Caruso vs Caruso "è il prestanome di Occhiuto". La replica "offese e nessuna proposta" - QuiCosenza.it
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Caruso vs Caruso “è il prestanome di Occhiuto”. La replica “offese e nessuna proposta”

Botta e risposta tra i due candidati a sindaco che alzano lo scontro politico in città a due settimane dal voto

Marco Garofalo

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COSENZA – Da un Caruso all’altro. Si alza lo scontro politico in città con un botta e risposta tra i due candidati che portano lo stesso cognome ma rappresentano due schieramenti politici opposti. Ad alzare il tiro questa mattina l’avvocato Franz, candidato del centrosinistra, con il supporto di PD e Psi, che ha attaccato l’altro Caruso, candidato espressione del centrodestra definito una mera controfigura di Occhiuto o, per usare le parole proferite dal palco che ha ospitato il segretario Dem Enrico Letta “un prestanome dell’attuale amministrazione Occhiuto che ringraziamo per aver gettato la città nel baratro spingendola al dissesto”.

Immediata la replica di Francesco Caruso “apprendo con rammarico (ma poi neppure tanto con sorpresa) che un candidato avversario del centrosinistra, aspirante alla carica di primo cittadino, anziché esporre agli elettori i suoi eventuali progetti per Cosenza, in mancanza evidentemente di temi concreti e argomentazioni da sottoporre alla valutazione popolare, privilegerebbe un refrain tipico della vecchia politica appellando il sottoscritto come il sindaco prestanome”. Francesco Caruso aggiunge “preferisco sorvolare sull’ineleganza dell’espressione rivolta alla mia persona, perché resto convinto che certe offese qualifichino chi le fa e non chi le riceve. In questa campagna elettorale da parte mia sempre corretta, mi ero ripromesso che non avrei ceduto a provocazioni di alcun genere, privilegiando toni pacati e civili che per quanto mi riguarda manterrò tali. Ma – sottolinea Francesco Caruso – a due settimane dal voto non posso fare a meno di evidenziare che i cittadini di Cosenza sapranno ben distinguere fra chi parla loro di programmi e chi invece preferisce gettargli addosso il classico fumo negli occhi tipico del passato buio di quella Cosenza che abbiamo trovato dieci anni fa al nostro insediamento. Basti solo guardare agli esponenti partitici di quel periodo che oggi presenziano ai comizi del suddetto avversario. Gli stessi che ci hanno fatto trovare le casse del Comune in condizioni disastrose. Per non parlare – prosegue ancora Francesco Caruso – degli annunci di questo stesso avversario che adesso mi attacca, annunci dannosamente in controtendenza rispetto alle politiche mondiali sulla sostenibilità, visto che ha promesso di riaprire via Roma alla viabilità delle auto, espropriando di fatto i ragazzi delle scuole dei loro spazi di gioco, di aggregazione e di salute. Ricordo fra l’altro che proprio nei giorni scorsi la città di Cosenza è stata insignita del prestigioso premio nazionale Urbes 2021 per le sue politiche ispirate alla tutela della salute e del benessere e a vantaggio della mobilità sostenibile. Sono convinto – conclude Francesco Caruso – che così come io risponderò esclusivamente con i fatti alle insinuazioni che mi vengono rivolte, i cosentini daranno una lezione alla spavalderia populista scegliendo di non tornare indietro, per scongiurare il rischio di riavere una Cosenza dormiente e provocatoriamente parolaia”.

 

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Cosenza, Franz Caruso su formazione nuova giunta: “nessun incarico prestabilito”

Franz Caruso non commenta le voci che si rincorrono sulla nuova giunta: “mi confronterò con le forze politiche che mi hanno sostenuto e insieme creeremo la squadra”

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COSENZA – Accantonati ormai i festeggiamenti per l’elezioni vinte, il neo sindaco di Cosenza Franz Caruso inizia a rispondere a chi insinua che gli  incarichi siano stati prestabiliti. “Vivo del mio lavoro e ho bisogno di tempo – ha specificato Franz Caruso – sulla composizione della giunta ho una mia idea, non ho intenzione di commentare le voci che si rincorrono. Mi confronterò con le forze politiche che mi hanno sostenuto e insieme creeremo la squadra”. Caruso, avvisa di non aver ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale da parte della Commissione elettorale ma, aggiunge il neo sindaco, “sarà mia premura informarmi sulle tempistiche. La prima cosa da sapere è la data dell’insediamento in modo da iniziare a programmare il lavoro”. 

