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Cosenza, società civile in campo contro la “mala gestione del servizio rifiuti”

Associazioni, cooperative, attivisti e cittadini attivi insieme, hanno studiato il vecchio bando di gara in virtù dell’imminente scadenza autunnale del contratto d’appalto

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COSENZA – «La raccolta dei rifiuti, negli ultimi anni, ha lasciato molto a desiderare a Cosenza. Al netto delle ataviche sofferenze che, purtroppo, sono relative al “sistema Calabria”, nella nostra città il servizio, molte volte, non è stato eseguito a regola d’arte». A dirlo è un gruppo di associazioni, cooperative, attivisti e cittadini che hanno stilato un documento che raccoglie suggerimenti, idee e proposte già consegnato al sindaco ed alla vicesindaca. In attesa di un incontro tra l’amministrazione comunale ed una delegazione, hanno inteso informare la cittadinanza di ciò che può rendere più pulita e degna la città.

“Proposte ed idee per il Capitolato Speciale d’Appalto del bando per l’affidamento del servizio integrato di igiene urbana della città di Cosenza”

«E’ un documento nato dalla collaborazione di comitati, gruppi, cooperative ed associazioni della società civile che, da tempo, lavorano nell’area urbana della città di Cosenza, soprattutto nelle sue zone più periferiche.
Il lavoro collettivo prende il via dall’osservazione – anche in qualità di semplici cittadini – e dalla diretta esperienza che, in questi anni, si ha avuto del sistema della raccolta differenziata la cui gestione è stata deficitaria e disorganizzata e che ha visto l’ente pubblico del tutto assente ed incapace di svolgere la sua funzione di controllo sull’esecuzione del servizio e garante della tutela del bene comune. Partendo dalla convinzione che questione ambientale e questione sociale siano fortemente correlate e che le forme di degrado sociale spesso si intrecciano con quelle del degrado ambientale, come firmatari di questo documento riteniamo che non si possano realizzare servizi di raccolta e gestione dei rifiuti senza considerare, oltre agli aspetti tecnico organizzativi, anche quelli che hanno a che fare con la rigenerazione urbana e con il coinvolgimento degli abitanti dei quartieri, soprattutto di quelli periferici e maggiormente complessi, con l’obiettivo di migliorare la loro generale qualità di vita.

Ci siamo interessati innanzitutto al piano della comunicazione ambientale che crediamo debba coinvolgere attivamente – senza alcun costo per l’ente pubblico – associazioni di volontariato, comitati di quartiere, parrocchie, gruppi scout e qualsiasi altra realtà costituita e già operante nei e a favore dei singoli quartieri/rioni/frazioni del territorio del comune di Cosenza. Abbiamo anche considerato alcuni aspetti tecnici, come la gestione della clausola delle offerte anomale, non inclusa nella precedente gara d’appalto che, infatti, è stata aggiudicata con un ribasso vicino al quaranta per cento. Abbiamo esposto delle idee relative alla raccolta di alcune specifiche tipologie di rifiuto, ad esempio, gli indumenti usati e gli oli vegetali esausti, raccolte mai erogate in maniera continuativa ed efficace, seppure previste nel bando di gara.

Le nostre proposte prevedono la possibilità di valorizzare sul mercato queste tipologie di rifiuti, consentendo una raccolta organizzata secondo modalità e calendari definiti in origine, senza costi per l’amministrazione comunale.

Sempre nell’ottica della rigenerazione urbana e del risparmio delle risorse economiche comunali abbiamo pensato a come migliorare sia il sistema di gestione delle richieste di servizio e segnalazione dei cittadini e sia lo scambio di comunicazioni fra i cittadini per il riutilizzo di beni altrimenti destinati allo smaltimento.
Inoltre, come gruppi operanti in diversi quartieri periferici della città, a stretto contatto con situazioni di degrado e disagio sociale, abbiamo presentato delle proposte per la gestione della raccolta differenziata per le persone non iscritte al ruolo Tari: affittuari in nero, regolari non residenti, irregolari che pure esistono, sono persone però, formalmente, “invisibili”.

Infine, in linea con le ultime direttive del Parlamento Europeo in materia di sostenibilità ambientale ed economia circolare, abbiamo analizzato il tema delle isole ecologiche e degli incentivi al conferimento presso di esse, ed abbiamo descritto delle possibili alternative alla discarica per materiali – come i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche – che possono, invece, essere riparati e riutilizzati all’interno di esperienze di collaborazione e condivisione fra molteplici realtà».

R-Accogliere Soc. Coop. Soc., Associazione Riforma Rivocati Aps, Associazione di Volontariato San Pancrazio, Associazione Santa Lucia, Associazione Culturale Multietnica La Kasbah, Associazione La Spiga, Associazione Arcobaleno, Associazione Culturale Verde Binario, GAIA Galleria d’arte indipendente autogestita, Radio Ciroma, La Terra di Piero, Circolo Popilia, FIAB CosenzaCiclabile, Arci Cosenza Aps, ArciRed aps, Comitato Piazza Piccola, Comitato Via De Rada, Soc. Coop. Soc. Strade di Casa, Fiore Manzo (attivista).

