Emergenza rifiuti, Manna "il sistema sta collassando. Servono impianti" - QuiCosenza.it
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Emergenza rifiuti, Manna “il sistema sta collassando. Servono impianti”

“Non è facile far capire ai cittadini che ‘impianto’ non significa inquinamento dell’aria o morte”, ha aggiunto il presidente ATO Cosenza

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RENDE – “Sono giornate difficili, l’emergenza rifiuti è diventata insostenibile. C’è un sistema che è al collasso e ,nonostante lo sforzo e la disponibilità di tutti i sindaci, non siamo riusciti ancora a risolvere un problema diventato ormai difficile da governare”. Così dichiara il presidente ATO Cosenza, Marcello Manna. “Alla vigilia dell’assemblea Ato di lunedi voglio ,ancora una volta, fare chiarezza sull’emergenza di queste ore: senza gli impianti non si possono gestire i rifiuti. Mi rendo conto che è anche una questione culturale. E non è facile far capire ai cittadini che “impianto” non significa inquinamento dell’aria o morte. Impianto significa civiltà, progresso, posti di lavoro e tecnologia messa al servizio della comunità. Ma niente – incalza Manna –  Il concetto non passa. E posso citare gli esempi di tutti i colleghi sindaci che in questi due anni hanno proposto il loro territorio e che poi sono stati costretti a revocare la disponibilità data. Questa è la reale situazione per ciò che attiene agli eco distretti. Quello che però è urgente oggi è avere le discariche di servizio. Sul punto è necessario che venga nominato un commissario e che vengano individuati i siti. È evidente che il commissario dovrà poi indicare un sito che non potrà essere messo in discussione attesa l’urgenza e la gravità della situazione. Oggi, per smaltire i rifiuti che abbiamo per strada, dobbiamo ricorrere a siti fuori regione e ,addirittura, fuori nazione ad un costo di circa 300 euro a tonnellata – conclude Manna – che non è  in alcun modo sostenibile da nessun ente locale. Servono decisioni e una condivisione totale. Adesso più che mai servono atti di forte coraggio da parte di tutti. Senza questo percorso non ha senso alcun ente d’ambito.

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Cosenza: “L’ospedale ha resistito alla pandemia, 15 ottobre apre il Mariano Santo”

Incontro nella biblioteca della Direzione Medica dell’ospedale di Cosenza nell’ambito della “Giornata Mondiale della Sicurezza del paziente” dedicata quest’anno all’assistenza materna e neonatale sicura

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COSENZA – L’iniziativa promossa dall’Organizzazione Mondale della Sanità ha l’obiettivo di sottolineare come la sicurezza dei pazienti sia una priorità di salute globale. Per la Giornata Mondiale della Sicurezza del paziente fissata per domani 17 settembre, il tema scelto è “L’assistenza materna e neonatale sicura” ed in questa direzione l’Azienda Ospedaliera di Cosenza promuove una giornata di sensibilizzazione sul tema, con l’obiettivo di giungere ad un coinvolgimento attivo degli utenti nel processo di sicurezza delle cure.

Stamattina nel corso della conferenza stampa sono state illustrate anche le azioni per rendere più sicuro il percorso dell’assistenza materna e neonatale e i progetti di formazione e aggiornamento del personale sanitario, alla presenza del dr Angelo Barbato, direttore sanitario aziendale, della dr.ssa Dolores Vantaggiato, del dott. Rodolfo Gualtieri dell’UO Rischio Clinico. Presente anche il dott. Gianfranco Scarpelli direttore di Neonatologia, il dott. Michele Morelli, direttore di Ostetricia e Ginecologia.

Cosenza all’avanguardia sul “percorso nascita”

La struttura ospedaliera cosentina è un’eccellenza nell’assistenza materna e neonatale, che è poi il tema della giornata mondiale, e di questo ha parlato il dottor Scarpelli: “Quello neonatale è un settore attenzionato e le aspettative di genitori e famiglie sono notevoli. Nella nostra azienda abbiamo attivato una serie di procedure e percorsi che sono finalizzati a rendere il percorso nascita più sicuro possibile, e siamo centro di riferimento regionale per le patologie neonatali mediche e chirurgiche. Abbiamo un elevato numero di neonati che provengono da gravidanze ad alto rischio e partecipando anche a studi nazionali e internazionali ci siamo piazzati spesso nelle prime posizioni. Risultati particolarmente apprezzati anche da genitori e pazienti”.

E’ stato il commissario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, la d.ssa Isabella Mastrobuono a fare il punto sull’attività del presidio ospedaliero dopo 8 mesi dal suo arrivo e su quelle che sono le criticità ancora da risolvere: “l’azienda ospedaliera ha saputo resistere e combattere bene la pandemia. Le reti tempo dipendenti (infarti, ictus) il percorso delle nascite tutto ha funzionato nonostante siamo stati presi d’assalto visti i ricoveri superiori all’anno precedente. Abbiamo resistito alla pandemia e perchè la struttura è forte. Ci sono le criticità, che vanno dal fabbisogno del personale rispetto ai posti letto che ha 500 posti letto. E’ evidente che manca il personale, una visione di organizzazione a regime ma le professionalità ci sono. Abbiamo predisposto un nuovo piano d’assunzione e lo abbiamo mandato in regione. Attendiamo il Dca che ce lo confermi ma abbiamo dei vincoli finanziari fissati a livello nazionale e regionale e non possiamo superarli. Abbiamo vincoli finanziari e non possiamo superarli ma io posso solo fare del mio meglio con  la somma che per questa azienda è di 101 milioni di euro. Saranno 200 saranno le unità che abbiamo richiesto tra infermieri ed OSS perchè c’è bisogno anche di assistenza fisica alle persone. Qui però la burocrazia è diversa. Per gli OSS abbiamo già una graduatoria mentre per gli infermieri abbiamo terminato la graduatoria e potremmo fare un nuovo concorso o ricorreremo ai tempi determinati fino ad arrivare al concorso”.

