Il sindaco di Cosenza contro i tagli alle edizioni regionali Rai "atto grave" - QuiCosenza.it
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Il sindaco di Cosenza contro i tagli alle edizioni regionali Rai “atto grave”

Franz Caruso ha assunto posizione contro i paventati tagli delle edizioni di mezzanotte “è un servizio essenziale per l’informazione, ci opponiamo”

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COSENZA – Il Sindaco di Cosenza Franz Caruso ha assunto posizione contro i paventati tagli, da parte della RAI, delle edizioni di mezzanotte dei Tg regionali.

“Esprimo particolare preoccupazione – sottolinea il Sindaco Franz Caruso –  per la paventata chiusura, dal prossimo mese di gennaio, dell’edizione di mezzanotte dei tg regionali della RAI e quindi anche dell’edizione regionale della Calabria. L’informazione locale – aggiunge Caruso -rappresenta per i cittadini un servizio pubblico essenziale ed irrinunciabile che non può essere cancellato per un mero calcolo ragionieristico che non tiene in debita considerazione il diritto insopprimibile dei cittadini ad essere informati”.

“Tg Rai, presidio di informazione essenziale”

“I Tg regionali del servizio pubblico continuano ad essere, pur nelle difficoltà nelle quali si dibatte tutto il sistema dell’informazione nel nostro Paese, un presidio informativo di assoluta garanzia per i cittadini. E questo ruolo i Tg regionali hanno saputo interpretare con puntualità, serietà e grande professionalità, quando si è trattato, come ancora sta avvenendo, di informare, in prima linea, l’opinione pubblica sull’andamento della terribile pandemia che ha colpito il mondo intero e, con esso, anche i nostri territori.

A questo proposito – sottolinea ancora Franz Caruso – non va assolutamente dimenticato il supporto, al pari degli altri media, che la Rai regionale ha assicurato alle istituzioni, contribuendo a rilanciare l’informazione di pubblica utilità destinata ai cittadini, in una contingenza così sofferta come quella originata dal Covid-19. La decisione di cancellare le edizioni di mezzanotte dei Tg regionali, se confermata, spegnerebbe una voce importante e autorevole che dà visibilità ai nostri territori svolgendo una funzione altrimenti non sostituibile.

Il Comune di Cosenza contro la decisione RAI

“Questo rappresenterebbe un gravissimo vulnus non facilmente sanabile. Il Comune di Cosenza – ha dichiarato ancora il Sindaco Franz Caruso – concorda con quanto espresso anche da alcune sezioni regionali dell’ANCI nel rivendicare il diritto delle realtà territoriali ad ottenere ancora più spazio affinché possano essere meglio raccontate da chi fa informazione nel servizio pubblico. Ecco perché, aderendo all’iniziativa che sta portando avanti, in  rappresentanza della segreteria nazionale e regionale del Sindacato autonomo Snater, Francesca Pecora, unitamente alle altre sigle sindacali, auspico che i vertici aziendali rivedano prima possibile il proposito di tagliare dal futuro palinsesto le edizioni di mezzanotte dei tg regionali, affinché non venga meno un vero e proprio presidio democratico al quale l’intero Paese e con esso le istituzioni locali non possono rinunciare”.

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Sanità calabrese, Loizzo: “rilanciare sede Inrca di Cosenza”

“Chiediamo al presidente Occhiuto di incontrare la direzione generale di Ancona per chiedere investimenti finalizzati al rilancio della struttura”

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COSENZA – “È necessario rilanciare la sede dell’Inrca di Cosenza che è stato un presidio ospedaliero importante per la Calabria oltre che un centro di ricerca”. Lo afferma Simona Loizzo, capogruppo della Lega in Consiglio regionale.

“Ricordo che l’Inrca – prosegue – ha avuto la prima terapia intensiva della provincia di Cosenza ed è stata importante per la cura e la prevenzione delle patologie della terza età. Oggi, purtroppo, c’è stato un ridimensionamento, partito quando è stato ridotto il reparto di cardiologia. Chiediamo al presidente Occhiuto, commissario regionale per la sanità, la cui buona azione già si vede dopo pochi mesi, di incontrare la direzione generale di Ancona per chiedere investimenti finalizzati al rilancio della struttura. Oltre al ripristino di cardiologia che potrebbe essere utilizzata anche per la riabilitazione sarebbe fondamentale, così com’era previsto, aprire posti letto hospice per i malati terminali. In questo caso è opportuno ricordare che proprio l’Inrca ha avuto la prima terapia del dolore in tutta la regione”.

