Rende è ufficialmente "Città Europea dello Sport 2023" - QuiCosenza.it
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Rende è ufficialmente “Città Europea dello Sport 2023”

Il presidente Aces Italia, Maurizio Lupattelli ha comunicato stamattina al sindaco Marcello Manna la decisone da parte della commissione

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RENDE – Rende è stata ufficialmente elettaCittà Europea dello Sport per il 2023“. “Un risultato frutto di un lavoro sinergico di cui gioverà tutta la Calabria”, le prime parole di Manna. “Un lavoro partito da lontano, che vuole valorizzare un settore dalle grandi potenzialità. Sostenibilità e inclusione: questi gli asset su cui punta la città dell’oltre Campagnano per raggiungere l’ambito traguardo. Nelle città con più di 25.000 abitanti, Rende era in concorrenza di altre sette candidate per i quattro posti disponibili sono Busto Arsizio (VA), Padova, Schio (VI), Trapani, Spinea (VE), Fondi (LT) e Catanzaro anch’essa scelta.

“Sostenibilità come valorizzazione urbanistica di una città che vanta ampi spazi verdi ed alta qualità della vita”, ha spiegato Manna che ha aggiunto: “economia e turismo sono settori strettamente correlati e trarranno sicuro sviluppo con questa candidatura. Rende insieme al supporto di Aces e MSP può divenire incubatore di imprese sportive, tramite diretto con la Comunità Europea. Con l’Unical poi si può creare anche corso di laurea ad hoc e fare dello sport elemento di crescita economica”, ha concluso il primo cittadino.

Ad organizzare i premi è ACES Europe Delegazione Italia, Federazione delle Capitali e delle Città Europee dello Sport, nata  con il preciso compito di seguire al meglio i municipi italiani premiati, che concorreranno anche per il Premio di Migliore Città Europea dello Sport (Best European City of Sport) e di promuovere la visibilità internazionale di tutti i municipi premiati. Rientrano nelle candidature i comuni e le città che possono vantare alcune “best practices” nel settore sportivo. La presenza di infrastrutture sportive e di installazioni esterne ed interne, per esempio, così come l’accesso agli impianti e alle attività sportive, il numero di club e associazioni e la partecipazione dei club sportivi locali e di altre organizzazioni sportive partecipanti ai campionati.

Due città calabresi premiate

“E’ arrivata l’ufficializzazione: Catanzaro e Rende saranno “Città europea dello sport 2023”. A seguito della visita effettuata nei giorni scorsi presso alcuni dei nostri impianti sportivi, la presidenza di Aces Italia, che ringrazio fortemente, ha comunicato il via libera alle candidature di Catanzaro, capoluogo di Regione, e della città di Rende, che rappresentano sicuramente un traguardo storico per la Calabria”. Lo afferma la senatrice Silvia Vono (IV). “Su questa sfida, insieme all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Abramo – prosegue – ci abbiamo messo la faccia fin dall’inizio, al di là delle appartenenze politiche, avviando un percorso progettuale che ha consentito oggi di raccogliere i primi meritati frutti. Un risultato ancora più importante, se si considera che per la prima volta due città della stessa regione – Catanzaro e Rende – hanno strappato il pass per il conseguimento di questo prestigioso riconoscimento. Ho sempre creduto nelle potenzialità e nelle capacità che il nostro territorio è in grado di esprimere, anche dal punto di vista dello sport, attraverso le strutture presenti in Calabria, il CONI, le Federazioni, gli Enti di promozione e le tante associazioni attive. Ora arriva la scommessa più importante, quella di unire le forze per fare in modo che il titolo di città europea dello sport sia l’occasione per impegnarsi, tutti insieme, con l’obiettivo di contribuire alla crescita e allo sviluppo del movimento sportivo e, in generale, dell’indotto economico e sociale che, potenzialmente, tale settore può attivare. Lo sport unisce, elimina le barriere, anche e soprattutto quelle culturali, rappresenta uno strumento importante per il benessere di una società. Con questi buoni propositi, ci accingiamo ad intraprendere un nuovo percorso che, sono sicura, porterà benefici importanti a tutto la comunità, con il coinvolgimento diretto di tanti cittadini di ogni fascia d’età e di ogni ceto sociale, implementando positivamente la pratica sportiva per una crescita socio economica del territorio”.

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Primo vero comizio in città, a fare il pienone è Giuseppe Conte

Tifo da stadio, cori e applausi scroscianti per il presidente del Movimento Cinque Stelle, in città per sostenere Bianca Rende

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COSENZA – Cori da stadio, applausi e cellulari in mano. È il numeroso pubblico di Giuseppe Conte in piazza 11 Settembre, che lo acclama e intona “sei bellissimo”. Un vero e proprio bagno di folla che segna il primo comizio partecipato degli ultimi tempi. Arriva come una star e la gente lo acclama: lui il simbolo dell’Italia unita per combattere il Covid, oggi è leader del movimento politico che fu di Grillo e dai palchi invita i cittadini al voto consapevole.

