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Piazza Fera, inutilizzabili le intercettazioni “ora assicurare incolumità dei cittadini”

Così scrive il Movimento civico “Nuovi Orizzonti Cosenza” commentando la notizia nell’ambito del processo su Piazza Bilotti a Cosenza “intercettazioni molto gravi”

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COSENZA – “Abbiamo appreso che nei giorni scorsi sono state dichiarate inutilizzabili le intercettazioni telefoniche che riguardano i lavori di piazza Fera. Su di esse poggia l’intero impianto accusatorio del procedimento contro diversi soggetti coinvolti e per questo motivo costituiscono le prove, presunte, dei reati da loro commessi”. Così scrive il Movimento civico “Nuovi Orizzonti Cosenza” dopo la notizia nell’ambito del processo su Piazza Bilotti a Cosenza.

“Alcune delle conversazioni riportate nel Decreto di sequestro preventivo della piazza, risalente a fine aprile 2020, sono molto gravi perché da esse si evince, senza ombra di dubbio, la responsabilità dei tecnici, degli amministratori comunali, della Questura e dell’ex sindaco Occhiuto nell’aver voluto a tutti i costi aprire al pubblico un’opera senza collaudo. Non solo, era ben risaputo anche il problema relativo alle travi d’acciaio nello spazio multimediale, ignorato pure questo. Tanto che oggi, a distanza di molti mesi, la piazza è stata dissequestrata, ma risulta ancora transennata la parte del museo”.

“Perché il decreto di sequestro non è avvenuto prima?”

“Quello che ci chiediamo – incalza il Movimento civico – è: le intercettazioni risalgono al 2016, prima dell’inaugurazione di dicembre, quindi chi ha ‘scritto’ il Decreto di sequestro preventivo era a conoscenza del pericolo che la piazza costituiva, ma non ha impedito lo svolgimento di manifestazioni che hanno messo in pericolo la vita di migliaia di persone. Perché? Il giudice che ha firmato il Decreto di cui si parla, ad aprile 2020 scrisse: “L’utilizzo di piazza Bilotti soprattutto da parte di un numero considerevole di utenti… potrebbe determinare un cedimento strutturale o un crollo della stessa con la conseguenza che deve essere sottoposta a sequestro l’intera area“.  Di ciò si era a conoscenza da quattro anni, perché non lo ha fatto prima?

Ci chiediamo anche come mai ai tecnici, agli amministratori coinvolti, ai consiglieri di opposizione e a tutti coloro che sapevano del pericolo che si correva su piazza Fera, non è mai importato nulla della vita di tante persone che ignare hanno partecipato ai concerti? Quanto vale la vita di un essere umano per chi ci amministra?

Ora, al di là della questione formale che ha fatto dichiarare inutilizzabili le intercettazioni, riteniamo rimanga in essere un fatto sostanziale, cioè il pericolo, risaputo da tutti, derivante dal mancato collaudo e dai difetti delle travi d’acciaio. Pericolo – puntualizza il movimento civico – che nessuno ha mai voluto considerare, ma sul quale sono state fatte indagini (quindi non era ignorato), come dimostra la perizia della Sismlab, la società incaricata dal comune (quando era sindaco Occhiuto), la quale ha rilevato nello scorso mese di settembre che le travi sono difettose e che c’è l’urgenza di intervenire subito. Siamo a dicembre e tutto ciò che è stato fatto è dichiarare inutilizzabili le intercettazioni”.

“Perché Gratteri e Morra non sono intervenuti sullo scandalo della piazza?”

“Ma c’è di più e ci poniamo un’altra domanda – prosegue Nuovi Orizzonti Cosenza – perché Gratteri e Morra non sono mai intervenuti sullo scandalo della piazza, altrimenti detta “piazza della mafia”, dopo i sequestri del 2017 e del 2020?

Anche il nuovo sindaco Caruso dovrebbe intervenire per assicurare l’incolumità ai cittadini e per tentare di che giustizia faccia il suo corso.

Il quadro è chiarissimo: tutti sanno da anni che la piazza è pericolosa, ciò è stato accertato dalla perizia della Sismlab (incaricata da Occhiuto che voleva un risultato diverso) ed è stato sbandierato telefonicamente dai tanti tecnici coinvolti nel completamento dell’opera. La magistratura è al corrente del pericolo e degli intrallazzi dal 2016, ma latita. Gratteri e Morra idem. I cosentini continuano a frequentare la piazza, costata fior di milioni, a loro rischio e pericolo, e tutto quello che viene fatto è ridurre in polvere le intercettazioni. Più chiaro di così…”

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Cosenza, lacrime e commozione per l’addio all’ingegnere Alessandro Marcelli

