimità dei siti contaminati) tra il 1992 e il 2001.

zona fiume Oliva

I LUOGHI IN CUI SAREBBERO STATI SMALTITI I RIFIUTI

 

Le aree contaminate ricadono, secondo l’accusa, in zone adiacenti o cumunque nelle disponibilità delle proprietà di Cesare Coccimiglio. Dell’imprenditore è stata più volte accertata la presenza sugli stessi terreni in cui, per ‘hobby’ come ha sottolineato il pm Cerchiara, venivano ripetutamente scavate delle buche. Aiello Calabro, Amantea, San Pietro in Amantea e Serra d’Aiello i Comuni in cui sono stati consumati i fatti in particolare nelle contrade: Foresta, Giani, Carbonara, Briglia e la fondovalle Oliva (meglio nota come ss 53). In questi terreni sarebbero stati scaricati ripetutamente fanghi, rifiuti edili ed urbani contaminati da metalli pesanti e altri inquinanti. Un’attività che avrebbe portato alla realizzazione di un’unica vasta discarica di alcuni chilometri quadrati nell’alveo del fiume Oliva ed aree limitrofe. O meglio nella maggior parte delle località ricomprese nel bacino fluiviale dell’Oliva e nelle vicinanze del litorale marino di Amantea. E’ però da rilevare che nel processo, aggiornato al prossimo 30 Gennaio, non è contestato all’imputato lo smaltimento dei fusti ritrovati a bordo della Jolly Rosso, la nave arenatasi sul litorale di Amantea nel 1991.

 

COSA HANNO RILEVATO LE ANALISI SU ACQUE E TERRENI

 

Nel decreto di rinvio a giudizio firmato dal gip Carmine De Rose del Tribunale di Paola nel 2012 i dati riportati appaiono allarmanti. Coccimiglio, secondo De Rose, avrebbe determinato l’avvelenamento delle acque sotterranee del bacino del fiume Oliva destinate al consumo umano diretto, all’alimentazione del bestiame di allevamento e all’irrigazione di colture agricole. Questo avrebbe per il gip comportato il passaggio nella catena alimentare di solfati, nitrati, manganese, ferro, tallio, arsenico, tricloroetano rendendo necessaria la bonifica, mai eseguita, delle aree contaminate. I fanghi sversati pare inoltre contenessero antimonio, cobalto, cromo, cadmio, nichel, rame, zinco, mercurio, selenio, piombo, vanadio, berillio, stagno alcuni dei quali cancerogeni certi per l’uomo come certificato dalla IARC Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. Nelle acque sotterranee è stata inoltre rilevata la presenza di idrocarburi pesanti e composti alifatici clorurati cancerogeni. Materiale radioattivo, Cesio 137 di origine artificiale, è stato ritrovato nei terreni fino a oltre sei metri e mezzo di profondità in località Foresta di Serra D’Aiello. La presenza di arsenico ed altre sostanze nocive è stata invece riscontrata a Serra d’Aiello nei terreni fino a venti metri di profondità.

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Rampini (Corsera) :” Il gap infrastrutturale in Calabria si può recuperare con digitalizzazione”

Rampini,  per quanto riguarda la Calabria, ha spiegato per esempio che  il gap infrastrutturale,  potrebbe esser recuperato  accelerando nella digitalizzazione

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COSENZA – Tra i relatori del seminario svoltosi presso la Camera di Commercio di Cosenza, promosso insieme a Promos Italia,  incentrato alla individuazione degli  strumenti di sostegno all’internazionalizzazione e una maggior spinta alla digitalizzazione per continuare a presidiare i mercati tradizionalmente legati al nostro export e per intercettare nuove opportunità in economie a maggior potenziale di sviluppo, nella consapevolezza che i prodotti legati al territorio e alla cultura nostrana fanno del Made in Italy un marchio unico e apprezzato nel mondo, c’è stato  Federico Rampini, Editorialista del Corriere della Sera e saggista che ha affrontato i temi geoeconomici che stanno influenzando il mondo come la guerra in Ucraina. Rampini,  per quanto riguarda la Calabria, ha spiegato per esempio che  il gap infrastrutturale,  potrebbe esser recuperato  accelerando nella digitalizzazione

