Green pass e polemiche, il titolare di un locale di Cosenza "non sono uno sceriffo" - QuiCosenza.it
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Green pass e polemiche, il titolare di un locale di Cosenza “non sono uno sceriffo”

Roberto Gulino gestore di un noto locale di Cosenza “non posso essere un controllore, devo fare quello che so fare, il mio lavoro”

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COSENZA – Dal prossimo 6 agosto il Green Pass entrerà ufficialmente in vigore in Italia e con esso la possibilità di poter accedere liberamente ad eventi e manifestazioni sportive, cinema, teatri ma soprattutto a bar, ristoranti e pizzerie per chi vorrà sedersi al chiuso. Proprio i ristoratori e i titolari dei locali criticano duramente questa scelta, motivandola con la difficoltà nel doversi mettere a controllare chiunque entri nel locale con il rischio di trasfomarsi in bodyguard e controllori.  Anche a Cosenza molti esercenti sono piede di guerra a causa delle nuove misure che entreranno in vigore con il green pass. Lamentano una mancanza di chiarezza e una responsabilità esclusiva dei gestori.

«Il covid esiste, non sono un no-vax perché mi sono già sottoposto alla vaccinazione, ma non posso essere un controllore, devo fare quello che so fare, il mio lavoro». A dirlo è Roberto Gulino gestore di un noto locale della città di Cosenza. Gulino è un imprenditore che per riaprire ha seguito tutte le regole imposte dal governo, ma ogni week end il suo locale è tra i più controllati dalle forze dell’ordine. «Il mio problema non sono i controlli al mio locale, – ha spiegato Gulino – anzi chiedo alle forze dell’ordine di venire più spesso, ma devono controllare tutti, perché io non posso fare lo sceriffo. È assurdo che io venga sanzionato perché devo controllare che non si crei assembramento sulla strada. Non sono un vigile urbano, ne tanto meno è mio compito verificare se le persone abbiano o meno il green pass. C’è bisogno di regole che non vadano a colpire ancor maggiormente noi gestori, rimasti chiusi un anno. Il mio dovere è tutelare i miei dipendenti e le loro famiglie, garantendo loro lo stipendio e la sicurezza. Per far ciò, però, non posso mettermi fuori a controllare le auto in doppia fila o i ragazzi assembrati solo perché siamo in una zona della cosiddetta movida».

Il problema evidenziato da molti ristoratori e gestori di locali notturni cosentini sono le nuove norme; misure mirate al contenimento dei contagi e quindi anche alla ripresa economica, ma il problema è che ci sono troppe zone d’ombra e incertezze, che rendono il lavoro di ristoratori e baristi ancora più complicato. «Una confusione che alimenta le difficoltà. Chiedo solo di poter lavorare – ha poi concluso Roberto Gulino – i controlli devono essere effettuati dagli organi competenti, non può essere nostra la responsabilità, perché il virus non si diffonde esclusivamente nei locali. Ci stanno mettendo nelle condizioni di non poter più lavorare e sicuramente se chiudiamo tante persone saranno senza lavoro: questa dev’essere la mia unica responsabilità».

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Primo vero comizio in città, a fare il pienone è Giuseppe Conte

Tifo da stadio, cori e applausi scroscianti per il presidente del Movimento Cinque Stelle, in città per sostenere Bianca Rende

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COSENZA – Cori da stadio, applausi e cellulari in mano. È il numeroso pubblico di Giuseppe Conte in piazza 11 Settembre, che lo acclama e intona “sei bellissimo”. Un vero e proprio bagno di folla che segna il primo comizio partecipato degli ultimi tempi. Arriva come una star e la gente lo acclama: lui il simbolo dell’Italia unita per combattere il Covid, oggi è leader del movimento politico che fu di Grillo e dai palchi invita i cittadini al voto consapevole.

