La denuncia dell'associazione Brutia:"gli utenti pagano eppure sono senza energia elettrica" - QuiCosenza.it
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Area Urbana

La denuncia dell’associazione Brutia:”gli utenti pagano eppure sono senza energia elettrica”

“La causa pare sia una centrale che non è più idonea a sopportare il carico elettrico. Situazione problematica in periodo dove già di problemi ce ne sono fin troppi”

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COSENZA – “L’associazione Brutia commercianti è stata informata,  dagli operatori commerciali di via Calabria  a Cosenza, di un grave problema  riguardante l’erogazione dell’energia elettrica. – E’ quanto scrive in una nota l’associazione -.

Su questa strada, nel pieno centro cittadino, dove sono presenti numerose  attività commerciali, tra le quali alcune addette alla  ristorazione, spesso viene a mancare  l’erogazione di energia elettrica. Il tutto sembra  da attribuire a una centrale  che, in quel sito, non è più idonea a sopportare il carico elettrico. È chiaro che, questa situazione, – prosegue il comunicato – porta numerose problematiche ai gestori dei locali, in un periodo dove già di problemi ce ne sono fin troppi. La nostra associazione denuncia, quindi, all’ente competente, questo grave disagio con la speranza che vi si possa porre  subito rimedio. Gli utenti – conclude l’associazione Brutia –  pagano le enormi spese di energia elettrica ed è giusto che, il servizio che gli viene dato, sia dei migliori”.

Rende

All’Unical un seminario per diffondere la cultura ambientale tra gli studenti

L’incontro promosso dal Dipartimento di Ingegneria Ambientale, ha coinvolto una sessantina di studenti di circa trenta istituti scolastici delle Scuole Secondarie di II grado della Calabria

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RENDE – Diffondere la cultura ambientale, impegnarsi per salvaguardare i nostri comuni spazi di vita, per contribuire a salvare il nostro pianeta. Se n’è parlato all’Università della Calabria in un incontro promosso dal Dipartimento di Ingegneria Ambientale, dal titolo “100 idee per l’ambiente” che ha coinvolto una sessantina di studenti di circa trenta istituti scolastici delle Scuole Secondarie di II grado della Calabria. L’obiettivo è stato quello di stimolare un dibattito partendo dalle sensibilità, dagli interessi, dalle aspettative, dai desideri della nuova generazione che, fin da subito, vorremmo protagonista e impegnata nella costruzione di un futuro migliore.

“Tutti siamo d’accordo sulla salvaguardia dell’ambiente – ha affermato Massimo Zupi del Dipartimento di Ingegneria Ambientale dell’Unical – quando poi però dalle parole si deve passare ai fatti, le cose cambiano. E allora ecco che c’è la necessità di svolgere questo tipo di attività, e come Diam lo abbiamo fatto, iniziando proprio dai ragazzi, anche perché noi da sempre lavoriamo nelle scuole e ci accorgiamo che c’è un bagaglio di conoscenza, di competenze e di progetti sull’ambiente, che valeva la pena ascoltare”.

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Area Urbana

Cosenza, donna accoltellata nei pressi di piazza Valdesi

Sul fatto indagano gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Cosenza. L’aggressione è avvenuta nei pressi del centro storico

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COSENZA – Gli uomini della squadra mobile di Cosenza indagano sull’accoltellamento di una donna, avvenuto questa mattina intorno alle 11 alle porte del centro storico, nell’area di piazza Valdesi. Secondo quanto emerso la vittima, avrebbe riportato ferite ad un braccio e in maniera lieve all’addome nel tentativo di difendersi ed è stata portata in codice giallo all’ospedale di Cosenza. Il presunto autore dell’aggressione, T.D., avrebbe precedenti di polizia. Tra i due ci sarebbe stata una relazione fatta di alti e bassi e il ferimento sarebbe avvenuto al culmine di un diverbio.

 

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Area Urbana

Cosenza, indossa jeans strappati e la vicepreside li copre con lo scotch

A segnalarlo su Facebook è il “Fronte della Gioventù Comunista – Cosenza” che racconta la singolare vicenda accaduta in un istituto superiore della città

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COSENZA – “Una ragazza è andata a scuola indossando dei normalissimi jeans strappati e la vicepreside ha deciso di coprire gli strappi dei suoi jeans con dei pezzi di scotch, definendoli “poco decorosi” e “inadeguati al contesto scolastico”. Il singolare episodio è stato segnalato su Facebook dal “Fronte della Gioventù Comunista – Cosenza”: “L’abbigliamento di uno studente – è scritto nel post – non può essere determinato da un presunto “Dress Code” della scuola, che in primis non è riportato in alcun documento legale, e che nega il diritto di ogni persona di esprimere sé stessa anche con il suo modo di vestire”.

“Riteniamo – scrivono – totalmente vergognosi atti di questo genere che, a detta di diversi studenti e studentesse dell’Istituto, già si sarebbero ripetuti svariate volte, e che sono il frutto di ciò che sta diventando oggi la scuola pubblica”. “La competizione tra i vari istituti, sempre più simili ad aziende che hanno come loro capi i vari dirigenti scolastici, porta ognuno di essi a volere apparire all’esterno come “scuola d’elite” con studenti perfetti, imponendo loro norme assurde come questa. Siamo pronti a mobilitarci al fianco degli studenti e delle studentesse affinché non si verifichino più episodi inaccettabili di questo tipo”.

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