L'Imam di Cosenza "illusi dalle promesse di Occhiuto, confidiamo in Franz" - QuiCosenza.it
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L’Imam di Cosenza “illusi dalle promesse di Occhiuto, confidiamo in Franz”

Ahmed Berraou ripercorre i trascorsi con il sindaco uscente e le richieste di aiuto lanciate, dalle politiche di immigrazione alla sepoltura islamica

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COSENZA – “Dieci anni fa, quando l’ex sindaco di Cosenza l’ingegner Mario Occhiuto vinse l’elezione del suo primo mandato, la comunità islamica della città, tramite l’Associazione Daawa.odv inviò una lettera di congratulazioni al primo cittadino della città, augurandogli ogni successo nella sua nuova missione e affinché le comunità immigrate abbiano luogo nelle sue politiche, specialmente quella islamica. L’Imam Ahmed Berraou ha inviato diversi messaggi per incontrarlo e discutere con lui, sulla questione più importante nella mente dei musulmani della città,  cioè come ottenere un luogo in cui costruire una moschea per la comunità musulmana della città, così come il problema degli alloggi per immigrati e i senzatetto che dormono all’aperto e sotto gli archi, ma i tentativi di incontro invano e senza fattibilità“. Così scrive l’Imam di Cosenza Ahmed Berraou ripercorrendo, in una nota, le richieste di aiuto lanciate in passato al sindaco uscente Mario Occhiuto.

“Traditi dalle promesse di Occhiuto”

“Direttamente e non ci volle un po’ di tempo prima che Cosenza fosse scossa con la notizia della morte di tre migranti maghrebini, tra cui una donna, bruciati vivi a causa di un allacciamento elettrico abusivo in una residenza abbandonata, nel quartiere in via 24 maggio tutta la città e altrove si sono indignati. Il Sindaco, Mario Occhiuto, si è impegnato ancora una volta a trovare una soluzione al problema abitativo, ma di nuovo ha tradito i suoi promessi.

In queste emergenze, – prosegue l’Imam – le comunità migranti hanno trovato rifugio e accoglienza per lottare ed ottenere il loro diritto alla casa, prima da parte del movimento Prendocasa e poi dalla Cgil Cosenza guidata dal già responsabile del dipartimento di politiche immigrazione sig. Ahmed Berraou e hanno preso la via dell’occupazione degli alloggi e di altre strutture per la generalità che non erano più utilizzate e rimaste per anni oggetto di abbandono e incuria. Compresa la ristrutturazione e la riforma del Centro Islamico nel centro sociale di Rialzo, all’ex officine della ferrovie della calabria in viale Mancini, nonché l’occupazione dell’Istituto delle canossiane e poi l’ex scuola di portapiana al centro storico, gli uffici Aterp in via Savoia e l’hotel centrale in viale parco.

Tutte queste soluzioni al processo delle occupazioni erano solo eccezionali e un tampone in attesa di trovare soluzioni concrete, la comunità immigrata e le famiglie musulmane erano protagonisti ed un elemento importante nelle manifestazioni e nelle proteste, intervallate da scontri e sit-in nelle tende davanti al comune e la prefettura, e ai problemi con le forze dell’ordine, ai controlli di sicurezza, disturbo e disordine pubblico, oltre a tanti incontri di dialogo tutti per un diritto costituzionale con i funzionari di Comune, Distretto e Prefettura per trovare soluzioni reali, sostenibili e lungimiranti, ma purtroppo dopo 10 anni e con l’intensificarsi della crisi epidemica del Covid-19 e in previsione del problema della sepoltura dei morti o del loro trasferimento nei paesi, e sulla base delle indicazioni della Presidenza della Repubblica Italiana a tutti i presidi e sindaci per aprire lo spazio e le ali per seppellire i musulmani morti secondo gli insegnamenti e il rito islamico, ha inviato nuovamente l’Imam e il Ministro del culto presidente dell’Associazione Daawa e il rappresentante degli Ucoii “unione delle comunità islamiche d’Italia” in Calabria, Imam Berraou, provata documenta tramite Pec e pubblicata nella stampa locale con una lettera ai Sindaci di Cosenza e Rende per il cimitero. Il sindaco di Cosenza non ha osato rispondere alla richiesta come al solito, mentre il sindaco di Rende ha risposto e ha incluso il reparto del cimitero islamico nel progetto del nuovo cimitero, che è recentemente noto per essere ostacolato dall’opposizione in consiglio comunale.

