Stabile di via Savoia. Prendocasa "famiglie e rischio sgombero ma le istituzioni tacciono" - QuiCosenza.it
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Stabile di via Savoia. Prendocasa “famiglie e rischio sgombero ma le istituzioni tacciono”

Gli attivisti “chiesto lo sgombero di un immobile abbandonato per anni. Continua il silenzio da parte di tutte le istituzioni

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COSENZA – Questa mattina la protesta davanti alla Prefettura di Cosenza da parte degli attivisti del “Comitato Prendocasa” per sensibilizzare e avere risposte sulla situazione che interessa lo stabile di via Savoia, dove risiedono attualmente 25 nuclei familiari che, senza soluzioni all’orizzonte, rischiano lo sgombero trovandosi senza un tetto e una abitazione dignitosa.

“L’occupazione abitativa di via Savoia – spiegano gli attivisti – nasce nel 2017 all’interno di uno stabile di proprietà dell’ATERP Calabria totalmente abbandonato da diversi anni, precedentemente sede degli uffici dello stesso ente e di una azienda di informatica. Dal 2017 ad oggi in quello stabile sono successe molte cose. Tante persone che soffrono il dramma dell’emergenza abitativa hanno attraversato quel posto, sono nati tanti bambini e tante bambine, sono emerse nuove forme di relazione e interazione. L’occupazione  – spiegano – è stata, negli anni, al centro di varie interlocuzioni con Prefettura, ATERP e Regione Calabria. Da parte nostra c’è sempre stata la disponibilità ad intavolare confronti chiari, che portassero a soluzioni concrete e non alle solite soluzioni tampone.

“Oggi, dopo anni di silenzio da parte delle istituzioni, mentre in città l’attenzione è focalizzata sulla collocazione del nuovo ospedale, un parlamentare della repubblica e dirigente della Lega, tale Furgiuele, presenta un’interrogazione parlamentare, nella quale richiede lo sgombero dello stabile di via Savoia, perché la presenza degli occupanti impedirebbe il trasferimento della sede cosentina dell’ATERP nella sua sede naturale. Sapete dove si trova attualmente la sede ATERP ? In uno degli enormi stabili a Vaglio Lise, da poco diventato di proprietà della Regione Calabria. E considerato che l’ATERP è un ente regionale, che fa riferimento all’assessorato alle infrastrutture e ai lavori pubblici, non capiamo quale sia la fretta di entrare in possesso di un immobile che hanno abbandonato per anni e che, se non fosse stato per noi, oggi verserebbe nel degrado assoluto.
È evidente che la trovata dell’interrogazione parlamentare rientra all’interno di una strategia più generale, che vede oggi una concentrazione di interessi particolari sull’area di Vaglio Lise e sugli immobili lì presenti”.

Gli attivisti spiegano che “il nuovo ospedale, in questo schema, rappresenta il centro della speculazione per politici di ogni schieramento e per i soliti prenditori della sanità privata, su tutti IGreco, che sono pronti a insediarsi anche loro in quella zona. A rendere il quadro ancor più complesso e grave, è il silenzio sulla vicenda da parte di tutte le istituzioni. Dalla Prefettura sostengono di non sapere nulla in merito, lo stesso dall’amministrazione comunale. Tutti, come al solito,  cadono dalle nuvole, nel frattempo però da settimane i vigili urbani provano ad avere la lista dei nomi e cognomi degli occupanti. Una lista – si legge – più volte prodotta da noi alle istituzioni, ma che è servita solo a compilare qualche inutile faldone. A pagare le spese di questa confusione, sono decine di famiglie che vivono il disagio abitativo. Persone che stentano ad arrivare alla fine del mese e che devono combattere contro l’immobilismo delle istituzioni. Se solo ci fosse stata una seria volontà politica, questi problemi non ci sarebbero. E invece sulle occupazioni pendono continue minacce di sgombero, le famiglie in emergenza abitativa combattono ogni giorno con proprietari che rivogliono gli immobili perché il Comune è moroso e spesso e volentieri vengono recapitate lettere di sfratto”.

Prendocasa parla di “quadro desolante che sembra non interessare a nessuno, per chi amministra, evidentemente, la gente può essere spostata e trattata come pacchi a seconda dell’occasione. Caruso e la sua maggioranza pensano di poter continuare ad ignorare il problema ? Chi rappresenta il territorio cosentini alla Cittadella e in Parlamento pensa di poter relegare questo grave problema sociale a questione di ordine pubblico ? Il tempo stringe. Da parte nostra – concludono gli attivisti -, ribadiamo per l’ennesima volta che chi pensa di muovere ennesimi attacchi ha fatto male i conti. Non permetteremo nuove speculazioni e non-soluzioni tampone.  Le soluzioni ci sono, è necessaria solo la volontà di attuarle”.

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Cosenza, “carceri aperte” la partita con papà: domani l’iniziativa tra detenuti e figli

La campagna vuole sensibilizzare sul tema dell’inclusione sociale e delle pari opportunità per tutti i figli dei detenuti spesso vittime di pregiudizi

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COSENZA – Domani alle ore 09:30 presso l’istituto penitenziario “Sergio Cosmai” di Cosenza si terrà una manifestazione che vedrà coinvolti alcuni detenuti impegnati a disputare una partita di pallone con i propri figli.

