Cosenza: Blessing, la senzatetto che dormiva sulle scale di Santa Teresa, accolta in una struttura

Lieto fine per Blessing, la senzatetto che per circa 45 giorni ha dormito sulle scalinate della chiesa di Santa Teresa a Cosenza

COSENZA – La storia di Blessing ed il suo permanere per oltre 45 giorni sulla scalinata della Chiesa di Santa Teresa a Cosenza, al freddo e al gelo, ha scosso le coscienze, ha richiamato tutti, nessuno escluso, a quel senso di comunità, spesso sopito, ma soprattutto di solidarietà vera, creando una rete umana senza precedenti.

Ieri Blessing finalmente, ha fatto ingresso, accompagnata dalla Polizia Municipale di Cosenza e dall’Isp. Andrea Donato, in una bellissima struttura che l’ha accolta con calore e attenzione che solo una grande e speciale famiglia riesce a fare.

In tutti gli ambienti e soprattutto nell’accoglienza dei più fragili, degli ultimi e degli invisibili, sono solo le persone a fare la differenza e quindi un ringraziamento va alla dirigente del settore Welfare del Comune di Cosenza, avv. Vetere ma anche alla dott.ssa Monica Scrivano, a Massimiliano Crocco e a tutta la Cooperativa Sociale “San Pietro”, la cui disponibilità ha reso possibile un miracolo: strappare Blessing dalla strada.

Sul web tanti hanno scritto su Blessing e si sono interessati “da remoto” al suo caso allegando tanti commenti in calce agli articoli pubblicati on line, ma veramente pochi hanno cercato di aiutarla effettivamente. Quello che è emerso in tutta questa vicenda è stata la presenza continua e costante di tanti utenti del web, che con i loro commenti “autorevoli” hanno solo criticato in maniera sterile e senza conoscere quanto effettivamente sia stato fatto e venga fatto quotidianamente dalla Chiesa, dal parroco don Dario De Paola, dalle suore, dalla comunità cattolica, dalle Istituzioni, dai Servizi Sociali del comune di Cosenza e dai volontari.

Ricordiamoci che se una persona è fragile ed ha bisogno di aiuto tutti siamo chiamati a fare rete e aiutarla e così è stato fatto e si sta continuando a fare e si farà. Da quando Blessing ha scelto di trascorrere le sue giornate e le sue notti sulla gradinata della chiesa di Santa Teresa, il parroco è stato il primo ad intervenire fornendole un primo importante sostegno, spendendosi personalmente e a nome di tutta la comunità parrocchiale a lui vicino quotidianamente con tutte le istituzioni preposte ad aiutare i senza fissa dimora.

L’intervento di Don Dario, in particolare, non si è limitato a garantire ‘la sopravvivenza’ di Blessing, ma a restituirle quella dignità umana che, le scelte autonomamente assunte e gli accadimenti subiti le avevano tolto, interessando con una prima lettera accorata e quotidiani contatti telefonici, tutte le Istituzioni preposte a prendere in carico le persone fragili, a valutarne lo stato sanitario e psicofisico, favorendone l’accoglienza in strutture adeguate e sicure e poi a sensibilizzare parrocchiani a prendere a cuore la vicenda per strappare Blessing, per le attività professionali svolte, definitivamente dalla strada.

Il settore Welfare – Servizi Sociali del Comune di Cosenza, interessato per Blessing così come per le altre persone fragili presenti sul territorio, ha cercato – già da prima che giungesse sul sagrato della chiesa – di aiutarla, favorendo l’ingresso precedentemente in altre strutture , poi dimostratesi inadeguate per la sua permanenza e per i problemi creati dalla stessa.

La struttura Casa Nostra presso la Curia ha garantito a Blessing pasti caldi e la possibilità di aver cura della sua persona così come, in particolare, Suor Ana Meli ed i tanti volontari, sino a quando la relazione attenta e particolareggiata fatta su Blessing da parte dei Servizi Sociali, da parte delle Dott.sse Iusi e Lepore, sotto la supervisione e presenza attenta della dirigente, avv. Sofia Vetere e dell’assessore Buffone del Comune di Cosenza, ha portato lunedì in Tribunale alla nomina dell’Amministratore di sostegno di Blessing che, seppur temporaneo perché sono in corso ricerche per intercettare il fratello e la famiglia dell’amministrata, ha fatto raggiungere l’obiettivo sperato.

Creare una mappatura aggiornata dei ‘bisognosi’

Adesso questa storia a lieto fine dovrà far capire alle Istituzioni preposte che c’è bisogno di adottare nuovi protocolli di intervento e fare rete umana, prendendo atto della necessità di creare una mappattura aggiornata di tutte le strutture socio sanitarie disponibili sul territorio e provincia, al fine di consentire al Tribunale di Cosenza, con specifiche convenzioni come accade nel penale con la messa alla prova, l’acquisizione e predisposizione di un registro di strutture socio sanitarie convenzionate e disponibili al fine di rendere più agevole ed immediato l’intervento di supporto ai minori e agli adulti in stato di fragilità e bisogno, da parte dell’organo giudiziario e degli ausiliari.

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