Rende, Luciano Bonanno: "Disatteso il programma e ingannata la cittadinanza" - QuiCosenza.it
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Rende, Luciano Bonanno: “Disatteso il programma e ingannata la cittadinanza”

Il capogruppo del partito democratico in consiglio comunale motiva le ragioni del proprio voto contrario al bilancio di previsione. Lungo elenco di doglianze

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RENDE – “Mi dispiace non aver preso parte all’ultimo consiglio comunale, dove uno dei punti fondamentali riguardava l’approvazione del bilancio di previsione per l’annualità in corso e mi chiedo come poteva essere possibile per me votare un atto del genere, quando questa amministrazione nella persona del sindaco non ha mantenuto nessuno degli accordi programmatrici presi di più di tre anni fa nei miei confronti, ma soprattutto nei confronti dell’intera cittadinanza”. E’ un duro attacco quello che Luciano Bonanno, capogruppo del partito democratico in seno al Consiglio comunale di Rende, formula all’indirizzo del sindaco Marcello Manna. “Ho deciso pertanto – continua la del consigliere Bonanno –  di abbandonare la maggioranza stessa per collocarmi nei banchi dell’opposizione. Sarebbe stato più facile il contrario, cioè dalla minoranza passare alla maggioranza che governa, ma aggiungo che ad oggi non è stato fatto nulla di tutto quello che ci siamo detti nell’accordo programmatico siglato davanti la statua dei caduti al centro storico di Rende, con tanto di foto ed articolo di giornale con l’attuale sindaco della città.

L’ambiente ed in particolare l’ex Legnochimica, odori nauseabondi della zona industriale e discarica di S. Agostino, la scarsa portata d’acqua, il sistema complicato e poco efficiente della raccolta differenziata, il rilancio del commercio e del centro storico, l’integrazione ed il sostegno ai diversamente abili, la pulizia, l’illuminazione e manutenzione del manto stradale. Per quanto mi riguarda un impegno preso è qualcosa di sacro, ma devo desumere che per qualcuno è un optional. Addirittura si evincono notevoli tagli economici sulle forniture e servizi della Rende servizi 400.000 mila euro circa di cui 100.000 mila euro sull’illuminazione pubblica, probabilmente non considerando il fatto che fra poco la città sarà completamente al buio e che del decantato efficientamento energetico realmente non si ha notizia riguardo i sui prosegui e la sua conclusione.

Vorrei capire come sia possibile fare tagli ad una società che rappresenta una macchina a cui sono affidati servizi essenziali per la città quando si pagano centinaia di migliaia di euro di consulenze legali, alla comunicazione e varie, anche a persone alcune delle quali non si sono mai viste all’interno dell’ente comunale, per non parlare della privatizzazione selvaggia del patrimonio immobiliare comunale porterà miseri guadagni per l’ente comunale senza alcun beneficio per la collettività, con l’unico intento di svendere la nostra città di Rende a vantaggio di meri intessi elettorali di un voto clientelare.” Bonanno poi conclude: “Resto veramente indignato, come del resto lo sono i tanti cittadini rendesi che incontro”.

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Morti sul lavoro a Cosenza. UGL: “Siamo sgomenti, arrestare strage”

Lo ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale del sindacato, dopo la morte di un uomo a Falconara Albanese e Laino Borgo

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COSENZA – “E’ ancora strage di lavoratori. A perdere la vita un 43enne schiacciato dal mezzo agricolo di cui era alla guida a Falconara Albanese, in provincia di Cosenza, e un operaio di 52 anni precipitato dal tetto a Guardia Vomano, in provincia di Teramo. A nome dell’UGL esprimo cordoglio alle famiglie delle vittime. Siamo di fronte ad una vera e propria ecatombe che ci lascia sgomenti e indignati. Urgono azioni concrete per rafforzare la prevenzione sui luoghi di lavoro e impedire simili tragedie. In tal senso, chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di intensificare i controlli potenziando gli organi ispettivi, di assicurare un maggior coordinamento degli enti preposti attraverso l’unificazione delle banche dati, e, al contempo, di investire nella formazione e nella cultura della sicurezza. Con la manifestazione ‘Lavorare per vivere’, l’UGL intende porre l’attenzione dell’opinione pubblica e del Governo sul fenomeno inaccettabile delle cosiddette ‘morti bianche'”.
Lo hanno dichiarato in una nota congiunta Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, Gianna De Amicis, Segretario Generale UGL Abruzzo, e Ornella Cuzzupi, Segretario Regionale UGL Calabria, in merito ai due infortuni sul lavoro in cui hanno perso la vita un 43enne schiacciato dal mezzo agricolo di cui era alla guida a Falconara Albanese, in provincia di Cosenza, e un operaio di 52 anni precipitato dal tetto a Guardia Vomano, in provincia di Teramo.
Tre mesi fa un altro drammatico incidente sul lavoro nel cosentino: un altro giovane operaio morì a Laino Borgo, all’interno della centrale a biomasse Mercure. Ennesima scia di sangue di una serie plurima di incidenti sul lavoro, per cui il nuovo Governo dovrà trovare una soluzione.

