Cosenza: emergenza abitativa, 250euro per le famiglie di corso Umberto ‘a tempo determinato’

Un contributo o meglio un 'contentino'; poi dovranno trovarsi un alloggio e sottoscrivere un contratto d'affitto con privati da soli. La scure dello sfratto si abbatte su diverse famiglie della città

COSENZA – L’ombra dello sfratto si abbatte su diverse famiglie cosentine ‘meno abbienti‘ a seguito, non solo della sospensione da parte del Comune dal 2020, dei contributi per l’emergenza abitativa, ma anche dell’eliminazione della misura del Reddito di Cittadinanza. Due forme di sostegno che prima, rappresentavano una possibilità, e che ora non sono più disponibili. Recentemente è stata resa nota una deliberazione della Giunta comunale di Cosenza riguarda alcuni nuclei familiari che risiedono in una palazzina di Corso Umberto, al civico 113, anche loro sotto sfratto in quanto la palazzina va restituita al proprietario.

Per alcune famiglie è stata trovata una sistemazione alternativa, su via Rivocati e via Montegrappa, ed è previsto un supporto economico di 250 euro mensili ma a tempo determinato. Appartamenti che, in particolare quelli di corso Umberto e via Rivocati, sono riconducibili allo stesso proprietario  mentre il Comune, aveva previsto nuove sistemazioni per l’emergenza casa, nel centro storico (grazie ai fondi Cipe e Agenda Urbana) tra via Gaeta e Santa Lucia. Invece si è deciso diversamente per queste famiglie che – secondo quanto deliberato – dovranno trovarsi una nuova sistemazione, reperire un alloggio e un contratto privato, e solo fino 31 dicembre 2025 avranno a disposizione la somma di 250euro.

Il comitato Prendocasa di Cosenza da anni si batte per fronteggiare l’emergenza abitativa, in una città dove i palazzi spuntano come i funghi, ma anche dove tante famiglie non possono permettersi gli affitti, soprattutto con soli 250 euro. Su tale delibera infatti, il Comitato ha tentato di avere risposte su alcuni punti. In primis, perché il Comune (che ha sospeso i contributi per l’emergenza abitativa) ha trasferito alcuni nuclei familiari nei locali che, combinazione, sono di proprietà sempre della stessa persona?

Su questo primo aspetto, ovvero il perché le risorse comunali per i “fitti passivi” vadano a finire sempre nella stessa direzione anziche requisire stabili in disuso, durante una discussione in Comune, con l’assessore alle politiche sociali, i rappresentanti di Prendocasa si sono sentiti rispondere che se si doveva parlare di quello (il proprietario degli immobili) potevano alzarsi e andare via.

Altro aspetto riguarda il futuro: come faranno queste famiglie, dal 1 gennaio 2026, a trovare un alloggio in affitto e a sostenere le spese nei confronti di un privato senza un contributo, facendo anche a meno dei 250euro stanziati finora?

I nuclei familiari che ancora sono su corso Umberto “avranno circa 10 mesi – è scritto nella deliberazione – per reperire una soluzione abitativa alternativa mentre per quelli già trasferiti da corso Umberto a via Rivocati e in via Montegrappa, a gennaio 2024 sono scaduti i primi 10 mesi concessi”, ed è stata concessa una proroga di ulteriori 10 mesi. L’amministrazione comunale si impegna dunque, a “sostenere tali nuclei familiari nella ricerca di una nuova abitazione adeguata e dignitosa, anche attraverso una forma di temporaneo ausilio economico e di supporto per la sottoscrizione di nuovi contratti di locazione con soggetti privati disponibili a conferire proprie unità immobiliari”.

Per il movimento Prendocasa però, questa soluzione è inadeguata per i nuclei familiari interessati. “Vorremmo capire perchè non si pensa a nuovi alloggi, come quelli del centro storico di cui si era parlato e soprattutto, questo contributo a scadenza, non consentirà un facile accesso da parte di queste famiglie, a contratti di locazione con privati. Non dimentichiamo infatti che i costi di un affitto, a Cosenza, sono di gran lunga più esosi di 250 euro mensili. Queste famiglie hanno tempo un anno, poi non sapranno cosa fare e non potranno contare su alcun contributo. E questo è un problema che a breve coinvolgerà numerosi nuclei familiari visto che, non solo non ricevono più il reddito di cittadinanza, ma non hanno neanche un aiuto economico per l’emergenza casa”.

Il bando per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica

Intanto il Comune ha pubblicato a fine gennaio un nuovo bando per la formazione della graduatoria permanente degli aspiranti all’assegnazione in locazione semplice degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica di nuova costruzione o che comunque si rendessero disponibili, siti nel territorio comunale. Il termine ultimo per presentare la domanda è il prossimo 22 marzo. Intanto però il prossimo 23 febbraio, gli ultimi nuclei familiari che sono nel palazzo di corso Umberto, subiranno lo sfratto esecutivo.

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