Cosenza: “le modifiche alla viabilità non sono la causa del traffico. Servono infrastrutture di TPL e sharing mobility”

"Le foto estemporanee peraltro, fissando momenti puntuali, non hanno nessuna valenza di attendibilità quali misuratori di incrementi del traffico stesso"

COSENZA – Un’accurata analisi ed un contributo sulla situazione della viabilità e in generale sulla mobilità a Cosenza arriva da Giuseppe Lo Feudo, Socio di Sipotra, la società italiana di politica dei trasporti. Lo Feudo evidenzia da subito che gli interventi sulla viabilità portati a termine dall’amministrazione comunali negli ultimi giorni (rimozione della rotonda su Viale della Repubblica e nuovi sensi di marcia) non hanno nessuna valenza di attendibilità sull’incremento di traffico negli ultimi giorni.

Ultime modifiche alla viabilità non sono la causa dell’aumento di traffico

“Impazzano sui social e sui media locali  – evidenzia foto di vario tipo che inquadrano auto in fila a Cosenza come se fossero immagini dell’ultim’ora mai viste prima. La polemica correlata nasce dopo alcuni interventi sulla viabilità adottati dall’amministrazione comunale di Cosenza, in alcuni casi correttivi di errori tecnici ovvero in altri opinabili ma che certamente non costituiscono assolutamente causa del caotico traffico cittadino specie nelle ore di punta. Le foto estemporanee peraltro, fissando momenti puntuali, non hanno nessuna valenza di attendibilità quali misuratori di incrementi del traffico stesso.

Traffico Cosenza via Roma e centro città2

Movimento veicolare continuo: le direttrici collassano in vari punti

In realtà Cosenza, e più in generale l’area urbana, assorbono un movimento veicolare continuo, che almeno due volte al giorno in entrata e in uscita da varie direttrici collassano in vari punti anche centrali la circolazione veicolare. Esiste purtroppo una sola azione, frutto di sinergie e interventi coordinati, che ha efficacia in un processo di decongestionamento veicolare e consiste nella riduzione drastica delle auto in circolazione e nel travaso di cittadini dal trasporto individuale alla mobilità collettiva o condivisa o dolce. Per ottenere ciò necessitano più infrastrutture e più parcheggi. Al riguardo quindi chi addebita superficialmente il traffico di questi giorni ai piccoli e circoscritti interventi sulla viabilità dovrebbe piuttosto ricordare due circostanze particolarmente importanti e molto più incisive al riguardo.

Il default di Amaco: Cosenza priva di TPL, serve piano di rilancio

La prima è che Cosenza, specie dopo il default di AMACO è praticamente priva Trasporto pubblico urbano nonché di una visione e di un piano di rilancio a breve dello stesso. La seconda circostanza consiste nella inopinata perdita della storica occasione avuta relativa alla realizzazione, dopo anni di riflessioni, di un moderno sistema tranviario su sede protetta che avrebbe collegato il Savuto, l’area urbana e l’Unical con una dorsale veloce e ad alta capacità intorno alla quale disegnare una rete di servizi di adduzione e di collegamento con un sistema di parcheggi d’interscambio nei punti di accesso all’area urbana.

Amaco

Meno auto in città e mezzi pubblici moderni e poco impattanti

Quindi meno auto in città e più mezzi pubblici moderni e poco impattanti, più mobilità sostenibile e maggiore qualità della vita. Al riguardo basta analizzare una recente tabella OCSE, e semplicemente osservare i parametri adottati per misurare il livello di qualità della vita nelle città. Vedremo che almeno 4 voci hanno correlazioni strette con la qualità, l’efficienza e l’efficacia del modello di mobilità adottato. “Qualità dell’ambiente”, “conciliabilità tra lavoro e vita privata” “infrastrutture e servizi”, nonché un “sistema di mobilità” pervasivo e intermodale. Tutti, anche a livello intuitivo, sono aspetti strettamente connessi fra loro.

 

Gli obiettivi strategici e le misure prioritarie

Se si vuole quindi avere una “visione” di città moderna e attrattiva, ed uscire dalle piccole polemiche per andare al cuore del problema, la stessa non può prescindere dalla valutazione di detti parametri e basarsi su un modello di città orientato a perseguire un livello più elevato di qualità della vita ponendo fra principali obiettivi strategici le seguenti prioritarie misure su cui improntare strategicamente la azione amministrativa:

  • Drastica riduzione del traffico veicolare in ambito urbano con politiche coordinate orientate a favorire un cambio modale che dal mezzo privato sposti i cittadini verso l’uso del trasporto pubblico locale ovvero verso modalità innovative comprendenti la sharing mobility, nonché possibili forme di car pooling.
  • Realizzazione di infrastrutture di trasporto urbano e suburbano che in sede protetta consentano a mezzi ad alta capacità ( tramvie/BIT ) di intercettare, specie nelle ore di punta, i cittadini in vari punti di interscambio periferici attrezzati per il cambio modale , per portarli nel centro delle città o verso i principali poli attrattivi quali università, stadi , teatri ecc.
  • Sviluppo di piattaforma digitale che mettano a sistema le varie opportunità di trasporto rendendo ai cittadini semplice e rapida la scelta di percorso e di modalità
  • Efficientamento del servizio bus urbano con investimenti anche in tecnologia e infomobility.
  • Politiche tariffarie della sosta mirata a disincentivare uso auto privata specie in fasce orarie di punta.
  • Politiche di sostegno e incentivo alla sharing mobility con misure di sostegno all’utilizzo dei mezzi in condivisione nonché e all’installazione anche di postazioni fisse con bici a pedalata assistita e con
  • Incentivo della sharing mobility complementare e integrativa al Tpl per coprire il gap del cd “ultimo miglio”.

Obbligatorio incentivare l’uso dei mezzi alternativi all’auto

Decongestionare le città ormai è quasi un obbligo etico e studiare ogni possibile forma di incentivo all’uso di mezzi alternativi all’autovettura privata è d’obbligo. Fra le alternative va compresa anche, perché no’, la mobilità pedonale che, in alcuni casi debitamente assistita come nel caso della mobilità nell’età scolare, incide molto nel depotenziamento del traffico scolastico.

Al riguardo si potrebbe riprendere un progetto a suo tempo varato ai tempi dal compianto Sindaco Giacomo Mancini e ripreso poi dall’amministrazione Perugini, denominato “Piedibus” che prevedeva un simpatico accompagnamento a scuola da alcuni punti di raccolta degli scolari, tutti strettamente aggrappati ad una grossa e colorata fune. Importante comunque dotarsi di un efficace strumento programmatorio perché ormai nessuna misura può essere adottata in modo estemporaneo ma tutto deve essere inserito in un quadro programmatorio che consenta chiarezza di obiettivi e facilità di controllo e misurazione delle varie performance.

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