Laboratorio Civico replica ad Attiva Rende: "non basta un’inchiesta per chiedere le dimissioni" - QuiCosenza.it
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Laboratorio Civico replica ad Attiva Rende: “non basta un’inchiesta per chiedere le dimissioni”

Il Laboratorio Civico replica alle accuse mosse da Attiva Rende: “E’ vero, dobbiamo ammetterlo, abbiamo un’altra cultura e una diversa sensibilità politica”

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RENDE – A poche ore dall’iniziativa promossa per questo pomeriggio a Commenda dal gruppo Attiva Rende, il Laboratorio Civico replica e “rimanda al mittente” le accuse mosse: “Non abbiamo mai puntato il dito per ragioni giudiziarie contro nessuno. O meglio, mai ha provato a sfruttare disavventure giudiziarie per fini politici. Siamo orgogliosi di tutto questo. Rappresentiamo la politica dei valori, quella che non richiama e non enfatizza il potere giudiziario, ma anzi rivendica l’autonomia e l’autorevolezza della politica rispetto al potere dei giudici”, prosegue la nota.
“Questa nostra impostazione l’abbiamo dimostrata nei confronti di tutti gli imputati del cosiddetto “sistema Rende”. Nei confronti dei consiglieri regionali del procedimento “Rimborsopoli”, nei confronti di tutti gli indagati del procedimento “Piazza Bilotti” e “Funivia Lorica”. Nomi eccellenti coinvolti, loro malgrado, in vicende giudiziarie che hanno avuto o avranno un esito giudiziario e non politico. Mai incrociare i due percorsi. Attiva Rende lo fa e non è l’unica forza politica con il cappello in mano rispetto al potere giudiziario e alla cultura del giustizialismo. Basta un’inchiesta penale per chiedere le dimissioni”, sostiene Laboratorio Civico.

“Malevoli affermazioni”

“La ragione di questa richiesta? L’inchiesta dimostra il degrado della città”. Purtroppo per loro dobbiamo sottolineare che non è affatto cosi! E occorre fare qualche precisazione in merito. Rende è tra le città più sane da un punto di vista sociale, culturale ed economico di tutto il sud d’Italia. Merito di una politica lungimirante, fatta di progetti, di motori attrattivi, di inclusività.Tutti temi poco conosciuti e praticati dai componenti di Attiva Rende. Ne capiamo il disagio e l’imbarazzo visti i trascorsi” si legge nella nota.

“Si parla di degrado delle istituzioni, di gestione privatistica della cosa pubblica. Respingiamo al mittente queste malevoli affermazioni. Piuttosto siamo al degrado della politica quando si chiedono le dimissioni per un provvedimento giudiziario. Questa amministrazione ha recuperato alla “cosa pubblica” beni dati ai privati”.

Caso “Colibrì”: «Talarico sa di cosa parliamo»

“Talarico sa di cosa parliamo o è in preda a un vuoto di memoria? La palude di cui si parla, Talarico la conosce bene: ne è stato l’attore principale per l’urbanistica e non solo, in un particolare momento amministrativo della vita di Rende. Guasti non più sanabili, ne parli con gli abitanti, con i commercianti, con i titolari di attività alberghiere del quartiere Maiorana. L’elenco è davvero lungo per chi ha cambiato nove tra partiti e movimenti negli ultimi dieci anni. Troppi anche per l’ultimo dei pensatori del 900”, afferma Laboratorio Civico.

“Per quel che riguarda poi l’inchiesta penale, basta leggere le date e le contestazioni per comprendere che siamo di fronte ad un teorema errato, ad un clamoroso abbaglio giudiziario perché smentito dai fatti reali. Per quanto riguarda “Il Colibrì” da subito questa amministrazione ha fatto battaglia per riacquisire l’immobile nella disponibilità dei beni comunali. Come era stato concesso? Con una delibera del 10 settembre 2002 che concedeva in locazione per l’esercizio pubblico di un bar: sì, un bene pubblico concesso con finalità bar, riteniamo l’unico in Italia. Chi ha votato a favore? Domenico Talarico, il nostro censore, lo stesso che grida allo scandalo. Quale finalità la Giunta Manna ha dato all’immobile fino a questo momento ? Lo stabile è candidato ad un bando per la povertà educativa che non è stato ancora finanziato e, in alternativa può essere utilizzato come ufficio del turismo che manca nella nostra città. E non ai privati, nè precedenti gestioni nè future”, si dice nella nota stampa.