In apertura del suo discorso ricorda Stefano Rodotà, “grande personaggio di questa città e di questa terra”. Poi, un lungo discorso sull’etica politica e l’importanza del voto consapevole. Infine, l’appello a sostegno di Bianca Rende per cambiare il futuro della città. «Non siamo riusciti a concludere un accordo con il Pd – ha dichiarato dal palco – ma sono qui non per una scadenza elettorale, ma perché nella rivoluzione culturale che può vedere protagonista Bianca Rende. Smettiamola di pensare che la politica sia solo una croce su una scheda elettorale, partecipate e scegliete il progetto. Basta con il voto di cortesia, avete un obbligo morale. Ho messo la firma su Bianca Rende e non andiamo insieme ad altre forze del centrosinistra. Rispetto tutti ma se i Cinquestelle mettono la firma sulla sua candidatura vuol dire che la proposta è valida».

Inevitabile il passaggio sui momenti difficili vissuti durante il primo lockdown. «Stiamo uscendo da anni difficili, e abbiamo sofferto insieme, una diffusa sofferenza sociale, economica e psicologica. Dopo tanti sacrifici – ha proseguito Conte – siamo qui insieme per riprendere in mano le nostre vite. Facciamo ripartire la cultura e lo spettacolo e rispettiamo le regole. Convinciamo chi non si è vaccinato a farlo».

Un passaggio anche sul commissariamento della sanità calabrese. «Quando c’è stato da lavorare per la sanità calabrese – ha detto l’ex premier – lo abbiamo fatto ed io ho messo la faccia scegliendo un commissario dopo aver ricevuto diversi rifiuti. Nessuno voleva venire qui».

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Bambina caduta dal balcone a Lappano. Dichiarata la morte cerebrale

La bambina si trovava ricoverata all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma dove è stata dichiarata la morte cerebrale

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LAPPANO (CS) –  É stata dichiarata la “morte cerebrale” della bambina caduta del balcone la sera di venerdì scorso dal balcone della sua abitazione, al secondo piano di una villetta nella frazione “Santo Stefano” di Lappano, un centro a pochi chilometri da Cosenza. Una tragica notizia che non avremmo mai voluto ricevere, confermata purtroppo dai medici dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma dove la piccola si trovava ricoverata.

La bambina, dopo un primo ricovero nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Cosenza, era stata trasferita d’urgenza con un volo dell’Aeronautica militare al “Bambin Gesù” di Roma, dove oggi é stata sottoposta ad una Tac a conclusione della quale i sanitari del nosocomio pediatrico ne hanno dichiarato la morte cerebrale. La bambina, secondo quanto si é appreso, è tenuta in vita solo dalle apparecchiature cui é collegata. Sulla dinamica di quanto é accaduto venerdì scorso sono in corso le indagini dei carabinieri della Compagnia di Cosenza.

 

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Cosenza, l’omicidio nel 1981 del commerciante Santo Nigro. Condannate 4 persone

Il commerciante cosentino venne ucciso a colpi di pistola a via Popilia perché si era rifiutato di pagare il “pizzo”

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CATANZARO –  Il Tribunale di Catanzaro, nel processo con rito abbreviato sull’omicidio del commerciante Santo Nigo, avvenuto a via Popilia nel 1981, ha condannato rispettivamente a 30 anni di reclusione a Francesco Cicero, a tre anni e quattro mesi a Mario Pranno e due anni ciascuno ai collaboratori di giustizia Aldo Acri e Francesco Saverio Vitelli. Per gli ultimi tre imputati è stato applicato il principio della “continuazione” con le precedenti condanne in via definitiva dei processi “Missing” e “Luce.

Quello di Nigro è un omicidio avvenuto 40 anni fa: il commerciante venne ucciso a colpi di pistola a via Popilia perché si era rifiutato di pagare il “pizzo”. Nell’agguato il figlio venne ferito ad una gamba. Le indagini e il lavoro certosino della DDA di Catanzaro del procuratore Nicola Gratteri, dell’aggiunto Vincenzo Capomolla e dai sostituti Corrado Cubellotti,  Camillo Falvo e Vito Valerio, hanno permesso di individuare gli autori dell’omicidio e accertare che Nigro fu ucciso dai vertici del clan Perna-Pranno proprio perché si sarebbe opposto alle continue richieste estorsive ” del gruppo alla continua ricerca di soldi. Santo Nigro venne prima aggredito e poi ferito mortalmente a colpi di pistola.

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