Il 15 ottobre apre il Mariano Santo

“Altra criticità – ha concluso il commissario – sono legate all’organizazione e agli spazi ma non vedo l’ora che il 15 di ottobre venga consegnato il Mariano Santo che voglio restituire alla città spostandovi il polo onco ematologico. Appena ci viene consegnato inizieremo i trasferimenti per dare un sollievo anche all’Annunziata. A breve allargheremo anche il Pronto soccorso, questo perchè sono importanti anche le strutture”.

Foto e video di Francesco Greco

 

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In Sila vaccinati i profughi afghani ospiti delle strutture militari

Vaccinati anche i bambini dai 12 anni in su che hanno accolto con entusiasmo i sanitari

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COSENZA – Sono stati vaccinati con la prima dose di Pfizer cinquanta afghani, che risiedono nelle strutture militari della Sila cosentina. Non solo uomini e donne, ma anche ragazzi dai 12 anni in su, così come previsto dalle disposizioni del Governo. Ad eseguire la somministrazione nell’ambito di un’apposita campagna vaccinale, il team mobile dell’Esercito Italiano in collaborazione con l’USCA di Cosenza che, con l’attività di ieri, ha terminato le vaccinazioni a domicilio iniziate il 16 giugno scorso. Alcuni profughi afghani ospitati nelle strutture cosentine, non si sono sottoposti al vaccino perchè, prima del loro arrivo in Italia, avevano già contratto la malattia o gli è stato inoculato il vaccino indiano Covaxin.

All’arrivo del team medico, entusiasti i bambini che hanno accolto i sanitari con gioia e sorrisi cercando anche di scambiare e imparare da loro qualche parola in italiano, così da poter iniziare una nuova vita e integrarsi al meglio nella comunità che li ospita.

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“Il nuovo ospedale all’Unical. Diventerà un policlinico universitario di altissimo livello”

Il candidato a sindaco “Annunziata, Inrca e Mariano Santo ristrutturati e destinati alla cronicità e alla diagnostica”

Marco Belmonte

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COSENZA – “Lo stato attuale in cui versa la sanità cittadina e regionale è sotto gli occhi di tutti. Un candidato a sindaco di una città importante qual è Cosenza, come massima autorità, deve occuparsi da subito di questa problematica che si trascina da anni e che ha portato ad un drammatico commissariamento. La nostra proposta è quella di realizzare il nuovo presidio ospedaliero nell’area dell’università della Calabria. Questa proposta, se realizzata, significa poter creare, per la prima volta all’interno della provincia di Cosenza, un policlinico universitario di altissimo livello, ricordando che la nostra è la prima provincia della Calabria con un bacino di utenza di 800 mila abitanti”.

A dirlo è i candidato a sindaco della città Francesco Pichierri che spiega “dinanzi a questa realtà, ritengo che si debba avere un diverso approccio rispetto alla collocazione e alla realizzazione del nuovo presidio ospedaliero di Cosenza. Molti affrontano il problema delle nuove strutture sanitarie non considerando che, come emerso da diversi studi scientifici, da qui al 2030 in Italia avremo circa venti milioni di anziani e pazienti cronici. Per cui bisogna distinguere fra strutture dedicate alla cura delle cronicità, strutture dedicate alle emergenze e alla cura delle acuzie. Su questo tema  – aggiunge il candidato a sindaco – non ho dubbi e sono convinto che debba cadere ogni forma di campanilismo e di interesse di parte, considerando, oltretutto, che Cosenza e Rende dovranno nel prossimo futuro conturbarsi”.

Cura dei cittadini non ha barriere

La cura dei cittadini non può avere bandiere, per tali ragioni è necessario che il vecchio ospedale dell’Annunziata, unitamente al presidio ospedaliero del Mariano Santo e dell’Istituto di ricerca per gli anziani (INRCA), debbano essere ristrutturati e destinati alla cronicità ed alla diagnostica che dovrà completarsi con le tecnologie più avanzate; mentre, come ho sempre immaginato, il nuovo Ospedale per acuzie dovrà essere dislocato nell’area dell’Università della Calabria, per diventare un policlinico universitario di altissimo livello. Tale opportunità sarebbe di portata storica, non solo per gli studenti della provincia di Cosenza, ma per l’intero Mezzogiorno d’Italia. A tal punto – conclude Picchierri – , mi piace sottolineare che ai cosentini interessa un Ospedale che funzioni, non certo un Ospedale sotto casa e che non garantisca i Livelli Essenziali di Assistenza”.

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