L’appello al nuovo sindaco

Ahmed Berraou punta il dito contro la politica cosentina. “Alla luce di tutti questi eventi e sviluppi relativi ai diritti di culto, alla casa, al commercio ambulante e ad alcuni altri problemi delle comunità migranti e musulmana, è chiaro che i funzionari politici e i consiglieri virtuosi della città di Cosenza non hanno alcuna visione, programma, o interesse per l’attuale situazione degli immigrati musulmani e non sono considerati come cittadini attivi che hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri, ed è solo oggetto di sfruttamento, speculazione, di qualche faccia di loro come fronte elettorale per ottenere dei voti da coloro pochi che hanno il diritto di votare. E incita il nuovo sindaco ad agire “ora che la campagna elettorale è terminata e il Sig. Franz Caruso è stato eletto nuovo sindaco per un quinquennio”.

“La comunità musulmana rappresentata nell’Associazione Dawa.Odv, che è considerata una delle associazioni attive in società civile ed è riconosciuto anche a livello regionale e nazionale e in campo religioso e nel dialogo interreligioso e nei successivi incontri con sua eccellenza il vescovo e l’istituzione ecclesiastica. Tendiamo la mano e confidiamo in una piena collaborazione e in un serio contributo al bene pubblico, e poiché il riferimento socialista da cui discende il nuovo sindaco è considerato un terreno per aprire un tavolo di trattativa e piattaforma in merito alla soluzione dei problemi abitativi e del diritto al culto, anche come il problema del libero commercio mobile, per la comunità immigrata e musulmana in particolare affinché sia parte attiva nella società e non rimanga emarginata come di consueto da vent’anni, dal periodo della buona anima sindaco Mancini, che non ha più posto, peso o budget nei programmi del consiglio comunale. Si ricorda che la suddetta associazione Islamica “Daawa” ha precedentemente lavorato alla costituzione del progetto “ Patto di Collaborazione” per il bene comune, al fine di valorizzare e ristrutturare il luogo da essa indicato ad essere uno spazio che comprende una sede e un luogo multifunzionale per la comunità, e che è stato dimenticato nella sede amministrativa del welfare dalla primavera di quest’anno ed è ancora in attesa di una risposta. Noi, comunità di immigrati musulmani nella città di Cosenza, desideriamo dal profondo dei nostri cuori che il nostro nuovo sindaco sia fortunato nei suoi nuovi compiti”.

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Fotografo bullizzato al Marulla, il Cosenza Calcio sospende lo steward

La società rossoblù rende nota la sospensione dello steward che si è reso protagonista dello “spiacevole” episodio nei confronti del fotografo “aspettiamo Pasquale per la prossima gara”

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COSENZA – “Pasquale Golia è il benvenuto allo stadio San Vito – Gigi Marulla”. Così esordisce sui social la società Cosenza calcio prendendo posizione in merito alla denuncia di Pasquale Golia, il fotografo bullizzato per il suo aspetto fisico.

“Il fotografo, – scrive il Cosenza calcio – ha denunciato uno spiacevole episodio avvenuto in occasione dell’ultima gara di campionato, è stato ricevuto dal Cosenza Calcio e gli è stata consegnata una maglia a lui dedicata dall’intera squadra. La Società si è sin da subito impegnata per fare chiarezza sull’accaduto e ha provveduto a sospendere dalle proprie mansioni lo steward che si sarebbe reso protagonista dell’episodio. Noi lo aspettiamo per la prossima gara del Cosenza, al suo solito posto, per scattare le foto dei nostri lupi”, conclude la società rossoblù.

Pasquale Golia ringrazia con un post dalla propria pagina Facebook il Cosenza Calcio “ancora una volta si è dimostrato in prima linea contro possibili soprusi e discriminazioni”

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Piazza Fera, inutilizzabili le intercettazioni “ora assicurare incolumità dei cittadini”

Così scrive il Movimento civico “Nuovi Orizzonti Cosenza” commentando la notizia nell’ambito del processo su Piazza Bilotti a Cosenza “intercettazioni molto gravi”

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COSENZA – “Abbiamo appreso che nei giorni scorsi sono state dichiarate inutilizzabili le intercettazioni telefoniche che riguardano i lavori di piazza Fera. Su di esse poggia l’intero impianto accusatorio del procedimento contro diversi soggetti coinvolti e per questo motivo costituiscono le prove, presunte, dei reati da loro commessi”. Così scrive il Movimento civico “Nuovi Orizzonti Cosenza” dopo la notizia nell’ambito del processo su Piazza Bilotti a Cosenza.

