Caruso a muso duro su Posteraro: «arrogante. Ha nascosto la crisi strutturale di Amaco»

Dura risposta del primo cittadino dopo le dimissioni dell'amministratore unico. «Non lasceremo sulla strada 135 lavoratori», rassicura Caruso

COSENZA – Volano stracci tra il Comune di Cosenza e l’Amministratore Unico di Amaco Paolo Posteraro, che ieri ha annunciato le dimissioni e attaccato duramente il sindaco Franz Caruso, dichiarando di aver avuto un «comportamento inqualificalibile». La replica del primo cittadino arriva in una conferenza stampa a Palazzo dei Bruzi che si apre subito con una stoccata all’ex amministratore unico «Non mi sarei mai aspettato di dover convocare una conferenza stampa per rispondere a chi fa da spocchioso e arrogante figlio di papà ha rappresentato realtà non conformi alla verità» chiosa Caruso cercando di chiarire quella che è la storia della vertenza di Amaco e di una crisi che si è trasformata in stato di insolvenza, dopo la richiesta di fallimento della Procura di Cosenza.

«Si è sempre parlato di una crisi congiunturale ma mai profonda»

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Franz Caruso spiega quelle che sono «le responsabilità di una crisi che ha portato la Procura della Repubblica di Cosenza a definire un’insolvenza chiedendone il fallimento in Tribunale e che dovrà poi verificare l’insolvenza. Una situazione che in pratica ci sta chiedendo, con professionalità, serenità ed equilibrio, attraverso le esperienze necessarie, le forme migliori ma immediate per dare una soluzione a quella che non è più una semplice crisi finanziaria momentanea. Uno che ha guidato una società per cinque anni non può scaricare le responsabilità su chi responsabilità non ha». «A me non interessa la polemica perchè è troppo più importante dare una soluzione alla crisi che rischia di mettere in strada centinaia di lavoratori e non rispondere alle mistificazioni e alle rappresentazioni non vere.

Mi sono fidato delle «rassicuranti parole dell’amministratore

«Non si è mai parlato di crisi dell’azienda quando ci siamo insediati il 4 di novembre del 2021 – prosegue il sindaco di Cosenza con un affondo a Posteraro che  ha sempre evidenziato che dal 2017 (anno di nomina), almeno pubblicamente, non aveva amai parlato di crisi dell’azienda. Noi – evidenza Caruso – come amministrazione ci siamo immediatamente attivati quando l’amministratore è uscito pubblicamente parlando di problemi dell’azienda e situazione di crisi. Abbiamo avuto più interloucazioni con l’amministratore Posteraro, con i dipendenti e le sigle sindacali. Forse ho sbagliato a non dare peso alle denunce che i sindacati mi facevano sulla situazione di Amaco.

Mi sono fidato delle «rassicuranti parole dell’amministratore delegato » che «non mi ha mai parlato di una crisi irreversibile e di insilvenza ma di crisi congiunturale dovuta alla pandemia che aveva ridotto l’utilizzo dei mezzi e della guerra che aveva fatto lievitare il costo del gas metano (tutti i mezzi sono a metano) e che con l’intervento del comune si sarebbe potuta sanare. Noi ci siamo impegnati subito a trovare una soluzione perchè per il Comune l’impegno era ed è quello di salavre 135 posti di lavoro e un’azienda importante. Ci siamo impegnati subito per trovare una soluzione: abbiamo riconosciuto il debito che Amaco portava a bilancio da molti anni di 3 milioni di euro e che abbiamo sempre contrastato e contestato. Ma per dare tranquillità all’attività aziendale abbiamo fatto una transazione e abbiamo riconosciuto ad Amaco un credito di 1 milioine e 800mila euro».

«Mai venuti meno al supporto per il rilancio dell’azienda»

«Non ci siamo fermati qui. Serviva una ricapitalizzazione abbiamo individuato dei cespiti che sono il parcheggio di via Aldo Moro, le scale mobili del centro storico e un terreno che stavamo periziando per darlo ad Amaco. Oltre agli aiuti del Comune c’era il presupposto che la crisi temporanea si poteva risolvere anche con l’arrivo a settembre di 19 pullman elettrici con un risparmio per Amaco che avrebbe dato una prospettiva di risanamento dell’azienda e un risparmio non indifferente».