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Cosenza, con l’assemblea insediativa inizia il nuovo corso del Partito Democratico

L’assemblea cosentina del Pd ha eletto presidente Maria Locanto. Scelti anche i primi organismi come tesoreria commissione di garanzia

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COSENZA – Con la celebrazione dell’assemblea insediativa provinciale, è iniziato il nuovo corso del Partito Democratico nella provincia di Cosenza. Nel corso della riunione a cui hanno partecipato la parlamentare Enza Bruno Bossio, il consigliere regionale Franco Iacucci, dirigenti provinciali, nazionali ed amministratori locali, è stata ratificata l’elezione a segretario provinciale di Vittorio Pecoraro, Maria Locanto è stata eletta alla presidenza provinciale e sono stati eletti anche i primi organismi, con Daniele Intrieri alla tesoreria, mentre nella commissione di garanzia spicca la figura di Salvatore Perugini, primo sindaco del Pd nella città dei Bruzi.

“Abbiamo celebrato l’assemblea insediativa del Partito Democratico ed eletto Maria Locanto come presidente del partito – afferma Vittorio Pecoraro segretario provinciale del PD – ed è un segnale importante. Abbiamo anche eletto i primi organismo, come la tesoreria e la commissione di garanzia. Il lavoro da fare è tantissimo. Quello che ho detto – ha spiegato Pecorare – è che la nostra è una precisa scelta di campo. Questo significa mai più connivenze con il centrodestra, mai più alleanze o rapporti mascherati da un finto civismo. Noi siamo alternativi e faremo durissima opposizione in provincia e alla Regione. La nostra posizione è in primis quella di appoggiare il Governo Draghi. Abbiamo collaborato bene, almeno per Cosenza, con il Movimento 5 Stelle e siamo sempre disponibili a parlare con tutti. Vediamo adesso cosa succederà dopo la scelta di Di Maio”.

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Al via la VI edizione del torneo di retorica forense “Scacco d’Atto”

Il torneo prenderà il via, giovedì alle 17:30 con la cerimonia di inaugurazione nella Biblioteca del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza

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COSENZA – Si svolgerà dal 23 al 25 giugno prossimi, la sesta edizione del torneo di retorica forense “Scacco d’Atto”, riservato agli allievi delle scuole forensi che si preparano all’esercizio della professione di Avvocato. Il Torneo è organizzato dal coordinamento della Scuola Superiore dell’Avvocatura e del Consiglio Nazionale Forense e vedrà la partecipazione delle migliori scuole forensi italiane che si confronteranno sulle tematiche della retorica classica. La competizione si terrà, presso la Biblioteca del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Cosenza. In questa tre giorni gli allievi di nove scuole forensi provenienti da tutta Italia, si sfideranno a “colpi di retorica” affrontando la discussione di un caso giurisprudenziale, in materia civile o penale, assumendo la difesa di una delle parti processuali.

Il torneo prenderà il via, giovedì alle 17:30 con la cerimonia di inaugurazione nella Biblioteca del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, al secondo piano del Palazzo di Giustizia, dove avverrà tra l’altro anche l’estrazione delle tracce da assegnare a ciascun partecipante e si procederà alla formazione dei gironi in cui si articolerà il torneo. La giornata finale di questo torneo che vedrà coinvolti gli allievi delle migliori scuole forense italiane, si terrà sabato 25 giugno, presso il Complesso Museale di “Palazzo Arnone”, sede storica del Tribunale di Cosenza, con la duplice finalità di permettere agli ospiti di visitare uno dei più importanti monumenti cittadini e di ripercorrere la grande tradizione dell’Avvocatura Cosentina attraverso la riscoperta dei luoghi che ne hanno segnato la storia.

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