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Morti sul lavoro a Cosenza. UGL: “Siamo sgomenti, arrestare strage”

Lo ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale del sindacato, dopo la morte di un uomo a Falconara Albanese e Laino Borgo

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COSENZA – “E’ ancora strage di lavoratori. A perdere la vita un 43enne schiacciato dal mezzo agricolo di cui era alla guida a Falconara Albanese, in provincia di Cosenza, e un operaio di 52 anni precipitato dal tetto a Guardia Vomano, in provincia di Teramo. A nome dell’UGL esprimo cordoglio alle famiglie delle vittime. Siamo di fronte ad una vera e propria ecatombe che ci lascia sgomenti e indignati. Urgono azioni concrete per rafforzare la prevenzione sui luoghi di lavoro e impedire simili tragedie. In tal senso, chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di intensificare i controlli potenziando gli organi ispettivi, di assicurare un maggior coordinamento degli enti preposti attraverso l’unificazione delle banche dati, e, al contempo, di investire nella formazione e nella cultura della sicurezza. Con la manifestazione ‘Lavorare per vivere’, l’UGL intende porre l’attenzione dell’opinione pubblica e del Governo sul fenomeno inaccettabile delle cosiddette ‘morti bianche'”.
Lo hanno dichiarato in una nota congiunta Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, Gianna De Amicis, Segretario Generale UGL Abruzzo, e Ornella Cuzzupi, Segretario Regionale UGL Calabria, in merito ai due infortuni sul lavoro in cui hanno perso la vita un 43enne schiacciato dal mezzo agricolo di cui era alla guida a Falconara Albanese, in provincia di Cosenza, e un operaio di 52 anni precipitato dal tetto a Guardia Vomano, in provincia di Teramo.
Tre mesi fa un altro drammatico incidente sul lavoro nel cosentino: un altro giovane operaio morì a Laino Borgo, all’interno della centrale a biomasse Mercure. Ennesima scia di sangue di una serie plurima di incidenti sul lavoro, per cui il nuovo Governo dovrà trovare una soluzione.

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Rende, una bombola di gas esplode in auto: giovane in gravi condizioni

L’episodio è avvenuto nel quartiere San Gennaro. Il 30enne originario di Rende è rimasto ustionato su buona parte del corpo

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COSENZA – Una bombola di gas esplosa  in auto: l’episodio è avvenuto venerdì scorso nei pressi del quartire San Gennaro di Rende. Secondo quanto si apprende, un ragazzo di 30anni, D.B. residente a Rende, avrebbe fatto rifornimento presso un benzinaio, ricaricando una bombola di gas, per poi trasportarla all’interno della sua vettura. Probabilmente, per motivi ancora in corso di accertamento, durante il tragitto in auto, il giovane si sarebbe acceso una sigaretta innescando l’esplosione della bombola. Il 30 enne sarebbe riuscito ad uscire dall’auto ma avrebbe riportato grandi ustioni su buona parte del corpo

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere il rogo provocato dall’esplosione. I carabinieri, che indagano sulla vicenda, avrebbero anche sentito il titolare del rifornimento di benzina.

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Unicef Cosenza, allarme sui rincari di RUFT e malnutrizione “colpiti 2 bimbi su 3”

In occasione della festa dei nonni una riflessione sulla grave problematica: il prezzo degli alimenti terapeutici pronti all’uso ha subito rincari del 16%

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COSENZA – La festa dei nonni celebra un legame speciale, importante per la crescita ed il futuro dei minori, ma anche per la salute di chi è più avanti negli anni. Purtroppo non tutti i bambini hanno la fortuna di vivere in contesti sereni e di costruire futuro. Ed è per questo che, in occasione della festa dedicata a nonni e nipoti, il Comitato provinciale Unicef di Cosenza si è ritrovato a discutere di infanzia negata e malnutrizione.

La malnutrizione infantile è la violazione di un diritto umano fondamentale del bambino, quello alla sopravvivenza e allo sviluppo, non si limitata alla mancanza di cibo, ma è una combinazione di fattori: scarsità di proteine, micronutrienti e calorie; alta frequenza di infezioni e altre malattie; inadeguatezza dei servizi sanitari; scarso accesso all’acqua potabile e all’igiene, emergenze improvvise o protratte nel tempo.

Già prima che la guerra in Ucraina minacciasse di far sprofondare il mondo in una crisi alimentare globale, il numero di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave era in forte aumento a causa di più fattori, tra cui la difficile ripresa delle economie mondiali dalla pandemia da Covid 19 e condizioni persistenti di siccità in vari Paesi a causa del cambiamento climatico.

La malnutrizione acuta grave rappresenta la forma più pericolosa di malnutrizione e provoca la morte di 1 bambino su 5: in tutto il mondo almeno 13,6 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrono di questa forma grave di malnutrizione. LAsia Meridionale rimane l’epicentro di questa piaga: ne è colpito 1 bambino su 22, il doppio rispetto all’Africa subsahariana.

I bambini che soffrono di malnutrizione acuta grave, sono troppo deboli e malati per mangiare cibo normale. Non possono essere salvati con sacchi di grano o di soia. Per sopravvivere, hanno bisogno di nutrizione terapeutica urgente – RUTF (Alimento Terapeutico Pronto all’Uso).

“Unicef Italia ha stimato che, a causa del forte aumento dei costi delle materie prime – dichiara Monica Perri, presidente del Comitato provinciale Unicef di Cosenza – il prezzo degli alimenti terapeutici pronti all’uso (RUFT) fondamentali nella cura della forma acuta grave di malnutrizione, aumenterà nei prossimi mesi del 16%. Anche i finanziamenti globali per salvare vite attraverso l’uso di questo alimento terapeutico sono fortemente a rischio: attualmente 2 bimbi malnutriti gravemente su 3, non ha accesso a questa fondamentale terapia alimentare. Purtroppo tutto ciò coincide con una forte diminuzione dei tassi di vaccinazione contro le malattie dei bambini: una combinazione letale. Senza un’azione rapida – concludono i volontari Unicef – potremmo trovarci di fronte a una crisi di sopravvivenza dei bambini”. L’azione del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia si concentra su tre aree di intervento: prevenzione di ogni forma di malnutrizione, salute e nutrizione nell’adolescenza, terapia e cura dei bambini affetti da malnutrizione acuta grave”.

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