«Situazione debitoria diversa da quanto sempre rappresentato»

«Ma che cosa è cambiato? Questo accordo nasce dal presupposto che c’era continutà aziendale e che con questi aiuti avremmo superato il momento di crisi congiunturale come ci è sempre stata rappresentata. Ho nomitato un nuovo collegio sindacale (il vecchio era scaduto)-. Dopo pochi giorni mi viene rappresentata una situazione debitoria assolutamente non in linea con quanto mi era stato comunicato dall’amministatore e dal direttore generale. Abbiamo nuovamente avviato delle interlocuzioni con il collegio sindacale e crediamo ancora di superare una crisi, dunque troviamo una forma per approvare il bilancio. Cosa che abbiamo fatto – chiosa il sindaco anche se vi era il parere negativo». A seguito di questo, dopo l’approvazione del bilancio, il colleggio sindacale ci dice che che serve comunque un piano industriale e di risanamento serio con il recupero e il rilancio di un’azienda in profonda crisi. Di fronte a questo e alle sollecitazione del collegio sindaclae abbiamo avuto difficoltà a interloquire con Amaco. E il collegio sindacale nominato dal comnune, su qeuste difficoltà di interoluzione, si è dimesso».

«Piano finanziario di Amaco non idoneo alla prosecuzione del progetto»

Il sindaco, dunque, coferma più volte di essere sempre stato a consocenza di una «crisi strutturale» e non di una «crisi profonda».«Qui ci sono gli atti – prosegue Caruso -. Dopo che viene rappresentata questa situazione finanziaria in data 21 settembre 2022 «il collegio mette nero su bianco che il piano finanziario formulato da Amaco non era assolutamente idoneo alla prosecuzione del progetto». «Ci viene chiesto di approvare un nuovo bilancio. Dopo aver consultato vari professionisti, il responso è stato negativo in quanto la situzione dell’Ente non aveva prospettive di recupero (la normativa dà responsabilità dirette all’organo di controllo). Ci hanno rappresentato una situazione difficile. Abbiamo chiesto la relazione dell’amministratore, del revisore e del collegio sindacale: per la prima volta, dopo che ci era stato assicurato che la crisi era dovuta alla guerra e alla pandemia, per la prima volta Posteraro ci prospetta la reale situazione, ovvero che “era in atto una crisi strutturale non congiunturale“. Cosa messa nero su bianco anche dal revisore indipendente».

Ora serve dare soluzioni a una sitazione grave

«Dai bilanci dl 2021 manca il requisito della continuità, ma il collegio sindacale in data 21 ottobre 2022 si esprimeva parlando di crisi irreversibile e di insolvenza. Nonostante queste abbiamo insistito per avere un piano di risanamento e industriale degno di tal nome. Cosa ci è stato dato? Un foglio, fronte retro e uno di 17 pagine, che è stato fatto studiare da professionisti ed è stato bocciato. Detto questo farò di tutto per salvare il posto di lavoro dei dipendenti ma io sono per la legalità e trasparenza».

«Di fronte a questa situazione ci siamo fermati. L’esposizione al rischio di Amaco non dava una prospettiva di recupero di quella che era una dignitià di un’azienda come Amaco. Ora c’è un problema molto più serio: dare soluzioni a una sitazione grave. Il sindaco insiste ribadendo che «La situazione è grave ma dobbiamo agire per evitare che questa società venga cancellata e che i dipendenti perdano il loro posto di lavoro. Ci siamo rivolti a tecnici e professionisti ma serve l’unione di tutti: Comune, amministratore, sindacati. Quando ci sono problemi non si scappa ma si affrontano. Qualcuno invece prova a fuggire dalle responsablità anche per un servizio inefficiente. Dobbiamo fare in modo di superare la crisi affinché che il servizio di Amaco sia di qualità. «Non lasceremo sulla strada 135 lavoratori» rassicura e conclude Caruso che chiederà anche l’aiuto della Regione.

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