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Viola gli arresti domiciliari e da Cosenza torna a Cellara dalla compagna. Arrestato

Era ritornato senza permesso presso l’abitazione della coppia. Rintracciato dai carabinieri è stato arrestato con il reato di evasione

Marco Garofalo

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CELLARA (CS) – I carabinieri di Mangone hanno tratto in arresto un 30enne di Cellara , già noto alle forze dell’Ordine sia per le proprie molteplici vicissitudini giudiziarie che, poche settimane orsono, aveva ricevuto una misura cautelare personale degli arresti domiciliari dall’Ufficio di Sorveglianza del Tribunale di Cosenza dopo che lo stesso era stato tratto in arresto varie volte per continue violazioni alle prescrizioni della misura prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, misura alla quale era sottoposto dallo scorso mese di marzo.

L’uomo, tratto in arresto in ottemperanza all’ordine emesso dall’Autorità Giudiziaria, era stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di residenza e dove lo stesso convive con la propria compagna. Evidentemente, però, il rapporto tra i due aveva iniziato ad incrinarsi e, dopo una serie di interventi effettuati dai Militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Rogliano presso la loro abitazione a causa di innumerevoli liti e vari episodi di maltrattamento, il Tribunale di Sorveglianza aveva deciso di accogliere la richiesta avanzata dal legale di fiducia dell’arrestato, mutando il luogo di esecuzione della misura cautelare in atto dall’abitazione dei due, ubicata nel Comune di Cellara, ad un altro appartamento nella disponibilità della famiglia di origine del 30enne, ubicato nel Capoluogo cosentino.

Sono però bastati una decina di giorni di lontananza dalla donna e dal loro figlioletto per far cambiare idea al giovane che, sempre mediante il proprio legale, aveva deciso di chiedere al Giudice di tornare a scontare gli arresti domiciliari nel piccolo centro presilano, richiesta però questa volta respinta dall’Autorità Giudiziaria, che aveva optava per trattenerlo in Cosenza presso l’appartamento di proprietà della sorella. Il 30enne aveva però già deciso da sé e, senza neppure attendere la determinazione del Giudice di Sorveglianza, aveva fatto autonomamente ritorno presso l’abitazione della coppia. È stato proprio lì che ieri sera i militari lo hanno trovato: a nulla sono valse le giustificazioni addotte dall’interessato in ordine alla propria volontà di rivedere la compagna ed il loro figlio di appena 3 anni. Tratto in arresto e dovendo rispondere del reato di evasione, è stato trattenuto nella stazione Carabinieri di Rogliano. All’esito della direttissima tenutasi in Cosenza nel primo pomeriggio, l’arresto è stato convalidato e nei confronti dell’uomo è stata confermata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

 

 

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Assistenza ai propri cari, l’Annunziata stila un nuovo regolamento

L’Azienda ospedaliera sta riprogettando la regolamentazione degli accessi nei reparti dei familiari dei pazienti

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COSENZA – “L’adozione delle misure straordinarie che siamo stati costretti ad adottare relativamente agli accessi alle strutture ospedaliere e sanitarie, a causa dell’eccezionalità rappresentata dall’emergenza pandemica, se, da un lato, ha consentito la tutela dei pazienti e degli operatori sanitari, dall’altro, ha esacerbato alcuni problemi, come quello della difficoltà di assistere i propri cari o quello della carenza di personale”. È quanto riportato in un cominciato stampa dell’Azienda ospedaliera, a nome del commissario straordinario Isabella Mastrobuono, per spiegare alla cittadinanza quanto stia cambiando in termini di regolamentazione degli accessi in ospedale e quanto punti a valorizzare “l’accoglienza”, intesa nel suo significato più ampio e nella sua accezione più autentica, prevedendo un percorso che prediliga l’ascolto, accolga il cittadino e lo accompagni.

Rimodulazione dei fabbisogni, immissione di nuovo personale e di nuove attrezzature, riorganizzazione del Pronto soccorso e delle risorse umane verso i servizi che sono stati sacrificati durante l’emergenza pandemica – precisa il Commissario – sono i punti cardine su cui questa Amministrazione ha inteso basare la propria azione. Il reclutamento di nuovo personale, anche attraverso l’ultimazione delle prove del concorso per operatore socio sanitario, che si stanno svolgendo in questi giorni, è la prova che concretizza gli intenti di questa amministrazione. A breve, dunque, avremo nuovo personale disponibile che potremo integrare nei reparti, con priorità per il Pronto Soccorso, affinchè non si ripetano più certi episodi incresciosi. In questa direzione, seguendo la scia delle decisioni governative ed il notevole calo dei contagi, con una particolare attenzione alle istanze che vengono rappresentate in maniera propositiva dai cittadini, come è accaduto durante l’ultimo incontro con una rappresentanza di questi ultimi, l’Azienda ospedaliera sta riprogettando la regolamentazione degli ingressi nei reparti dei familiari dei pazienti, – conclude la Mastrobuono – per soddisfare la sempre più pressante richiesta massiva di poter stare accanto ai propri cari ricoverati. Nelle more dell’approvazione di questo regolamento, il Direttore del Dipartimento Materno Infantile, Dr. Gianfranco Scarpelli, ha adottato le prime misure relative al reparto di Ginecologia in data 10/06/2021”. Si legge nel provvedimento: è consentita l’assistenza alla partoriente da parte di un familiare nei casi di parto cesareo, parto distocico e in tutte le situazioni critiche necessarie, per l’intera durata della degenza. Per tutti gli altri reparti resta in essere il precedente provvedimento, ai sensi del quale, le richieste per i pazienti che hanno necessità di assistenza familiare, vanno rappresentate al Direttore dell’U.O. che, valutato il caso, concorderà l’autorizzazione con la Direzione medica del Presidio. In ogni caso, per il momento, sarà necessaria l’esibizione dell’esito negativo di un tampone, eseguito nelle 48 ore precedenti, avendo cura di utilizzare gli appositi dispositivi di sicurezza e rispettando la normativa anticovid. Potranno seguire ulteriori allentamenti, sempre in ossequio alle normative vigenti ed in previsione dell’approvvigionamento di test rapidi di ultima generazione e di elevatissima attendibilità, che dovremmo avere nella disponibilità aziendale entro la fine di giugno.