“Alcune delle conversazioni riportate nel Decreto di sequestro preventivo della piazza, risalente a fine aprile 2020, sono molto gravi perché da esse si evince, senza ombra di dubbio, la responsabilità dei tecnici, degli amministratori comunali, della Questura e dell’ex sindaco Occhiuto nell’aver voluto a tutti i costi aprire al pubblico un’opera senza collaudo. Non solo, era ben risaputo anche il problema relativo alle travi d’acciaio nello spazio multimediale, ignorato pure questo. Tanto che oggi, a distanza di molti mesi, la piazza è stata dissequestrata, ma risulta ancora transennata la parte del museo”.

“Perché il decreto di sequestro non è avvenuto prima?”

“Quello che ci chiediamo – incalza il Movimento civico – è: le intercettazioni risalgono al 2016, prima dell’inaugurazione di dicembre, quindi chi ha ‘scritto’ il Decreto di sequestro preventivo era a conoscenza del pericolo che la piazza costituiva, ma non ha impedito lo svolgimento di manifestazioni che hanno messo in pericolo la vita di migliaia di persone. Perché? Il giudice che ha firmato il Decreto di cui si parla, ad aprile 2020 scrisse: “L’utilizzo di piazza Bilotti soprattutto da parte di un numero considerevole di utenti… potrebbe determinare un cedimento strutturale o un crollo della stessa con la conseguenza che deve essere sottoposta a sequestro l’intera area“.  Di ciò si era a conoscenza da quattro anni, perché non lo ha fatto prima?

Ci chiediamo anche come mai ai tecnici, agli amministratori coinvolti, ai consiglieri di opposizione e a tutti coloro che sapevano del pericolo che si correva su piazza Fera, non è mai importato nulla della vita di tante persone che ignare hanno partecipato ai concerti? Quanto vale la vita di un essere umano per chi ci amministra?

Ora, al di là della questione formale che ha fatto dichiarare inutilizzabili le intercettazioni, riteniamo rimanga in essere un fatto sostanziale, cioè il pericolo, risaputo da tutti, derivante dal mancato collaudo e dai difetti delle travi d’acciaio. Pericolo – puntualizza il movimento civico – che nessuno ha mai voluto considerare, ma sul quale sono state fatte indagini (quindi non era ignorato), come dimostra la perizia della Sismlab, la società incaricata dal comune (quando era sindaco Occhiuto), la quale ha rilevato nello scorso mese di settembre che le travi sono difettose e che c’è l’urgenza di intervenire subito. Siamo a dicembre e tutto ciò che è stato fatto è dichiarare inutilizzabili le intercettazioni”.

“Perché Gratteri e Morra non sono intervenuti sullo scandalo della piazza?”

“Ma c’è di più e ci poniamo un’altra domanda – prosegue Nuovi Orizzonti Cosenza – perché Gratteri e Morra non sono mai intervenuti sullo scandalo della piazza, altrimenti detta “piazza della mafia”, dopo i sequestri del 2017 e del 2020?

Anche il nuovo sindaco Caruso dovrebbe intervenire per assicurare l’incolumità ai cittadini e per tentare di che giustizia faccia il suo corso.

Il quadro è chiarissimo: tutti sanno da anni che la piazza è pericolosa, ciò è stato accertato dalla perizia della Sismlab (incaricata da Occhiuto che voleva un risultato diverso) ed è stato sbandierato telefonicamente dai tanti tecnici coinvolti nel completamento dell’opera. La magistratura è al corrente del pericolo e degli intrallazzi dal 2016, ma latita. Gratteri e Morra idem. I cosentini continuano a frequentare la piazza, costata fior di milioni, a loro rischio e pericolo, e tutto quello che viene fatto è ridurre in polvere le intercettazioni. Più chiaro di così…”

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Cosenza, modifiche alla raccolta rifiuti per la festa dell’Immacolata

Cambia il conferimento dei rifiuti in città in occasione della giornata della festività dell’Immacolata

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COSENZA – L’Amministrazione comunale comunica che in occasione della festa dell’Immacolata, mercoledì 8 dicembre, l’eco calendario relativo al servizio di raccolta dei rifiuti subirà delle variazioni, rispetto alla consueta doppia raccolta dell’organico e del vetro, prevista solitamente per il mercoledì.

La sera di martedì 7 dicembre i cittadini potranno esporre solo la frazione organica, mentre la frazione vetro dovrà essere esposta, nell’apposito mastello verde, la sera di giovedì 9 dicembre, unitamente al mastello dell’organico.

Anche le utenze del centro storico e dell’isola pedonale (zona rossa) nella giornata di mercoledì 8 dicembre potranno esporre solo la frazione organica, rinviando l’esposizione del vetro a venerdì 10 dicembre negli orari prestabiliti.

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