Cosenza: riapre via XXIV Maggio, dopo i disagi al traffico - QuiCosenza.it
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COSENZA – Stamattina via XXIV Maggio si risveglia tra il rumore dei clacson e i cittadini in protesta. Il motivo è stata la chiusura della viabilità in una delle strade nevralgiche della città Bruzia, creando di fatto non pochi disagi.  Secondo quanto riporta l’ordinanza comunale, i lavori che hanno interessato la zona e riconducibili alla rete fognaria, sarebbero dovuti terminare “entro le ore 07.30 del 22 ottobre”, ma sono proseguiti fino a tarda mattinata.

Attorno alle ore 10.30 il tratto di strada interessato è stato liberato, consentendo nuovamente la regolare circolazione dei mezzi. L’evento, comunque, ha suscitato il malcontento dei cittadini, imbrigliati nel traffico e in una viabilità caotica a seguito di continui cambi di sensi di marcia e restrizioni di corsia. Problema che da sempre perseguita i cosentini.

 

Foto e video di Francesco Greco

Area Urbana

“Prendocasa” contro Furgiuele: “si interessi dei problemi reali dei calabresi”

E’ evidente che questa uscita è per avere visibilità in vista delle prossime elezioni politiche, cavalcando uno dei cavalli di battaglia salviniani, gli sgomberi. Una vera e propria ossessione”

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COSENZA – “Il deputato calabrese della Lega Domenico Furgiuele, noto più per i suoi problemi giudiziari nella veste di prenditore locale che per il suo impegno politico, ha presentato una interrogazione parlamentare alla ministra Lamorgese chiedendo di sgomberare lo stabile di via Savoia a Cosenza”. Così gli esponenti del Comitato “Prendocasa” di Cosenza replicano al parlamentare del Carrocchio. “E’ evidente che questa uscita – sostengono – ha come unico intento quello di ricercare visibilità in vista delle prossime elezioni politiche, cavalcando uno dei cavalli di battaglia salviniani, gli sgomberi. Una vera e propria ossessione”.

“Ne approfittiamo – aggiungono – per rinfrescare la memoria e dare alcuni suggerimenti all’onorevole Furgiuele e ai suoi disattenti consiglieri locali, che evidentemente ignorano il drammatico problema dell’emergenza abitativa in Calabria. Lo stabile ATERP di via Savoia – si legge nella nota –  per anni ha versato in stato di totale abbandono e incuria ed è stato oggetto di qualsiasi tipo di razzia, un luogo pericoloso per l’intero quartiere. Dall’autunno del 2016 è stato sottratto al degrado ed è abitato da decine di uomini, donne e bambini che hanno pagato sulla propria pelle la cattiva e clientelare gestione dell’edilizia residenziale pubblica da parte delle istituzioni calabresi”.

“In questi anni si sono succeduti decine di incontri con l’Aterp Calabria – dicono gli attivisti di “Prendocasa” – con l’amministrazione regionale Oliverio e con l’amministrazione comunale Occhiuto e ancora con i tanti Prefetti succedutisi in città e i parlamentari cosentini. La richiesta di un investimento radicale su politiche abitative strutturali ed orientate a garantire un diritto fondamentale ai calabresi meno abbienti è sempre stata ignorata. Ricordiamo al deputato lametino che l’ATERP Calabria negli anni ha rappresentato lo strumento di raccolta voti per diverse famiglie politiche locali che dispensavano alloggi a proprio piacimento. Una gestione criminale – ricordano – accertata finanche da diverse inchieste della magistratura.

Furgiuele vada ad informarsi su che fine abbiano fatto i fondi ex Gescal destinati all’edilizia residenziale pubblica cercando si renderà conto anche del fatto che gli unici a denunciare questa distrazione di fondi pubblici ai danni dei calabresi è stato il Comitato Prendocasa. Invece di interessare il Ministro Lamorgese, il deputato e i suoi sodali, in qualità di rappresentanti della maggioranza al Governo nazionale e regionale diano risposte ai calabresi sui temi del diritto all’abitare, dalla gestione del patrimonio al blocco del turnover, passando per le liste di assegnazione ferme da decenni e i lavori di manutenzione e ammodernamento delle case popolari mai eseguiti. I calabresi – concludono gli attivisti –  attendono risposte”.

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Area Urbana

Rende, ricorda la strage di Capaci. Manna e l’assessora Sorrentino alla commemorazione

“La Mafia non è soltanto un’organizzazione criminale, ma qualcosa di molto peggio. Prima di questo, purtroppo, è un modo di pensare, un modello culturale”

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RENDE – Partecipata e sentita la manifestazione che l’Istituto comprensivo di Quattromiglia ha promosso stamane in occasione della strage di Capaci e a cui hanno preso parte il sindaco di Rende Marcello Manna e l’assessora ai rapporti con la scuola Lisa Sorrentino. 

