"Esproprio popolare" nel centro storico: «proprietari devono uscire allo scoperto» - QuiCosenza.it
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COSENZA – Stefano Catanzariti del Comitato Piazza Piccola, spiega la necessità di far uscire allo scoperto i proprietari di palazzi e abitazioni private che sono a rischio crollo e che di fatto stanno determinando, con il loro immobilismo, la devastazione della zona antica della città di Cosenza: “Devono prendersi cura dei propri immobili e devono chiarire se hanno intenzione di occuparsene o di cederli al Comune”. Palazzine che mettono a rischio la sicurezza degli abitanti del centro storico sulle quali nessuno da anni interviene. Proprietari letteralmente ‘fantasma’ che ora vengono sollecitati ad ‘uscire allo scoperto’. La protesta, anzi l’esproprio popolare, ha l’obiettivo di far invertire la rotta: “se i privati rivendicheranno gli spazi, dovranno accordarsi con il Comune sul da farsi, ma devono attivarsi”.

Una sfida che gli attivisti e i residenti del centro storico hanno lanciato ai privati e al Comune. Da anni tengono alta l’attenzione sulle criticità della città vecchia, e sono pronti ad affrontare anche le conseguenze in caso di denuncia. Vogliono l’attenzione di quei “privati” che il centro storico non lo vivono e, in molti casi, non lo hanno mai visto. L’intenzione è di espropriare simbolicamente tutte quelle strutture che i privati hanno abbandonato, e di tentare di metterle in sicurezza fin quando non si faranno vivi i proprietari. Solo in quel momento gli immobili saranno restituiti; a patto però, che il comune intimi loro la messa in sicurezza o l’esproprio.

Area Urbana

Cosenza, Franz Caruso su formazione nuova giunta: “nessun incarico prestabilito”

Franz Caruso non commenta le voci che si rincorrono sulla nuova giunta: “mi confronterò con le forze politiche che mi hanno sostenuto e insieme creeremo la squadra”

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COSENZA – Accantonati ormai i festeggiamenti per l’elezioni vinte, il neo sindaco di Cosenza Franz Caruso inizia a rispondere a chi insinua che gli  incarichi siano stati prestabiliti. “Vivo del mio lavoro e ho bisogno di tempo – ha specificato Franz Caruso – sulla composizione della giunta ho una mia idea, non ho intenzione di commentare le voci che si rincorrono. Mi confronterò con le forze politiche che mi hanno sostenuto e insieme creeremo la squadra”. Caruso, avvisa di non aver ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale da parte della Commissione elettorale ma, aggiunge il neo sindaco, “sarà mia premura informarmi sulle tempistiche. La prima cosa da sapere è la data dell’insediamento in modo da iniziare a programmare il lavoro”. 

 

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Area Urbana

L’Imam di Cosenza “illusi dalle promesse di Occhiuto, confidiamo in Franz”

Ahmed Berraou ripercorre i trascorsi con il sindaco uscente e le richieste di aiuto lanciate, dalle politiche di immigrazione alla sepoltura islamica

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COSENZA – “Dieci anni fa, quando l’ex sindaco di Cosenza l’ingegner Mario Occhiuto vinse l’elezione del suo primo mandato, la comunità islamica della città, tramite l’Associazione Daawa.odv inviò una lettera di congratulazioni al primo cittadino della città, augurandogli ogni successo nella sua nuova missione e affinché le comunità immigrate abbiano luogo nelle sue politiche, specialmente quella islamica. L’Imam Ahmed Berraou ha inviato diversi messaggi per incontrarlo e discutere con lui, sulla questione più importante nella mente dei musulmani della città,  cioè come ottenere un luogo in cui costruire una moschea per la comunità musulmana della città, così come il problema degli alloggi per immigrati e i senzatetto che dormono all’aperto e sotto gli archi, ma i tentativi di incontro invano e senza fattibilità“. Così scrive l’Imam di Cosenza Ahmed Berraou ripercorrendo, in una nota, le richieste di aiuto lanciate in passato al sindaco uscente Mario Occhiuto.

“Traditi dalle promesse di Occhiuto”

“Direttamente e non ci volle un po’ di tempo prima che Cosenza fosse scossa con la notizia della morte di tre migranti maghrebini, tra cui una donna, bruciati vivi a causa di un allacciamento elettrico abusivo in una residenza abbandonata, nel quartiere in via 24 maggio tutta la città e altrove si sono indignati. Il Sindaco, Mario Occhiuto, si è impegnato ancora una volta a trovare una soluzione al problema abitativo, ma di nuovo ha tradito i suoi promessi.

In queste emergenze, – prosegue l’Imam – le comunità migranti hanno trovato rifugio e accoglienza per lottare ed ottenere il loro diritto alla casa, prima da parte del movimento Prendocasa e poi dalla Cgil Cosenza guidata dal già responsabile del dipartimento di politiche immigrazione sig. Ahmed Berraou e hanno preso la via dell’occupazione degli alloggi e di altre strutture per la generalità che non erano più utilizzate e rimaste per anni oggetto di abbandono e incuria. Compresa la ristrutturazione e la riforma del Centro Islamico nel centro sociale di Rialzo, all’ex officine della ferrovie della calabria in viale Mancini, nonché l’occupazione dell’Istituto delle canossiane e poi l’ex scuola di portapiana al centro storico, gli uffici Aterp in via Savoia e l’hotel centrale in viale parco.

