Tumore al colon "no a diagnosi fai da te". Da Cosenza l'appello di Covello - QuiCosenza.it
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Tumore al colon “no a diagnosi fai da te”. Da Cosenza l’appello di Covello

Il chirurgo tra le professionalità in forze a La Madonnina iGreco Ospedali Riuniti dichiara: “il Covid non ha stoppato gli interventi in clinica”

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COSENZA – L’inadeguata informazione e la scarsa fiducia nelle capacità della sanità calabrese contribuiscono ad alimentare la migrazione sanitaria. Se un paziente non sa che può curarsi altrettanto bene nella sua terra, così come potrebbe fare in strutture del centro-nord Italia, è normale che si rivolgerà altrove. Offrire prestazioni di qualità, garantendo risposte efficaci è l’obiettivo che continuiamo a condividere con i calabresi. È quanto dichiara il chirurgo Pietro Covello, tra le professionalità in forze alla sede operativa La Madonnina iGreco Ospedali Riuniti che nel 2021, a differenza di altre realtà ospedaliere, grazie all’estremo rigore nell’accettazione dei pazienti e nelle misure di prevenzione adottate dal Gruppo, non ha conosciuto soste nelle pratiche cliniche, terapeutiche, diagnostiche e, quindi chirurgiche.

100 interventi di tumori al colon al 2021

I numeri di interventi lo dimostrano. Negli ultimi 12 mesi sono stati eseguiti dall’equipe chirurgica guidata dal primario Tonino Perri, 100 interventi maggiori; che per una struttura privata convenzionata non sono pochi. Di questi, circa il 75% hanno riguardato la chirurgia del colon retto e circa il 70% sono stati interventi per malattia maligna, tumori del colon e del retto, una delle patologie neoplastiche più diffusa ed in crescita.

Prevenzione per la chirurgia oncologica

La prevenzione – sottolinea Covello – è importante. Bisogna dare la giusta importanza ai sintomi e rivolgersi immediatamente al medico curante, senza affidarsi alle ricerche sul web e alle diagnosi fai-da-te. Sangue e muco nelle feci, calo dell’emoglobina non spiegabile, leggera anemia, dolori addominali, calo di peso, difficoltà di evacuazione possono essere campanelli d’allarme da non sottovalutare che possono essere indagati con esami adeguati. Tutti dopo i 50 anni – aggiunge il Chirurgo – dovrebbero effettuare una colonscopia, almeno ogni 3 anni o a cadenza più breve se si ha familiarità o in presenza di polipi.

Anche per la chirurgia oncologica la laparoscopica può avere molti benefici: al posto del taglio sulla linea mediana dell’addome, si hanno 4 ferite di un centimetro e un’incisione di servizio di 3 dita; si riducono i disturbi di post intervento; si ha un’immediata ripresa; si riducono tempi di degenza; si hanno minori rischi di complicanze e minore incidenza delle infezioni; è minore l’impatto sul sistema immunitario e migliore la garanzia di guarigione radicale dalla malattia neoplastica.

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Cosenza, donna accoltellata nei pressi di piazza Valdesi

Sul fatto indagano gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Cosenza. L’aggressione è avvenuta nei pressi del centro storico

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COSENZA – Gli uomini della squadra mobile di Cosenza indagano sull’accoltellamento di una donna, avvenuto questa mattina intorno alle 11 alle porte del centro storico, nell’area di piazza Valdesi. Secondo quanto emerso la vittima, avrebbe riportato ferite ad un braccio e in maniera lieve all’addome nel tentativo di difendersi ed è stata portata in codice giallo all’ospedale di Cosenza. Il presunto autore dell’aggressione, T.D., avrebbe precedenti di polizia. Tra i due ci sarebbe stata una relazione fatta di alti e bassi e il ferimento sarebbe avvenuto al culmine di un diverbio.

 

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Cosenza, indossa jeans strappati e la vicepreside li copre con lo scotch

A segnalarlo su Facebook è il “Fronte della Gioventù Comunista – Cosenza” che racconta la singolare vicenda accaduta in un istituto superiore della città

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COSENZA – “Una ragazza è andata a scuola indossando dei normalissimi jeans strappati e la vicepreside ha deciso di coprire gli strappi dei suoi jeans con dei pezzi di scotch, definendoli “poco decorosi” e “inadeguati al contesto scolastico”. Il singolare episodio è stato segnalato su Facebook dal “Fronte della Gioventù Comunista – Cosenza”: “L’abbigliamento di uno studente – è scritto nel post – non può essere determinato da un presunto “Dress Code” della scuola, che in primis non è riportato in alcun documento legale, e che nega il diritto di ogni persona di esprimere sé stessa anche con il suo modo di vestire”.

“Riteniamo – scrivono – totalmente vergognosi atti di questo genere che, a detta di diversi studenti e studentesse dell’Istituto, già si sarebbero ripetuti svariate volte, e che sono il frutto di ciò che sta diventando oggi la scuola pubblica”. “La competizione tra i vari istituti, sempre più simili ad aziende che hanno come loro capi i vari dirigenti scolastici, porta ognuno di essi a volere apparire all’esterno come “scuola d’elite” con studenti perfetti, imponendo loro norme assurde come questa. Siamo pronti a mobilitarci al fianco degli studenti e delle studentesse affinché non si verifichino più episodi inaccettabili di questo tipo”.

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Rende: lancia la pistola dal finestrino e inizia una rocambolesca fuga, arrestato

I carabinieri di Rende hanno arrestato un ventottenne per porto abusivo di armi, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione

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RENDE – I fatti risalgono alla notte scorsa e i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 28 anni, residente a Rende. Durante un servizio di controllo nella zona di Quattromiglia, i militari hanno notato un veicolo di grossa cilindrata e il conducente, nonostante l’alt intimato, anziché arrestare la corsa ha aumentato bruscamente la velocità. E’ così iniziato un pericoloso inseguimento. Nonostante sia stato invitato più volte di fermarsi, il 28enne ha continuato ad accelerare, nel tentativo di seminare i carabinieri e far perdere le proprie tracce. Incurante della segnaletica stradale, ha proseguito la corsa effettuando una serie di manovre azzardate e pericolose per la propria incolumità e per quella degli altri utenti della strada, nonché dei numerosi avventori dei locali presenti sulle strade del centro abitato.

Alla fine è stato bloccato e i carabinieri hanno anche recuperato un oggetto che durante l’inseguimento era stato lanciato dal finestrino dell’auto scoprendo il motivo della fuga. Si trattava infatti di una pistola a tamburo Smith & Wesson con matricola, in buono stato d’uso e funzionante risultata appartenente ad un uomo di Cosenza deceduto però nel 2020.

L’arma sottoposta a sequestro, sarà inviata al Ris di Messina per accertamenti tecnici e di natura balistica. Proseguiranno invece ulteriori accertamenti da parte dei carabinieri di Rende al fine di chiarire le circostanze per cui l’uomo sia venuto in possesso dell’arma, non oggetto di furto. Il giovane è stato arrestato e posto ai domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

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