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Rende, una bombola di gas esplode in auto: giovane in gravi condizioni

L’episodio è avvenuto nel quartiere San Gennaro. Il 30enne originario di Rende è rimasto ustionato su buona parte del corpo

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COSENZA – Una bombola di gas esplosa  in auto: l’episodio è avvenuto venerdì scorso nei pressi del quartire San Gennaro di Rende. Secondo quanto si apprende, un ragazzo di 30anni, D.B. residente a Rende, avrebbe fatto rifornimento presso un benzinaio, ricaricando una bombola di gas, per poi trasportarla all’interno della sua vettura. Probabilmente, per motivi ancora in corso di accertamento, durante il tragitto in auto, il giovane si sarebbe acceso una sigaretta innescando l’esplosione della bombola. Il 30 enne sarebbe riuscito ad uscire dall’auto ma avrebbe riportato grandi ustioni su buona parte del corpo

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere il rogo provocato dall’esplosione. I carabinieri, che indagano sulla vicenda, avrebbero anche sentito il titolare del rifornimento di benzina.

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Unicef Cosenza, allarme sui rincari di RUFT e malnutrizione “colpiti 2 bimbi su 3”

In occasione della festa dei nonni una riflessione sulla grave problematica: il prezzo degli alimenti terapeutici pronti all’uso ha subito rincari del 16%

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COSENZA – La festa dei nonni celebra un legame speciale, importante per la crescita ed il futuro dei minori, ma anche per la salute di chi è più avanti negli anni. Purtroppo non tutti i bambini hanno la fortuna di vivere in contesti sereni e di costruire futuro. Ed è per questo che, in occasione della festa dedicata a nonni e nipoti, il Comitato provinciale Unicef di Cosenza si è ritrovato a discutere di infanzia negata e malnutrizione.

La malnutrizione infantile è la violazione di un diritto umano fondamentale del bambino, quello alla sopravvivenza e allo sviluppo, non si limitata alla mancanza di cibo, ma è una combinazione di fattori: scarsità di proteine, micronutrienti e calorie; alta frequenza di infezioni e altre malattie; inadeguatezza dei servizi sanitari; scarso accesso all’acqua potabile e all’igiene, emergenze improvvise o protratte nel tempo.

Già prima che la guerra in Ucraina minacciasse di far sprofondare il mondo in una crisi alimentare globale, il numero di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave era in forte aumento a causa di più fattori, tra cui la difficile ripresa delle economie mondiali dalla pandemia da Covid 19 e condizioni persistenti di siccità in vari Paesi a causa del cambiamento climatico.

La malnutrizione acuta grave rappresenta la forma più pericolosa di malnutrizione e provoca la morte di 1 bambino su 5: in tutto il mondo almeno 13,6 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrono di questa forma grave di malnutrizione. LAsia Meridionale rimane l’epicentro di questa piaga: ne è colpito 1 bambino su 22, il doppio rispetto all’Africa subsahariana.

I bambini che soffrono di malnutrizione acuta grave, sono troppo deboli e malati per mangiare cibo normale. Non possono essere salvati con sacchi di grano o di soia. Per sopravvivere, hanno bisogno di nutrizione terapeutica urgente – RUTF (Alimento Terapeutico Pronto all’Uso).

“Unicef Italia ha stimato che, a causa del forte aumento dei costi delle materie prime – dichiara Monica Perri, presidente del Comitato provinciale Unicef di Cosenza – il prezzo degli alimenti terapeutici pronti all’uso (RUFT) fondamentali nella cura della forma acuta grave di malnutrizione, aumenterà nei prossimi mesi del 16%. Anche i finanziamenti globali per salvare vite attraverso l’uso di questo alimento terapeutico sono fortemente a rischio: attualmente 2 bimbi malnutriti gravemente su 3, non ha accesso a questa fondamentale terapia alimentare. Purtroppo tutto ciò coincide con una forte diminuzione dei tassi di vaccinazione contro le malattie dei bambini: una combinazione letale. Senza un’azione rapida – concludono i volontari Unicef – potremmo trovarci di fronte a una crisi di sopravvivenza dei bambini”. L’azione del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia si concentra su tre aree di intervento: prevenzione di ogni forma di malnutrizione, salute e nutrizione nell’adolescenza, terapia e cura dei bambini affetti da malnutrizione acuta grave”.

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