“Per quanto riguarda il Palazzetto dello sport, l’accusa parla di accordi per ultimare i lavori e nel contempo assegnarlo ai pretendenti con un bando di gara. Questo accordo viene datato maggio 2019 mentre si svolgono le elezioni. Gli atti dimostrano che i lavori erano già stati completati in corso dal 2018 all’aprile 2019. E dunque nessun incarico poteva essere dato per quei lavori. Si era in attesa del certificato di ultimazione dei lavori che è avvenuto il 22 gennaio 2021. Prima di allora nessun bando o gara per la gestione poteva essere indetto. Solo dopo due anni nell’aprile del 2021 ci fu determina a contrarre per il bando selettivo alla gestione. A settembre dello stesso anno troviamo la determina di aggiudicazione della gara alla quale hanno partecipato due società. Per una sono state rilevate delle mancate allegazioni di documenti. Questi i fatti, questa l’inchiesta penale che se corretta o clamorosamente errata lo dirà un percorso processuale previsto dal nostro sistema e dalla nostra costituzione. Prima di parlare e accusare e di chiedere comode dimissioni bisogna documentarsi e sforzarsi di leggere gli atti e i documenti. Questa è la regola per ogni persona che cerca di comprendere cosa accade. Altrimenti – conclude Laboratorio Civico – si può parlare, ma solo per fare una chiacchierata al bar con quattro amici come da delibera”.

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Allerta arancione a Cosenza: le raccomandazioni del Comune

Un messaggio di allerta è stato comunicato a Palazzo dei Bruzi dalla Protezione civile regionale dalla mezzanotte di oggi fino alle ore 24,00 di domani

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COSENZA – Un messaggio di allerta meteo di livello arancione è stato comunicato al Comune di Cosenza dalla Protezione civile regionale. L’allerta partirà dalla mezzanotte di oggi e proseguirà fino alle ore 24,00 di domani, sabato 10 dicembre. Nel messaggio di allertamento unificato diramato dalla Protezione civile regionale si fa riferimento ad una previsione di piogge diffuse e temporali sparsi. Il quadro previsionale ipotizza, più nel dettaglio, fenomeni temporaleschi che potrebbero evolvere in nubifragi anche persistenti. Possibili, inoltre, fenomeni di esondazione in corrispondenza dei fiumi con bacino idrografico di rilevanti dimensioni.

La situazione prospettata ha fatto sì che il Settore Protezione Civile del Comune diffondesse il consueto avviso alla cittadinanza nel quale si raccomanda l’adozione di una serie di misure comportamentali:

– Evitare di allontanarsi dalla propria abitazione se non strettamente necessario;

– Non sostare in prossimità di fiumi, argini, torrenti, scarpate, ponti;

– Porre estrema attenzione nell’attraversamento di sottopassi o ponti;

– Fare attenzione alla possibile caduta di rami e alberi;

– Non sostare nella zona di possibile caduta di cornicioni o tegole;

– Non sostare in locali interrati o seminterrati esposti a possibili allagamenti o inondazioni.

In caso di necessità i cittadini possono contattare il numero della Polizia Municipale: 0984 813760.

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Cosenza, chiusa la 57/ma stagione lirica del teatro Rendano

Il teatro Rendano continua ad essere il principale attrattore per il pubblico che ama l’opera, ma resta il rammarico per la brevità della stagione lirica che ha visto in cartellone due soli spettacoli

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COSENZA – Il ‘Don Pasquale’, l’opera buffa che Gaetano Donizetti concepì a Parigi nel 1843, ha chiuso la 57ma stagione lirica del teatro ‘A. Rendano’ di Cosenza, che ha coprodotto lo spettacolo con l’Associazione “XXI Secolo” di Viterbo. La trama racconta di Don Pasquale, un anziano assalito da capriccio matrimoniale tardivo, che s’innamora di una donna molto più giovane – provocante e molto astuta – però già sentimentalmente legata a suo nipote.

La trama

Nella storia c’è un abile artefice, amico di zio e nipote, che ordisce un piano per far capire a don Pasquale che non è opportuno avere appetiti nuziali fuori tempo massimo. L’opera è stata eseguita dall’Orchestra EtruriAEnsemble, diretta dal maestro Fabrizio Bastianini, per la regia di Rosangela Giurgola, con l’allestimento di Mariano Bauduin che sposta in avanti l’azione, ai primi del novecento, in piena Belle époque. Scene di Nicola Rubertelli (nome storico del teatro, della televisione e del cinema italiani) e costumi di Marianna Carbone. Uno spettacolo ben riuscito e molto apprezzato dal pubblico cosentino che non ha risparmiato applausi a scena aperta ai protagonisti: il basso-baritono Gaetano Merone che ha interpretato don Pasquale, il soprano giapponese Airi Sunada (Norina), il baritono Fabrizio Brancaccio (il dottor Malatesta), il tenore Stefano Sorrentino (Ernesto, nipote di don Pasquale) e Riccardo Schioppa, nel ruolo del notaio.