“Le professionalità e il know how esistente – conclude Loizzo – consentirebbero una maggiore attenzione da parte della sede centrale e un recupero di una funzione che è stata sempre strategica per la presa in carico dei pazienti geriatrici cosentini e calabresi”.

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La denuncia dell’associazione Brutia:”gli utenti pagano eppure sono senza energia elettrica”

“La causa pare sia una centrale che non è più idonea a sopportare il carico elettrico. Situazione problematica in periodo dove già di problemi ce ne sono fin troppi”

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COSENZA – “L’associazione Brutia commercianti è stata informata,  dagli operatori commerciali di via Calabria  a Cosenza, di un grave problema  riguardante l’erogazione dell’energia elettrica. – E’ quanto scrive in una nota l’associazione -.

Su questa strada, nel pieno centro cittadino, dove sono presenti numerose  attività commerciali, tra le quali alcune addette alla  ristorazione, spesso viene a mancare  l’erogazione di energia elettrica. Il tutto sembra  da attribuire a una centrale  che, in quel sito, non è più idonea a sopportare il carico elettrico. È chiaro che, questa situazione, – prosegue il comunicato – porta numerose problematiche ai gestori dei locali, in un periodo dove già di problemi ce ne sono fin troppi. La nostra associazione denuncia, quindi, all’ente competente, questo grave disagio con la speranza che vi si possa porre  subito rimedio. Gli utenti – conclude l’associazione Brutia –  pagano le enormi spese di energia elettrica ed è giusto che, il servizio che gli viene dato, sia dei migliori”.

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Nessun “appalto spezzatino” al Comune. Tutti assolti dirigenti, tecnici e imprenditori

Su di loro pendevano dversi capi di imputazione che riguardavano, tra l’altro, ipotesi di corruzione falso e abusi d’ufficio. Assolti perché il “fatto non sussiste”

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COSENZA – In nove erano stati rinviati a giudizio, tra dirigenti, funzionari comunali e imprenditori, e su di loro pendevano diversi capi di imputazione che riguardavano, tra l’altro, ipotesi di corruzione falso e abusi d’ufficio. Ieri sera il Tribunale di Cosenza ha emesso sentenza di assoluzione nel processo sui cosiddetti “Appalti spezzatino” al Comune di Cosenza durante l’Amministrazione Occhiuto. Secondo l’accusa della Procura Bruzia era un sistema che veniva sistematicamente utilizzato dall’amministrazione per bypassare le gare d’appalto, spezzettando appunto i servizi, per affidarli direttamente utilizzando la procedura del “cottimo fiduciario “ad un numero ristretto di imprese, senza il rispetto dei principi di rotazione e di trasparenza; affidamento dei lavori, molto spesso al di sotto dei 40.000 euro, ad un numero ristretto di operatori economici, anche in violazione del divieto di frazionamento. Nel corso dell’indagine, scaturita anche dall’esposto del senatore M5S Nicola Morra, le fiamme gialle del Nucleo di polizia tributaria di Cosenza analizzarono oltre 5 mila determine dirigenziali.

Tra gli appalti finiti nel mirino degli inquirenti anche quelli relativi al canile di Donnici, al Cimitero Comunale e sulle luminarie. Ma anche opere primarie di urbanizzazione a Vaglio Lise e manutenzione straordinaria sulla rete fognaria del centro storico. L’importo complessivo dei lavori contestati, tra il 2012 al 2015, era pari a oltre 2 milioni di euro. Accuse smontate dalla difesa e in parte anche nell’udienza del Gup del marzo 2019 che dispose il non luogo a procedere per 15 capi di imputazione su 25. Infine, ieri sera, i restanti capi di imputazione si sono rivelati inconsistenti anche per il Tribunale di Cosenza che ha assolto “perchè il fatto non sussiste” Arturo Mario Bartucci, Francesco Amendola, Carlo Pecoraro, Francesco Rubino, Antonio Amato, Michele Fernandez, Francesca Filice, Pasquale Perri, Giuseppe Sasso. 

All’epoca dei fatti furono disposte misure interdittive per Arturo Bartucci (il dirigente del Comune di Cosenza all’epoca dei fatti fu decisa dal gip anche l’interdizione dai pubblici uffici per sei mesi); Carlo Pecoraro (anche per lui interdizione dai pubblici uffici, ma per tre mesi); Francesco Amendola titolare della CMT, azienda che avrebbe fornito mezzi tra cui ruspe e camion al Comune per i lavori (divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per sei mesi). Le misure furono poi revocate dopo circa sei mesi.

 

 

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