In apertura del suo discorso ricorda Stefano Rodotà, “grande personaggio di questa città e di questa terra”. Poi, un lungo discorso sull’etica politica e l’importanza del voto consapevole. Infine, l’appello a sostegno di Bianca Rende per cambiare il futuro della città. «Non siamo riusciti a concludere un accordo con il Pd – ha dichiarato dal palco – ma sono qui non per una scadenza elettorale, ma perché nella rivoluzione culturale che può vedere protagonista Bianca Rende. Smettiamola di pensare che la politica sia solo una croce su una scheda elettorale, partecipate e scegliete il progetto. Basta con il voto di cortesia, avete un obbligo morale. Ho messo la firma su Bianca Rende e non andiamo insieme ad altre forze del centrosinistra. Rispetto tutti ma se i Cinquestelle mettono la firma sulla sua candidatura vuol dire che la proposta è valida».

Inevitabile il passaggio sui momenti difficili vissuti durante il primo lockdown. «Stiamo uscendo da anni difficili, e abbiamo sofferto insieme, una diffusa sofferenza sociale, economica e psicologica. Dopo tanti sacrifici – ha proseguito Conte – siamo qui insieme per riprendere in mano le nostre vite. Facciamo ripartire la cultura e lo spettacolo e rispettiamo le regole. Convinciamo chi non si è vaccinato a farlo».

Un passaggio anche sul commissariamento della sanità calabrese. «Quando c’è stato da lavorare per la sanità calabrese – ha detto l’ex premier – lo abbiamo fatto ed io ho messo la faccia scegliendo un commissario dopo aver ricevuto diversi rifiuti. Nessuno voleva venire qui».

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Bambina caduta dal balcone a Lappano. Dichiarata la morte cerebrale

La bambina si trovava ricoverata all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma dove è stata dichiarata la morte cerebrale

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LAPPANO (CS) –  É stata dichiarata la “morte cerebrale” della bambina caduta del balcone la sera di venerdì scorso dal balcone della sua abitazione, al secondo piano di una villetta nella frazione “Santo Stefano” di Lappano, un centro a pochi chilometri da Cosenza. Una tragica notizia che non avremmo mai voluto ricevere, confermata purtroppo dai medici dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma dove la piccola si trovava ricoverata.

La bambina, dopo un primo ricovero nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Cosenza, era stata trasferita d’urgenza con un volo dell’Aeronautica militare al “Bambin Gesù” di Roma, dove oggi é stata sottoposta ad una Tac a conclusione della quale i sanitari del nosocomio pediatrico ne hanno dichiarato la morte cerebrale. La bambina, secondo quanto si é appreso, è tenuta in vita solo dalle apparecchiature cui é collegata. Sulla dinamica di quanto é accaduto venerdì scorso sono in corso le indagini dei carabinieri della Compagnia di Cosenza.

 

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Cosenza, l’omicidio nel 1981 del commerciante Santo Nigro. Condannate 4 persone

Il commerciante cosentino venne ucciso a colpi di pistola a via Popilia perché si era rifiutato di pagare il “pizzo”

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CATANZARO –  Il Tribunale di Catanzaro, nel processo con rito abbreviato sull’omicidio del commerciante Santo Nigo, avvenuto a via Popilia nel 1981, ha condannato rispettivamente a 30 anni di reclusione a Francesco Cicero, a tre anni e quattro mesi a Mario Pranno e due anni ciascuno ai collaboratori di giustizia Aldo Acri e Francesco Saverio Vitelli. Per gli ultimi tre imputati è stato applicato il principio della “continuazione” con le precedenti condanne in via definitiva dei processi “Missing” e “Luce.

Quello di Nigro è un omicidio avvenuto 40 anni fa: il commerciante venne ucciso a colpi di pistola a via Popilia perché si era rifiutato di pagare il “pizzo”. Nell’agguato il figlio venne ferito ad una gamba. Le indagini e il lavoro certosino della DDA di Catanzaro del procuratore Nicola Gratteri, dell’aggiunto Vincenzo Capomolla e dai sostituti Corrado Cubellotti,  Camillo Falvo e Vito Valerio, hanno permesso di individuare gli autori dell’omicidio e accertare che Nigro fu ucciso dai vertici del clan Perna-Pranno proprio perché si sarebbe opposto alle continue richieste estorsive ” del gruppo alla continua ricerca di soldi. Santo Nigro venne prima aggredito e poi ferito mortalmente a colpi di pistola.

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