Verso la riapertura dei varchi, sfogo di Occhiuto: "si incoraggia ad usare l'auto" - QuiCosenza.it
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Verso la riapertura dei varchi, sfogo di Occhiuto: “si incoraggia ad usare l’auto”

Lungo sfogo dell’ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto che ha istituito negli anni della sua amministrazione i varchi su alcune zone nevralgiche della città e che difende il suo operato

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COSENZA – Mario Occhiuto difende i varchi e su Facebook commenta la decisione, frutto degli impegni programmatici assunti in campagna elettorale, del sindaco Franz Caruso che ha annunciato la riapertura dei varchi di Piave e Via Conforti/Isonzo. «Posso comprendere che ci siano ancora (soprattutto al sud) cittadini legati alle cattive abitudini consolidate dagli anni ‘70/80 e restii ai cambiamenti e posso giustificare i commercianti che all’inizio si sentono singolarmente danneggiati da provvedimenti innovativi mirati al bene comune; capisco di meno – scrive Mario Occhiuto – gli amministratori che ignorano le “buone pratiche” ormai conosciute in tutto il mondo relative alla progettazione sostenibile di città e si fanno trascinare dalla spasmodica ricerca del consenso, ma pur sforzandomi non trovo alcuna giustificazione plausibile per i giornalisti (soprattutto se di testate importanti) così somari e ignoranti da scrivere articoli di questo tipo facendo un’opera continua diseducativa verso i cittadini e soprattutto verso le giovani generazioni».

«Ho dovuto condurre battaglie in solitudine – scrive nel post su Facebook l’ex sindaco – a volte non solo osteggiato da politici interessati ma anche da giornalisti e alte cariche ecclesiali, pur di far comprendere le ragioni che sono alla base di un cambio di paradigma rispetto alla costruzione della città contemporanea: l’invadenza delle automobili deve lasciare posto al rispetto prioritario per i pedoni, per la salute e per la riduzione dell’inquinamento atmosferico. In tutto il mondo civilizzato ormai questo lo sanno e nell’Italia del nord e in Europa già queste politiche urbane sono in fase avanzata. Inoltre la necessità di favorire la transizione ecologica e di mitigare i cambiamenti climatici ha preso il sopravvento rispetto alle politiche di favore nei confronti dell’industria automobilistica».

Occhiuto: “le gimkane non sono per nulla inutili”

«La città di Cosenza, unica nel Sud, negli ultimi anni si era messa al passo con le più importanti aree urbane europee e gli sforzi erano stati premiati da tutte le classifiche nazionali relative alle performance ambientali. Ora vedo che purtroppo torneremo indietro, molto indietro. Allargare le strade esistenti, o peggio ancora togliere spazi privilegiati ai pedoni (ZTL) per diminuire, fluidificare o eliminare il traffico e le code semplicemente non funziona. Più strade ci sono, più sono larghe e rettilinee, e più si incoraggia la popolazione ad usare l’auto invece di altri mezzi di trasporto o di altre soluzioni per gli spostamenti urbani. È necessario evitare il più possibile le intersezioni ortogonali (gli incroci a +) che provocano incidenti e congestione urbana, e per questo motivo sono state realizzate alcune rotatorie ed eliminati i semafori allungando il percorso obbligato di poche centinaia di metri (le “gimkane” non sono per nulla inutili)».

“Se si ampliano le strade – prosegue Occhiuto – e se si creano parcheggi gratuiti al contrario si incoraggia ad usare l’automobile. Infatti nelle città di tutto il mondo non è mai successo che creando o allargando strade e realizzando nuovi parcheggi gratuiti il traffico diminuisse. Le strade in città attraggono macchine. La promessa, presentando nuove strade, è sempre stata quella di “ridurre il traffico”. Promessa mai mantenuta. Non ha più senso oggi parlare di “regolare” il traffico veicolare all’interno delle città e infatti i PUT (piani urbani del traffico) sono stati sostituiti dai PUMS (piani urbani per la mobilità sostenibile) che sono strumenti di carattere più complessivo e urbanistico attraverso i quali si cerca di scoraggiare l’uso delle auto in città e favorire mezzi più sostenibili».

Quattro modi per ridurre il traffico

Mario Occhiuto poi nel suo lungo post, offre la soluzione: «per ridurre il traffico di auto in città ci sono solo quattro modi garantiti:

1. Chiudere o limitare l’accesso al traffico veicolare nel centro abitato
2. Migliorare il trasporto pubblico
3. Incentivare una quota di persone ad usare la bicicletta e a spostarsi a piedi
4. Modificare orari e metodi di trasporto per le scuole (scuolabus, bicibus, pedibus, spostare gli orari di alcune classi, ecc.)».

«Le auto sono il modo più inefficiente per trasportare le persone in città perché sono ingombranti e perché generalmente sono utilizzate da una sola persona a bordo, qualche volta due. Le auto inquinano, creano traffico e congestione urbana e occupano spazio pubblico destinato a tutti. È giusto quindi che chi vuole usare l’auto in città si faccia carico dei costi sociali e non venga favorito (come richiesto, sic, anche da alcuni giornali locali); in tal modo saranno privilegiati i pedoni e anche chi è costretto ad usare l’auto per accedere al centro cittadino (residenti ove necessario, persone con disabilità, ecc.). Una città in cui viene privilegiato il pedone non solo è più vivibile e meno inquinata ma è anche una città più democratica. Il costo di un’auto infatti varia dai 300 ai 500 euro al mese (tra costi di ammortamento, carburante, tasse e parcheggio) e non tutti possono permetterselo, soprattutto i giovani su cui graverebbe un peso finanziario non indifferente quando invece l’equivalente potrebbe essere meglio utilizzato per attività più proficue (culturali, per viaggiare, ecc.). La classe dirigente (compresi i giornalisti) – conclude l’ex sindaco nel suo post – è tale se guida i processi con competenza e mai se li subisce o se ignora le buone pratiche o se si fa condizionare, se riesce a far comprendere ai cittadini che sono necessari nuovi modelli di crescita improntate alle migliori aspirazioni dell’uomo».