Questa direzione infatti ha aderito alla campagna nazionale di sensibilizzazione “Carceri aperte- la partita con papà giugno 2022 organizzata dall’associazione “Bambini senza sbarre – onlus”. La partita di calcio tra genitori detenuti e figli sarà disputata alla presenza di altri familiari. La campagna vuole sensibilizzare sul tema dell’inclusione sociale e delle pari opportunità per tutti i bambini e ha l’obiettivo di portare in primo piano il tema dei pregiudizi di cui spesso sono vittime i bambini che hanno il papà o la mamma in carcere.

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Annunziata, Urso: “servono medici e paramedici. Necessari almeno 700 posti letto in più”

Il responsabile Sanità della Lega interviene sull’ospedale di Cosenza: “le criticità che si leggo e si vedono noi dipendenti le viviamo quotidianamente sulla nostra pelle”

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COSENZA – “Assistiamo spesso sui media al giusto e dovuto risalto alle criticità dell’Annunziata ed, in particolare, del Pronto soccorso che, in quanto hub, diventa punto di riferimento per l’intera provincia, in particolare per le patologie più complesse, potendo fornire h 24, e vale la pena ricordarlo, tutte le prestazioni specialistiche contemplate nell’emergenza/urgenza”. Ad affermarlo, in una nota, è Ninni Urso, responsabile Sanità per la Consulta della Lega Cosenza.

“Sorvolando sulle responsabilità che hanno portato negli ultimi anni a tale situazione, l’unica soluzione – continua – rimane quella di riportare l’Annunziata al rango di hub attraverso l’aumento degli attuali 382 posti, soprattutto per quelli destinati all’area medica, drasticamente ridotti dal mix scelte politiche/pandemia, assolutamente insufficienti ed incapaci a servire una popolazione sempre più longeva e quindi bisognosa di cure. Lo ha capito bene, prima da medico e poi da manager, il Commissario Gianfranco Filippelli, puntando dritto a restaurare la filiera che porta alla possibilità di assunzioni, potenziando l’Ufficio Concorsi, aprendo a graduatorie attive regionali ed extraregionali, per il personale medico e paramedico e bandendo tutti i concorsi in itinere.

Come responsabile dell’area sanità per la Consulta della Lega Calabria di Cosenza ritengo – continua Urso – che la via intrapresa sia quella giusta, mirando, con l’aumento del personale, ad arrivare ad almeno 700 posti letto, che porteranno attraverso un naturale e benefico meccanismo “a cascata ” a decongestionare il pronto soccorso e , soprattutto, a fornire un percorso virtuoso ai pazienti, garantendo loro dignità, rapidità e qualità delle cure. E noi saremo al fianco di Filippelli – conclude Urso –  con le nostre proposte e il nostro aiuto fattivo. Perché quello che si legge e si vede sui media, noi dipendenti lo viviamo quotidianamente sulla nostra pelle”.

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“Cosenza ripudia la guerra”: sit in contro guerre, imperialismo e spese militari

Una manifestazione di protesta e informazione contro guerre, imperialismo e spese militari. L’iniziativa in piazza 11 Settembre mercoledì 29 giugno

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COSENZA – Il sit in è stato promosso per mercoledì alle 18 in piazza 11 Settembre a Cosenza da numerose realtà attive nel sociale della città. “Dal 24 febbraio, con l’inizio dell’invasione da parte della Russia, la guerra in Ucraina, in corso dal 2014, è diventata – scrivono i promotori – il principale tema di discussione e di competizione a livello globale, ma soprattutto motivo di preoccupazione per le enormi ricadute che rischia di avere su milioni di persone, in tutto il mondo. I principali media italiani hanno fornito una lettura unilaterale degli eventi, orientata all’accettazione della guerra e del ruolo che in essa dovrebbe assumere l’Italia, secondo i diktat di USA e NATO. Una versione influenzata dagli interessi statali, dell’industria bellica e delle compagnie energetiche”.

“L’opposizione alla guerra si è manifestata sia sul piano dell’opinione pubblica (nei sondaggi statistici), sia nelle mobilitazioni che hanno interessato tutto il territorio italiano negli ultimi mesi. Le piazze hanno espresso un sentimento popolare totalmente ignorato dal Governo, che ha proseguito sulla linea guerrafondaia dettata dagli USA, ha inviato forniture militari, deciso l’aumento delle spese militari, la costruzione di nuove basi e ha contribuito alla tensione diplomatica internazionale”.

“Agli interessi di chi ci ha trascinato in questa guerra e lavora per farla continuare, si contrappone la volontà dei popoli che la guerra finisca presto e produca meno sofferenze possibile: dalla popolazione ucraina che ne subisce gli effetti più immediati e devastanti (come tutte quelle sottoposte alla tragedia della guerra), fino ai popoli di tutto il mondo che ne pagano le conseguenze indirette, povertà e carovita, che già colpiscono le fasce più deboli della popolazione e rischiano di diventare insostenibili anche in Europa, soprattutto in territori marginali come quello calabrese. Come realtà politiche, sindacali e associative, attive nell’area urbana di Cosenza, crediamo – concludono gli organizzatori del sit in – sia necessario avviare sul nostro territorio una discussione pubblica e collettiva sulla guerra e sulle sue conseguenze. Vogliamo iniziare questa discussione pubblica in piazza, per renderla più visibile e incisiva possibile”.

Interverranno:
Josè Nivoi – Portuali USB/CALP (Genova)
Collettivo di Fabbrica GKN (Firenze)
Ruggero Caruso – No MUOS (Sicilia)
Nino Campisi – PAX CHRISTI (Lamezia Terme)

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