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Accreditamento Medicina all’Unical, Manna: “nuovo ospedale sorga a Rende”

“Il nuovo ospedale deve sorgere a Rende. Il cambio di passo che auspichiamo deve avvenire ora: non c’è più tempo per rimandare il futuro che tutti aspettiamo da troppo tempo”.

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RENDE – Dopo le dichiarazioni del sindaco di Cosenza, anche il primo cittadino di Rende Marcello Manna commenta la notizia dell’accreditamento da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca del corso di laurea magistrale a Ciclo unico in Medicina e Chirurgia Td (Tecnologie digitali) all’Università della Calabria e chiede che il nuovo ospedale venga realizzato nel territorio rendese.

“Una decisione non più procrastinabile e per questo chiediamo al presidente Spirlì di promuovere un inc0ntro in cittadella insieme al presidente della Provincia. L’allocazione del nuovo nosocomio a Rende è ora una scelta dovuta”.

“Siamo lieti –ha proseguito Manna- che l’ANVUR abbia dato l’ok all’avvio del corso di laurea all’Unical, frutto del lavoro sinergico tra enti. Da tempo la nostra amministrazione collabora con l’Università della Calabria e più volte e a più livelli abbiamo sollecitato l’accelerazione su tali temi. Auspichiamo che non solo nell’emergenza, ma soprattutto nella normalità tale sinergia sia implementata. Plaudiamo al lavoro svolto da Leone e dal senato accademico che, con l’istituzione della facoltà di medicina, sono riusciti a realizzare un risultato che darà lustro a tutta la Calabria. Rende e l’Università della Calabria possono indicare il cambiamento di rotta necessario a garantire il diritto costituzionale alla salute e di cura e quello all’istruzione, oggi ancor più minati da una crisi pandemica senza precedenti e da una vacatio politica evidente. L’Unical è eccellenza territoriale da valorizzare e rafforzarlo attraverso azioni di sinergia che vadano a migliorare i servizi di assistenza alla cittadinanza”.

“La medicina si fa sul territorio: è l’organizzazione territoriale – prosegue Manna – a fare la differenza e con l’implementazione del nuovo assetto urbanistico, attraverso la realizzazione dello svincolo autostradale a Settimo e della stazione ferroviaria tra Rende e Montalto, si andrà a offrire un servizio essenziale in una zona strategica in vista della città unica. Bisogna avere una visione chiara sul futuro: l’attuale ospedale ha cento anni, il nuovo nosocomio deve essere pensato per i prossimi cento”.

Il palazzetto dello sport scelto come hub vaccinale

“La decisione presa dal Ministero della sanità e dai vertici della Protezione Civile giunge dopo la valutazione dei dati emersi dall’inizio della campagna di vaccinazione. È emerso evidente come parlare di buona sanità sia possibile anche a queste latitudini. Un dato, quello di Rende, in controtendenza, ma che è frutto di una gestione efficiente che è stata riconosciuta quale esempio virtuoso da seguire”, ha spiegato il sindaco Marcello Manna sottolineando come: “la struttura si presta a livello logistico per una prosecuzione efficiente della somministrazione dei vaccini. Perché sia davvero una ripartenza capace di rilanciare la nostra economia, bisogna garantire il diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro: riteniamo che i due ambiti debbano viaggiare insieme perché strettamente correlati tra loro”.

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A Rende un luogo per ricordare le vittime della pandemia

Diventa realtà “Le querce degli abbracci e della memoria”, luogo per ricordare chi è stato strappato alla vita dal Covid

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RENDE – Questa sera alle 20.30 sarà inaugurato lo spazio verde in memoria di chi ha perso la vita a causa della pandemia ed è stato strappato all’affetto dei proprio cari. Su iniziativa della prima commissione “Affari istituzionali” e di concerto con la consulta per l’infanzia, i giovani e la famiglia, l’antico querceto tra via Buenos Aires e via Belgrado starà a simboleggiare il ricordo di chi non c’è più.

“Se il covid ci ha insegnato qualcosa – ha affermato il sindaco Marcello Manna – è che bisogna tutelare la salute e il nostro rapporto con l’ambiente. È importante che anche chi è scomparso in una maniera così devastante vada ricordato. Per questo abbiamo pensato che la testimonianza viva di un albero che possa vegetare sia il miglior modo per il ricordo continuando una vita che, grazie alla memoria sei proprio cari e della comunità in cui ha vissuto rimarrà tra noi germogliando in un abbraccio di speranza e vicinanza. Questo luogo diverrà così anche spazio di condivisione e socialità, un posto dove poter accogliere, in un prossimo futuro, iniziative e manifestazioni culturali e artistiche, attività didattiche e ricreative”.

All’iniziativa, oltre al primo cittadino e ai consiglieri Chiara Lolli, Luigi Superbo, Marisa De Rose, Massimiliano De Rose ed Enrico Monaco, parteciperanno gli artisti Maria Canino e Lindo Nudo e il violinista Michele De Sanio.

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