 

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L’Imam di Cosenza “illusi dalle promesse di Occhiuto, confidiamo in Franz”

Ahmed Berraou ripercorre i trascorsi con il sindaco uscente e le richieste di aiuto lanciate, dalle politiche di immigrazione alla sepoltura islamica

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COSENZA – “Dieci anni fa, quando l’ex sindaco di Cosenza l’ingegner Mario Occhiuto vinse l’elezione del suo primo mandato, la comunità islamica della città, tramite l’Associazione Daawa.odv inviò una lettera di congratulazioni al primo cittadino della città, augurandogli ogni successo nella sua nuova missione e affinché le comunità immigrate abbiano luogo nelle sue politiche, specialmente quella islamica. L’Imam Ahmed Berraou ha inviato diversi messaggi per incontrarlo e discutere con lui, sulla questione più importante nella mente dei musulmani della città,  cioè come ottenere un luogo in cui costruire una moschea per la comunità musulmana della città, così come il problema degli alloggi per immigrati e i senzatetto che dormono all’aperto e sotto gli archi, ma i tentativi di incontro invano e senza fattibilità“. Così scrive l’Imam di Cosenza Ahmed Berraou ripercorrendo, in una nota, le richieste di aiuto lanciate in passato al sindaco uscente Mario Occhiuto.

“Traditi dalle promesse di Occhiuto”

“Direttamente e non ci volle un po’ di tempo prima che Cosenza fosse scossa con la notizia della morte di tre migranti maghrebini, tra cui una donna, bruciati vivi a causa di un allacciamento elettrico abusivo in una residenza abbandonata, nel quartiere in via 24 maggio tutta la città e altrove si sono indignati. Il Sindaco, Mario Occhiuto, si è impegnato ancora una volta a trovare una soluzione al problema abitativo, ma di nuovo ha tradito i suoi promessi.

In queste emergenze, – prosegue l’Imam – le comunità migranti hanno trovato rifugio e accoglienza per lottare ed ottenere il loro diritto alla casa, prima da parte del movimento Prendocasa e poi dalla Cgil Cosenza guidata dal già responsabile del dipartimento di politiche immigrazione sig. Ahmed Berraou e hanno preso la via dell’occupazione degli alloggi e di altre strutture per la generalità che non erano più utilizzate e rimaste per anni oggetto di abbandono e incuria. Compresa la ristrutturazione e la riforma del Centro Islamico nel centro sociale di Rialzo, all’ex officine della ferrovie della calabria in viale Mancini, nonché l’occupazione dell’Istituto delle canossiane e poi l’ex scuola di portapiana al centro storico, gli uffici Aterp in via Savoia e l’hotel centrale in viale parco.

Tutte queste soluzioni al processo delle occupazioni erano solo eccezionali e un tampone in attesa di trovare soluzioni concrete, la comunità immigrata e le famiglie musulmane erano protagonisti ed un elemento importante nelle manifestazioni e nelle proteste, intervallate da scontri e sit-in nelle tende davanti al comune e la prefettura, e ai problemi con le forze dell’ordine, ai controlli di sicurezza, disturbo e disordine pubblico, oltre a tanti incontri di dialogo tutti per un diritto costituzionale con i funzionari di Comune, Distretto e Prefettura per trovare soluzioni reali, sostenibili e lungimiranti, ma purtroppo dopo 10 anni e con l’intensificarsi della crisi epidemica del Covid-19 e in previsione del problema della sepoltura dei morti o del loro trasferimento nei paesi, e sulla base delle indicazioni della Presidenza della Repubblica Italiana a tutti i presidi e sindaci per aprire lo spazio e le ali per seppellire i musulmani morti secondo gli insegnamenti e il rito islamico, ha inviato nuovamente l’Imam e il Ministro del culto presidente dell’Associazione Daawa e il rappresentante degli Ucoii “unione delle comunità islamiche d’Italia” in Calabria, Imam Berraou, provata documenta tramite Pec e pubblicata nella stampa locale con una lettera ai Sindaci di Cosenza e Rende per il cimitero. Il sindaco di Cosenza non ha osato rispondere alla richiesta come al solito, mentre il sindaco di Rende ha risposto e ha incluso il reparto del cimitero islamico nel progetto del nuovo cimitero, che è recentemente noto per essere ostacolato dall’opposizione in consiglio comunale.