Tutte queste soluzioni al processo delle occupazioni erano solo eccezionali e un tampone in attesa di trovare soluzioni concrete, la comunità immigrata e le famiglie musulmane erano protagonisti ed un elemento importante nelle manifestazioni e nelle proteste, intervallate da scontri e sit-in nelle tende davanti al comune e la prefettura, e ai problemi con le forze dell’ordine, ai controlli di sicurezza, disturbo e disordine pubblico, oltre a tanti incontri di dialogo tutti per un diritto costituzionale con i funzionari di Comune, Distretto e Prefettura per trovare soluzioni reali, sostenibili e lungimiranti, ma purtroppo dopo 10 anni e con l’intensificarsi della crisi epidemica del Covid-19 e in previsione del problema della sepoltura dei morti o del loro trasferimento nei paesi, e sulla base delle indicazioni della Presidenza della Repubblica Italiana a tutti i presidi e sindaci per aprire lo spazio e le ali per seppellire i musulmani morti secondo gli insegnamenti e il rito islamico, ha inviato nuovamente l’Imam e il Ministro del culto presidente dell’Associazione Daawa e il rappresentante degli Ucoii “unione delle comunità islamiche d’Italia” in Calabria, Imam Berraou, provata documenta tramite Pec e pubblicata nella stampa locale con una lettera ai Sindaci di Cosenza e Rende per il cimitero. Il sindaco di Cosenza non ha osato rispondere alla richiesta come al solito, mentre il sindaco di Rende ha risposto e ha incluso il reparto del cimitero islamico nel progetto del nuovo cimitero, che è recentemente noto per essere ostacolato dall’opposizione in consiglio comunale.

L’appello al nuovo sindaco

Ahmed Berraou punta il dito contro la politica cosentina. “Alla luce di tutti questi eventi e sviluppi relativi ai diritti di culto, alla casa, al commercio ambulante e ad alcuni altri problemi delle comunità migranti e musulmana, è chiaro che i funzionari politici e i consiglieri virtuosi della città di Cosenza non hanno alcuna visione, programma, o interesse per l’attuale situazione degli immigrati musulmani e non sono considerati come cittadini attivi che hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri, ed è solo oggetto di sfruttamento, speculazione, di qualche faccia di loro come fronte elettorale per ottenere dei voti da coloro pochi che hanno il diritto di votare. E incita il nuovo sindaco ad agire “ora che la campagna elettorale è terminata e il Sig. Franz Caruso è stato eletto nuovo sindaco per un quinquennio”.

“La comunità musulmana rappresentata nell’Associazione Dawa.Odv, che è considerata una delle associazioni attive in società civile ed è riconosciuto anche a livello regionale e nazionale e in campo religioso e nel dialogo interreligioso e nei successivi incontri con sua eccellenza il vescovo e l’istituzione ecclesiastica. Tendiamo la mano e confidiamo in una piena collaborazione e in un serio contributo al bene pubblico, e poiché il riferimento socialista da cui discende il nuovo sindaco è considerato un terreno per aprire un tavolo di trattativa e piattaforma in merito alla soluzione dei problemi abitativi e del diritto al culto, anche come il problema del libero commercio mobile, per la comunità immigrata e musulmana in particolare affinché sia parte attiva nella società e non rimanga emarginata come di consueto da vent’anni, dal periodo della buona anima sindaco Mancini, che non ha più posto, peso o budget nei programmi del consiglio comunale. Si ricorda che la suddetta associazione Islamica “Daawa” ha precedentemente lavorato alla costituzione del progetto “ Patto di Collaborazione” per il bene comune, al fine di valorizzare e ristrutturare il luogo da essa indicato ad essere uno spazio che comprende una sede e un luogo multifunzionale per la comunità, e che è stato dimenticato nella sede amministrativa del welfare dalla primavera di quest’anno ed è ancora in attesa di una risposta. Noi, comunità di immigrati musulmani nella città di Cosenza, desideriamo dal profondo dei nostri cuori che il nostro nuovo sindaco sia fortunato nei suoi nuovi compiti”.

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Area Urbana

Interessi passivi all’Asp di Cosenza, Loizzo: “Longo e a La Regina pongano fine”

La neo eletta in consiglio regionale Simona Loizzo interviene sugli interessi passivi che l’Asp di Cosenza riporta in bilancio

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COSENZA –  Simona Loizzo neo eletta in consiglio regionale interviene sugli interessi passivi che l’Asp di Cosenza riporta in bilancio. “La Corte dei conti ha messo in evidenza le violazioni dell’Asp di Cosenza sulle anticipazioni e gli interessi ingiustificati pagati al 31 dicembre 2019 ma nessun intervento correttivo è stato attuato”. È quanto afferma la Loizzo, consigliere regionale della Lega. “Né il commissario ad acta – prosegue la Loizzo – né il commissario dell’Asp sono intervenuti con atti correttivi sulle violazioni riscontrate. Questo stato di cose porta a spendere inutilmente milioni di euro che potrebbero essere utilizzati per migliorare reparti e servizi ma vengono letteralmente buttati. Chiediamo al commissario Longo e a La Regina di porre fine a questa situazione e di impostare un lavoro di economizzazione delle risorse finanziarie per evitare di pagare interessi aggiuntivi sulle anticipazioni”.

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