Rammarico per la brevità della stagione

Il teatro Rendano di Cosenza continua ad essere il principale attrattore per il pubblico che ama l’opera, ma resta il rammarico per la brevità della stagione lirica che ha visto in cartellone due soli spettacoli: il Rigoletto in apertura e, appunto, il don Pasquale in chiusura.

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Cosenza, ecco il bando da 5 milioni per i lavori di mitigazione del rischio frana nel centro storico

La soddisfazione del sindaco Franz Caruso: «Abbiamo portato avanti un grande lavoro che darà risposte ai cittadini in termini di sicurezza del territorio»

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COSENZA – “È stato pubblicato, rispettando la tempistica che ci eravamo dati, il bando di gara per l’affidamento dell’intervento di “mitigazione del rischio frana nel centro storico e nelle aree contermini” per un importo complessivo dei lavori di €4.966.799,68, che ci consentiranno di avviare opere impellenti di messa in sicurezza del nostro territorio già nei prossimi mesi del 2023″. Lo annuncia il sindaco Franz Caruso, al termine di un’azione amministrativa complessa portata avanti con il vicesindaco ed assessore all’ambiente con delega alla difesa del suolo, Maria Pia Funaro, che ha di fatto sbloccato un iter fermo al 2018, data a cui risale la sottoscrizione della Convenzione di avvalimento tra il Comune di Cosenza e il Commissario Delegato per l’emergenza idrogeologica in Calabria.

“Dal 2018 – prosegue il Primo Cittadino di Cosenza – tutto era rimasto fermo per ben 3 anni, ad eccezione di una gara, prima bandita, poi sospesa, infine revocata. Sin dai primi mesi del mio insediamento, pertanto, abbiamo lavorato per riattivare le procedure riuscendo nello scorso mese di febbraio ad approvare il progetto di fattibilità tecnica ed economica che è stato rielaborato riportando la corretta localizzazione degli interventi nelle tre macroaree individuate nello studio di fattibilità”.
“Il dissesto idrogeologico – conclude il sindaco Franz Caruso – è uno dei tanti problemi di Cosenza, che oggi attanaglia in modo particolare la città vecchia su cui ho prestato e presto particolare attenzione, ritenendolo una problematica ambientale di enorme portata da contrastare ed arginare. Non a caso ho voluto una delega specifica alla difesa del suolo, che ho conferito al vicesindaco, Maria Pia Funaro, con la quale stiamo portando avanti una mole di lavoro enorme.  A cominciare dalla risoluta azione che ci ha consentito di districare la situazione ingarbugliata che bloccava i 10 interventi di mitigazione del rischio frane, ricompresi nel bando appena pubblicato, e che finalmente daranno risposte concrete ai cittadini amministrati in termini di sicurezza del territorio”.
Le aree di intervento oggetto del bando, in scadenza alle ore 12 del prossimo 12 gennaio 2023, di cui al seguente link https://comunedicosenza.traspare.com/announcements/39 sono così localizzate e specificate:
  1. Via Soluzzo Cavalcanti: strada che collega la zona sud della città col Cimitero cittadino
  2. Via Garibaldi – Via Grotte San Francesco d’Assisi: unica via d’accesso per un nutrito gruppo di abitazioni del centro cittadino
  3. Corso Vittorio Emanuele: arteria di collegamento al Centro Storico lato est, conduce al Castello Svevo Normanno ed al Liceo Classico Telesio
  4. Salita Nicola Adamo: unica via d’accesso per le abitazioni nel centro storico che su essa insistono
  5. SP 241-Timpone degli ulivi: tratto di competenza comunale della strada principale che collega, fra l’altro, la popolosa frazione di Donnici alla città
  6. Località Jassa: strada in alveo, unico accesso per le abitazioni che su essa insistono
  7. Via Giovanni Macchione: unica strada di accesso alle Scuole Medie presso il bivio Donnici
  8. Contrada Canale: unica strada di accesso che consente l’arrivo dei mezzi di soccorso alla zona di Donnici Superiore
  9. Contrada Greci: unica arteria di collegamento fra Sant’Ippolito e Borgo Partenope, su cui sono previsti due interventi

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