“Appare oggi più che mai necessario – ha dichiarato il primo cittadino rivolgendosi agli studenti- moltiplicare momenti di riflessione da parte di voi ragazzi su ciò che accadde trent’anni fa. Una stagione che ha visto un’antipotere agire contro i principi democratici della nostra Costituzione. Ancora oggi manca una parte di verità per far chiarezza su alcuni elementi chiave rispetto all’omicidio di Giovanni Falcone: chi ha avvertito che il giudice Falcone partiva da Roma su un aereo noleggiato dal Sismi? Il nostro Paese ha attraversato tante stagioni che sono rimaste in zone d’ombra. Quell’antipotere ha cercato di modificare le nostre regole di civiltà, di democrazia: questa è la battaglia da combattere oggi nel momento in cui ricordiamo Giovanni Falcone. Non è una battaglia che è terminata, ma deve andare avanti soprattutto con le scuole, con l’impegno civile e sociale che dobbiamo avere nel difendere la nostra democrazia e, per fortuna, nel farlo abbiamo un faro che ancora richiede tanto impegno e che è la nostra Costituzione: i suoi valori non si sovvertono né con le bombe, né in altro modo”.

“Tutto questo dovrebbe porci di fronte a delle domande oltre che richiamare tutti e tutte le cittadine e ovviamente tutte le istituzioni ad un maggiore senso di corresponsabilità. La Mafia non è soltanto un’organizzazione criminale, ma qualcosa di molto peggio. Prima di questo, purtroppo, è un modo di pensare, un modello culturale. É solo l’effetto di qualche cosa di ben più saldamente radicato ed è proprio per questo che è necessario attuare un contrasto alle cause. In questo il ruolo della scuola deve essere centrale: fare educazione inclusiva significa fare comunità. Inclusivo è un ambiente dove tutte le diversità vengono valorizzate così da dare a tutti pari possibilità di crescita in un sistema equo e coeso in grado di prendersi cura di tutti i cittadini e le cittadine assicurandone la loro dignità, il rispetto delle differenze e le pari opportunità. Il sapere e la cultura ci rendono indipendenti, sani e liberi. Sempre più necessarie sono quelle scuole che contribuiscono alla diffusione dei valori della non violenza e del rispetto verso gli altri, dell’importanza dei diritti civili e umani, della solidarietà. Abituarsi ai soprusi, arrivare a considerarli addirittura accettabili, è già un modo per consegnarsi alle mafie.

I soprusi sono di diversa natura e il più delle volte portano all’isolamento alla marginalizzazione alla ghettizzazione rendendo il terreno fertile all’attecchimento del seme della sopraffazione e delle ingiustizie. In questa direzione penso al ragazzo o alla ragazza vittima di bullismo o peggio di violenza fisica perché diversa o diverso, perché appartenente ad una diversa religione, cultura o perché non abbiente, ma penso anche all’ esclusione, all’isolamento dei figli e delle figlie di chi si è macchiato di crimini mafiosi. Se li si emargina in un contesto scolastico, maggiori saranno le probabilità che si sentano accolti in un contesto deviante, in un contesto mafioso. Per questi motivi bisogna necessariamente attivarsi per rendere l’ambiente scolastico sempre più inclusivo”, ha concluso l’assessora ai diritti civili Lisa Sorrentino.

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Furgiuele, “sgomberare stabile Aterp Cosenza: è occupato abusivamente”

“Ho interrogato il ministro Lamorgese per sapere quali misure intenda adottare per consentire lo sgombero e quale sarà l’impegno del governo”

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CATANZARO – “Da diversi anni a Cosenza uno stabile di proprietà dell’Aterp Calabria è occupato abusivamente da cittadini senza fissa dimora. La Procura della Repubblica della città ha aperto le dovute indagini giudiziarie e siamo fiduciosi nel suo buon lavoro”. Lo afferma, in una nota, il deputato calabrese della Lega Domenico Furgiuele.

“Nel frattempo, però, l’Aterp Calabria – prosegue Furgiuele – è costretta a essere ospitata nei locali del palazzo della provincia di Vaglio Lise. È inaccettabile che un’azienda pubblica debba dislocare i propri uffici territoriali. Inoltre, una volta liberato l’edificio, sarà necessario un intervento dei servizi sociali del Comune per l’allocazione dei numerosi soggetti occupanti in strutture ricettive temporanee o definitive. Per questi motivi ho interrogato il ministro Lamorgese per sapere quali misure intenda adottare per consentire lo sgombero e quale sarà l’impegno del governo nello sforzo di ricollocazione degli occupanti”.

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