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Cosenza, lacrime e commozione per l’addio all’ingegnere Alessandro Marcelli

In tanti ai funerali svolti a Cosenza per l’ultimo saluto a Marcelli: dai colleghi a tutto il personale di Ferrovie della Calabria, dagli amici fino alle cariche istituzionali

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COSENZA – In un clima mesto e silenzioso, con il volto solcato dalle lacrime e ancora tanta incredulità per quello che è accaduto, si sono svolti questa mattina, nella Chiesa Sacro Cuore di Gesù di Piazza Loreto, i funerali del direttore d’esercizio degli impianti di risalita di Lorica e Camigliatello: l’ingegnere Alessandro Marcelli, morto tragicamente domenica scorsa mentre si trovava in Sila a controllare la cabinovia di Lorica. Ieri tantissime persone hanno reso omaggio dal primo pomeriggio a Marcelli nella camera ardente, allestita nelle officine di Ferrovie della Calabria a Vaglio Lise. Alle 11 di questa mattina il feretro è arrivato in chiesa dove si sono svolte le esequie.

Per dare l’ultimo saluto a Marcelli sono arrivati proprio tutti, dai suoi colleghi a tutto il personale di Ferrovie della Calabria. Dalla famiglia e i parenti fino agli amici di Lorica con i quali condivideva le sue giornate lavorative presso l’impianto. Presenti anche alcuni rappresentanti istituzionali: il Sindaco di Cosenza Franz Caruso a quello di Montalto Pietro Caracciolo, l’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. “Una professionalità riconosciuta da tutti – è il ricordo dell’amministratore unico di Ferrovie della Calabria, Aristide Vercillo il giorno prima alla camera ardente allestita presso le Officine di FC in Vaglio Lise – oltre all’umanità, allo spirito di abnegazione e alla passione che aveva per il suo lavoro era disponibile con tutti. Una grandissime perdita”.

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Sanità calabrese, Loizzo: “rilanciare sede Inrca di Cosenza”

“Chiediamo al presidente Occhiuto di incontrare la direzione generale di Ancona per chiedere investimenti finalizzati al rilancio della struttura”

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COSENZA – “È necessario rilanciare la sede dell’Inrca di Cosenza che è stato un presidio ospedaliero importante per la Calabria oltre che un centro di ricerca”. Lo afferma Simona Loizzo, capogruppo della Lega in Consiglio regionale.

“Ricordo che l’Inrca – prosegue – ha avuto la prima terapia intensiva della provincia di Cosenza ed è stata importante per la cura e la prevenzione delle patologie della terza età. Oggi, purtroppo, c’è stato un ridimensionamento, partito quando è stato ridotto il reparto di cardiologia. Chiediamo al presidente Occhiuto, commissario regionale per la sanità, la cui buona azione già si vede dopo pochi mesi, di incontrare la direzione generale di Ancona per chiedere investimenti finalizzati al rilancio della struttura. Oltre al ripristino di cardiologia che potrebbe essere utilizzata anche per la riabilitazione sarebbe fondamentale, così com’era previsto, aprire posti letto hospice per i malati terminali. In questo caso è opportuno ricordare che proprio l’Inrca ha avuto la prima terapia del dolore in tutta la regione”.

“Le professionalità e il know how esistente – conclude Loizzo – consentirebbero una maggiore attenzione da parte della sede centrale e un recupero di una funzione che è stata sempre strategica per la presa in carico dei pazienti geriatrici cosentini e calabresi”.

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La denuncia dell’associazione Brutia:”gli utenti pagano eppure sono senza energia elettrica”

“La causa pare sia una centrale che non è più idonea a sopportare il carico elettrico. Situazione problematica in periodo dove già di problemi ce ne sono fin troppi”

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COSENZA – “L’associazione Brutia commercianti è stata informata,  dagli operatori commerciali di via Calabria  a Cosenza, di un grave problema  riguardante l’erogazione dell’energia elettrica. – E’ quanto scrive in una nota l’associazione -.

Su questa strada, nel pieno centro cittadino, dove sono presenti numerose  attività commerciali, tra le quali alcune addette alla  ristorazione, spesso viene a mancare  l’erogazione di energia elettrica. Il tutto sembra  da attribuire a una centrale  che, in quel sito, non è più idonea a sopportare il carico elettrico. È chiaro che, questa situazione, – prosegue il comunicato – porta numerose problematiche ai gestori dei locali, in un periodo dove già di problemi ce ne sono fin troppi. La nostra associazione denuncia, quindi, all’ente competente, questo grave disagio con la speranza che vi si possa porre  subito rimedio. Gli utenti – conclude l’associazione Brutia –  pagano le enormi spese di energia elettrica ed è giusto che, il servizio che gli viene dato, sia dei migliori”.

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