Auto rubate e cannibalizzate per rivendere i pezzi: 4 arresti a Cosenza, 17 indagati - QuiCosenza.it
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COSENZA – Nelle primissime ore dell’alba, la polizia stradale di Cosenza ha portato a termine un’operazione di polizia giudiziaria. Gli agenti hanno eseguito 5 provvedimenti restrittivi della libertà personale. Le ordinanze, delle quali 2 riguardanti la detenzione in carcere, altre 2 relative ad arresti domiciliari ed una misura di divieto di soggiorno nella città di Cosenza, hanno interessato 5 persone residenti nel capoluogo bruzio. I provvedimenti sono stati disposti dal Gip del Tribunale di Cosenza Salvatore Carpino che ha applicato la misura della custodia in carcere per F. G. di 59 anni e S. A. G.  di 35. Agli arresti domiciliari E.S. di 71 anni e F. B.  di 66. Infine, divieto di dimora nel comune di Cosenza per C. G., di 62 anni. Gli indagati in tutto sono diciassette.

Le accuse

Tutti risultano a vario titolo coinvolti nel riciclaggio e ricettazione di veicoli rubati, detenzione e spaccio di sostanza stupefacente nonché ricettazione di capi di abbigliamento rubati. L’attività d’indagine ha origine dal sequestro di un’autovettura Fiat Panda ed oggetto di riciclaggio in quanto i dati identificativi risultavano contraffatti. Le indagini della polizia cosentina hanno consentito di risalire ad un sodalizio dedito abitualmente alla ricettazione di veicoli rubati, che venivano a volte cannibalizzati per rivenderne i pezzi di ricambio, in altre circostanze si sostituivano le targhe originali con altre di veicoli puliti, oppure si taroccava il numero di telaio con altro genuino.

Indagine partita dal sequestro di una Panda

L’indagine è partita dal sequestro di un’autovettura Fiat Panda oggetto di riciclaggio in quanto con i dati identificativi risultati contraffatti. I successivi approfondimenti hanno consentito di risalire ad un presunto gruppo di specialisti dedito abitualmente alla ricettazione di veicoli rubati. Nel corso dell’attività d’indagine durata circa un anno, sono stati recuperati 12 veicoli per un valore di circa 150.000 mila euro con restituzione ai legittimi proprietari a seguito di nuova immatricolazione e il sequestro di oltre 50 grammi di stupefacente tipo marijuana; inoltre, in un magazzino del centro cittadino sono stati scovati un gran numero di capi di vestiario griffati, rubati in precedenza e pronti per essere reimmessi sul mercato parallelo.

Area Urbana

Cosenza, donna accoltellata nei pressi di piazza Valdesi

Sul fatto indagano gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Cosenza. L’aggressione è avvenuta nei pressi del centro storico

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COSENZA – Gli uomini della squadra mobile di Cosenza indagano sull’accoltellamento di una donna, avvenuto questa mattina intorno alle 11 alle porte del centro storico, nell’area di piazza Valdesi. Secondo quanto emerso la vittima, avrebbe riportato ferite ad un braccio e in maniera lieve all’addome nel tentativo di difendersi ed è stata portata in codice giallo all’ospedale di Cosenza. Il presunto autore dell’aggressione, T.D., avrebbe precedenti di polizia. Tra i due ci sarebbe stata una relazione fatta di alti e bassi e il ferimento sarebbe avvenuto al culmine di un diverbio.

 

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Area Urbana

Cosenza, indossa jeans strappati e la vicepreside li copre con lo scotch

A segnalarlo su Facebook è il “Fronte della Gioventù Comunista – Cosenza” che racconta la singolare vicenda accaduta in un istituto superiore della città

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COSENZA – “Una ragazza è andata a scuola indossando dei normalissimi jeans strappati e la vicepreside ha deciso di coprire gli strappi dei suoi jeans con dei pezzi di scotch, definendoli “poco decorosi” e “inadeguati al contesto scolastico”. Il singolare episodio è stato segnalato su Facebook dal “Fronte della Gioventù Comunista – Cosenza”: “L’abbigliamento di uno studente – è scritto nel post – non può essere determinato da un presunto “Dress Code” della scuola, che in primis non è riportato in alcun documento legale, e che nega il diritto di ogni persona di esprimere sé stessa anche con il suo modo di vestire”.

“Riteniamo – scrivono – totalmente vergognosi atti di questo genere che, a detta di diversi studenti e studentesse dell’Istituto, già si sarebbero ripetuti svariate volte, e che sono il frutto di ciò che sta diventando oggi la scuola pubblica”. “La competizione tra i vari istituti, sempre più simili ad aziende che hanno come loro capi i vari dirigenti scolastici, porta ognuno di essi a volere apparire all’esterno come “scuola d’elite” con studenti perfetti, imponendo loro norme assurde come questa. Siamo pronti a mobilitarci al fianco degli studenti e delle studentesse affinché non si verifichino più episodi inaccettabili di questo tipo”.

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Area Urbana

Rende: lancia la pistola dal finestrino e inizia una rocambolesca fuga, arrestato

I carabinieri di Rende hanno arrestato un ventottenne per porto abusivo di armi, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione

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RENDE – I fatti risalgono alla notte scorsa e i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 28 anni, residente a Rende. Durante un servizio di controllo nella zona di Quattromiglia, i militari hanno notato un veicolo di grossa cilindrata e il conducente, nonostante l’alt intimato, anziché arrestare la corsa ha aumentato bruscamente la velocità. E’ così iniziato un pericoloso inseguimento. Nonostante sia stato invitato più volte di fermarsi, il 28enne ha continuato ad accelerare, nel tentativo di seminare i carabinieri e far perdere le proprie tracce. Incurante della segnaletica stradale, ha proseguito la corsa effettuando una serie di manovre azzardate e pericolose per la propria incolumità e per quella degli altri utenti della strada, nonché dei numerosi avventori dei locali presenti sulle strade del centro abitato.

Alla fine è stato bloccato e i carabinieri hanno anche recuperato un oggetto che durante l’inseguimento era stato lanciato dal finestrino dell’auto scoprendo il motivo della fuga. Si trattava infatti di una pistola a tamburo Smith & Wesson con matricola, in buono stato d’uso e funzionante risultata appartenente ad un uomo di Cosenza deceduto però nel 2020.

L’arma sottoposta a sequestro, sarà inviata al Ris di Messina per accertamenti tecnici e di natura balistica. Proseguiranno invece ulteriori accertamenti da parte dei carabinieri di Rende al fine di chiarire le circostanze per cui l’uomo sia venuto in possesso dell’arma, non oggetto di furto. Il giovane è stato arrestato e posto ai domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

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