Doping: ‘muscoli truffa’ a Cosenza, arresti e perquisizioni

COSENZA – Stanata organizzazione criminale operante nel mondo del body building.

Avevano creato una vera e propria rete di spaccio di sostanze dopanti tra palestre e spogliatoi. La procura della Repubblica di Cosenza sta coordinando un’operazione dei Nas dei carabinieri in diverse regioni del sud Italia dove a partire dall’alba si stanno eseguendo varie misure cautelari e sequestri. I reati ipotizzati a carico degli arrestati sono truffa ai danni del servizio sanitario nazionale, falso, associazione per delinquere, ricettazione e violazione della normativa sul doping. L’indagine ha attivato ben 220 militari che  stanno eseguendo in più province meridionali arresti, divieti ed obblighi di dimora e 80 perquisizioni nei confronti di un’associazione per delinquere costituita da persone gravitanti nel business delle palestre e delle gare agonistiche. I responsabili del commercio illegale di sostanze dopanti con la propria condotta avrebbero arrecato alle casse statali un presunto danno erariale di circa 1 milione di euro. Il blitz è stato ordinato dal gip del Tribunale di Cosenza, Salvatore Carpino che sta operando in collaborazione con il procuratore della Procura di Cosenza, Dario Granieri.

 

Sono nove le persone finite stamane in manette (cinque in carcere, due ai domiciliari, due con obbligo di dimora0). I militari hanno sgominato l’organizzazione con presenza in diverse localita’ del Mezzogiorno, con particolare riferimento alla citta’ di Cosenza ed alla sua provincia. Pare che attraverso la falsificazione di ricette mediche, gli indagati riuscissero ad approvvigionarsi nelle farmacie di alcune sostanze dopanti a base di somatotropina, una sostanza prescritta per favorire la crescita ma utilizzabile anche per far aumentare la massa muscolare, che ha pero’ gravi effetti collaterali. Le ricette erano scritte su ricettari rubati e firmate a nome di medici ignari. Il danno per le casse pubbliche ammonta a circa 1 milione di euro. La prescrizione avveniva, in alcuni casi, a beneficio di pazienti detenuti. Le indagini sono state avviate dal Nas di Cosenza tre anni addietro. Tra gli indagati titolari di palestre e atleti, non necessariamente professionisti, ma desiderosi di esibire un fisico muscoloso. Al riguardo gli inquirenti parlano di una vera e propria dipendenza psicologica da parte di alcune delle persone coinvolte, che non potevano fare a meno di esibire un fisico da culturista.

 

Nel corso delle attivita’ di perquisizione sono state rinvenuti e sottoposti a sequestro ingenti quantitativi di sostanze dopanti e di ricette mediche del servizio sanitario nazionale di provenienza illecita. Dall’attivita’ investigativa, avviata dal 2011 e svolta attraverso acquisizioni documentali, appostamenti e strumenti di natura tecnica, e’ emersa l’esistenza di un’associazione per delinquere, composta da diverse cellule operative dislocate sul territorio nazionale e soprattutto su quello calabrese. Le sostanze dopanti venivano vendute non solo ad atleti dediti all’attivita’ di body building, ma anche a pugili. I prodotti dopanti venivano acquisiti attraverso il circuito farmaceutico – in alcuni casi con la complicita’ dei farmacisti – e mediante canali di approvvigionamento clandestini, anche esteri. La capillare commercializzazione delle sostanze dopanti, talvolta somministrate direttamente dagli stessi indagati, veniva agevolata dalla disponibilita’, da parte di alcuni di loro, di palestre dislocate su tutto il territorio nazionale – Sibari (Cs), Avellino, Lamezia Terme (Cz), Cosenza, Crotone, Foggia, Napoli, Taranto, Messina e Roma – con gravissimo pericolo per la salute pubblica a causa dell’assenza totale di controllo medico. Tra i farmaci dopanti sequestrati nel corso dell’attivita’ investigativa, ad uso umano e veterinario, vi sono l’Humatrope 12 mg 36 UI, il Norditropin Simplexx, il Saizen 8 mg, lo Stargate, il Winstrol, il Boldenone, il Sustanon ed il Proviron.

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