L’appello al nuovo sindaco

Ahmed Berraou punta il dito contro la politica cosentina. “Alla luce di tutti questi eventi e sviluppi relativi ai diritti di culto, alla casa, al commercio ambulante e ad alcuni altri problemi delle comunità migranti e musulmana, è chiaro che i funzionari politici e i consiglieri virtuosi della città di Cosenza non hanno alcuna visione, programma, o interesse per l’attuale situazione degli immigrati musulmani e non sono considerati come cittadini attivi che hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri, ed è solo oggetto di sfruttamento, speculazione, di qualche faccia di loro come fronte elettorale per ottenere dei voti da coloro pochi che hanno il diritto di votare. E incita il nuovo sindaco ad agire “ora che la campagna elettorale è terminata e il Sig. Franz Caruso è stato eletto nuovo sindaco per un quinquennio”.

“La comunità musulmana rappresentata nell’Associazione Dawa.Odv, che è considerata una delle associazioni attive in società civile ed è riconosciuto anche a livello regionale e nazionale e in campo religioso e nel dialogo interreligioso e nei successivi incontri con sua eccellenza il vescovo e l’istituzione ecclesiastica. Tendiamo la mano e confidiamo in una piena collaborazione e in un serio contributo al bene pubblico, e poiché il riferimento socialista da cui discende il nuovo sindaco è considerato un terreno per aprire un tavolo di trattativa e piattaforma in merito alla soluzione dei problemi abitativi e del diritto al culto, anche come il problema del libero commercio mobile, per la comunità immigrata e musulmana in particolare affinché sia parte attiva nella società e non rimanga emarginata come di consueto da vent’anni, dal periodo della buona anima sindaco Mancini, che non ha più posto, peso o budget nei programmi del consiglio comunale. Si ricorda che la suddetta associazione Islamica “Daawa” ha precedentemente lavorato alla costituzione del progetto “ Patto di Collaborazione” per il bene comune, al fine di valorizzare e ristrutturare il luogo da essa indicato ad essere uno spazio che comprende una sede e un luogo multifunzionale per la comunità, e che è stato dimenticato nella sede amministrativa del welfare dalla primavera di quest’anno ed è ancora in attesa di una risposta. Noi, comunità di immigrati musulmani nella città di Cosenza, desideriamo dal profondo dei nostri cuori che il nostro nuovo sindaco sia fortunato nei suoi nuovi compiti”.

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Interessi passivi all’Asp di Cosenza, Loizzo: “Longo e a La Regina pongano fine”

La neo eletta in consiglio regionale Simona Loizzo interviene sugli interessi passivi che l’Asp di Cosenza riporta in bilancio

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COSENZA –  Simona Loizzo neo eletta in consiglio regionale interviene sugli interessi passivi che l’Asp di Cosenza riporta in bilancio. “La Corte dei conti ha messo in evidenza le violazioni dell’Asp di Cosenza sulle anticipazioni e gli interessi ingiustificati pagati al 31 dicembre 2019 ma nessun intervento correttivo è stato attuato”. È quanto afferma la Loizzo, consigliere regionale della Lega. “Né il commissario ad acta – prosegue la Loizzo – né il commissario dell’Asp sono intervenuti con atti correttivi sulle violazioni riscontrate. Questo stato di cose porta a spendere inutilmente milioni di euro che potrebbero essere utilizzati per migliorare reparti e servizi ma vengono letteralmente buttati. Chiediamo al commissario Longo e a La Regina di porre fine a questa situazione e di impostare un lavoro di economizzazione delle risorse finanziarie per evitare di pagare interessi aggiuntivi sulle anticipazioni”.

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