In tanti ai funerali svolti a Cosenza per l’ultimo saluto a Marcelli: dai colleghi a tutto il personale di Ferrovie della Calabria, dagli amici fino alle cariche istituzionali

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COSENZA – In un clima mesto e silenzioso, con il volto solcato dalle lacrime e ancora tanta incredulità per quello che è accaduto, si sono svolti questa mattina, nella Chiesa Sacro Cuore di Gesù di Piazza Loreto, i funerali del direttore d’esercizio degli impianti di risalita di Lorica e Camigliatello: l’ingegnere Alessandro Marcelli, morto tragicamente domenica scorsa mentre si trovava in Sila a controllare la cabinovia di Lorica. Ieri tantissime persone hanno reso omaggio dal primo pomeriggio a Marcelli nella camera ardente, allestita nelle officine di Ferrovie della Calabria a Vaglio Lise. Alle 11 di questa mattina il feretro è arrivato in chiesa dove si sono svolte le esequie.

Per dare l’ultimo saluto a Marcelli sono arrivati proprio tutti, dai suoi colleghi a tutto il personale di Ferrovie della Calabria. Dalla famiglia e i parenti fino agli amici di Lorica con i quali condivideva le sue giornate lavorative presso l’impianto. Presenti anche alcuni rappresentanti istituzionali: il Sindaco di Cosenza Franz Caruso a quello di Montalto Pietro Caracciolo, l’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. “Una professionalità riconosciuta da tutti – è il ricordo dell’amministratore unico di Ferrovie della Calabria, Aristide Vercillo il giorno prima alla camera ardente allestita presso le Officine di FC in Vaglio Lise – oltre all’umanità, allo spirito di abnegazione e alla passione che aveva per il suo lavoro era disponibile con tutti. Una grandissime perdita”.

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Sanità calabrese, Loizzo: “rilanciare sede Inrca di Cosenza”

“Chiediamo al presidente Occhiuto di incontrare la direzione generale di Ancona per chiedere investimenti finalizzati al rilancio della struttura”

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COSENZA – “È necessario rilanciare la sede dell’Inrca di Cosenza che è stato un presidio ospedaliero importante per la Calabria oltre che un centro di ricerca”. Lo afferma Simona Loizzo, capogruppo della Lega in Consiglio regionale.

“Ricordo che l’Inrca – prosegue – ha avuto la prima terapia intensiva della provincia di Cosenza ed è stata importante per la cura e la prevenzione delle patologie della terza età. Oggi, purtroppo, c’è stato un ridimensionamento, partito quando è stato ridotto il reparto di cardiologia. Chiediamo al presidente Occhiuto, commissario regionale per la sanità, la cui buona azione già si vede dopo pochi mesi, di incontrare la direzione generale di Ancona per chiedere investimenti finalizzati al rilancio della struttura. Oltre al ripristino di cardiologia che potrebbe essere utilizzata anche per la riabilitazione sarebbe fondamentale, così com’era previsto, aprire posti letto hospice per i malati terminali. In questo caso è opportuno ricordare che proprio l’Inrca ha avuto la prima terapia del dolore in tutta la regione”.

“Le professionalità e il know how esistente – conclude Loizzo – consentirebbero una maggiore attenzione da parte della sede centrale e un recupero di una funzione che è stata sempre strategica per la presa in carico dei pazienti geriatrici cosentini e calabresi”.

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La denuncia dell’associazione Brutia:”gli utenti pagano eppure sono senza energia elettrica”

“La causa pare sia una centrale che non è più idonea a sopportare il carico elettrico. Situazione problematica in periodo dove già di problemi ce ne sono fin troppi”

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COSENZA – “L’associazione Brutia commercianti è stata informata,  dagli operatori commerciali di via Calabria  a Cosenza, di un grave problema  riguardante l’erogazione dell’energia elettrica. – E’ quanto scrive in una nota l’associazione -.

Su questa strada, nel pieno centro cittadino, dove sono presenti numerose  attività commerciali, tra le quali alcune addette alla  ristorazione, spesso viene a mancare  l’erogazione di energia elettrica. Il tutto sembra  da attribuire a una centrale  che, in quel sito, non è più idonea a sopportare il carico elettrico. È chiaro che, questa situazione, – prosegue il comunicato – porta numerose problematiche ai gestori dei locali, in un periodo dove già di problemi ce ne sono fin troppi. La nostra associazione denuncia, quindi, all’ente competente, questo grave disagio con la speranza che vi si possa porre  subito rimedio. Gli utenti – conclude l’associazione Brutia –  pagano le enormi spese di energia elettrica ed è giusto che, il servizio che gli viene dato, sia dei migliori”.

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