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“Un consiglio comunale straordinario sulla questione irrisolta del centro storico”

La richiesta del consigliere e presidente della commissione consiliare controllo e garanzia di Cosenza Enrico Morcavallo “non si può attendere ancora”

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COSENZA – “Una toppa alle condizioni disastrose in cui versa il Centro Storico di Cosenza. L’amministrazione è intervenuta portando a termine alcuni lavori eseguiti in urgenza per la riparazione di un fabbricato di proprietà privata. Da settimane, ho sottolineato la necessità urgente di intervenire in maniera decisa per evitare continui pericoli ai residenti costantemente minacciati da cornicioni, solai e grondaie a rischio crollo”. A scriverlo in una nota il consigliere e Presidente della commissione consiliare controllo e garanzia di Cosenza Enrico Morcavallo che chiede la convocazione di un consiglio comunale straordinario che torni ad affrontare la questione del centro storico di Cosenza. “Qualcuno – spiega – mi ha anche accusato di avere la memoria corta e di tornare in ritardo sull’argomento, ma vorrei ricordare come le difficili condizioni in cui versa il centro storico – non da oggi ma da venti anni – siano state frequente oggetto di interrogazioni da parte del sottoscritto, in consiglio comunale. A questo aggiungo, gli inviti più volte rivolti al sindaco Mario Occhiuto al quale, nel corso dell’ultimo mandato, ho fatto presente la situazione drammatica e le condizioni disastrose di moltissimi edifici presenti nei rioni storici. Al primo cittadino ho ribadito quanto la parte storica sia diventata un elemento superfluo della città, contestando a più riprese gli onerosi investimenti e i troppi denari stanziati per “abbellire” corso Mazzini e il centro cittadino. Se Cosenza vuole davvero diventare una città smart, ecosostenibile e polo culturale del meridione, allora chi ha il compito e il dovere di intervenire deve smetterla di maltrattare la sua storia e i suoi cittadini. Vero è altresì che molti edifici soggetti di incuria ed abbandono sono privati e dunque spetta – come previsto dalla legge – ai proprietari intervenire, ma nulla si è fatto per trovare una soluzione alternativa all’indifferenza di chi evidentemente non solo non ha cura dei beni di cui dispone ma mostra sovente un totale disprezzo nei confronti della “res publica” e di chi in quei quartieri ha scelto di vivere e lavorare.

Ho appreso con soddisfazione le parole dell’ex sottosegretaria al Mibact, Anna Laura Orrico, che sulla stampa ha annunciato l‘avvio dei lavori – nel 2022 – che rientrano nel Contratto Istituzionale di sviluppo del Centro storico di Cosenza, stipulato nel 2020. Novanta milioni di euro di cui si erano perse le tracce, di cui non si aveva più notizia e che oggi più che mai rappresenterebbero un solido e necessario supporto per riqualificare la parte storica della città dei bruzi. Gli interventi diretti alla realizzazione di un vero e proprio hub culturale però dovranno essere necessariamente accompagnati da urgenti lavori di ristrutturazione degli edifici, dal potenziamento dell’accessibilità di alcune aree. Sono convinto della bontà delle opere presenti nel lungo elenco degli interventi e della straordinaria opportunità dei fondi Cis. E’ un’occasione da cogliere, ma accanto alle ambiziose idee, occorrono soluzioni e investimenti per ridare immediatamente dignità al centro storico. Non si può attendere ancora, i crolli preoccupano e recano costanti pericoli e non spetta certo al ministero della Cultura farsi carico della soluzione di tutti i problemi che insistono nella parte storica della città di Cosenza. Il dissesto pesa come un macigno sull’amministrazione comunale, ma è opportuno velocizzare i tempi e non rimandare interventi urgenti. Chiedo dunque una convocazione straordinaria del Consiglio comunale con un ordine del giorno dedicato al Centro Storico e invito anche la Regione Calabria a fare la sua parte, stanziando le somme a disposizione per garantire un celere e tempestivo intervento.

 

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Vaccini, il Palazzetto dello Sport di Rende diventa Hub nazionale

Lo annuncia il sindaco di Rende Marcello Manna. La decisione è stata presa dopo la valutazione dei dati in esame dall’inizio della campagna di vaccinazione

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RENDE (CS) – “Abbiamo l’ufficialità che il nostro nuovo palazzetto dello sport è stato scelto tra le sedi nazionali degli hub vaccinali“. Lo annuncia il sindaco di Rende Marcello Manna che comunica “la decisione, presa dal Ministero della sanità e dai vertici della Protezione Civile, giunge dopo l’attenta valutazione dei dati in esame dall’inizio della campagna di vaccinazione. È emerso evidente come parlare di buona sanità sia possibile anche a queste latitudini. Un dato, quello di Rende, – prosegue Manna – in controtendenza, ma che è frutto di una gestione efficace che è stata riconosciuta quale esempio virtuoso da seguire, la struttura si presta sia a livello strutturale che logistico ad una prosecuzione efficiente della somministrazione dei vaccini. Perché sia davvero una ripartenza capace di rilanciare la nostra economia, bisogna garantire il diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro: riteniamo – conclude il sindaco – che i due ambiti debbano viaggiare insieme perché strettamente correlati tra loro.

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Morta a Cosenza la 46enne colpita da ictus dopo il vaccino. Caso segnalato all’Aifa

La donna, originaria di Caccuri, dopo la prima dose di AstraZeneca aveva avvertito un malore. È morta nel tardo pomeriggio di ieri

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COSENZA – La 46enne di Crotone è morta all’Annunziata di Cosenza. La donna era stata colpita da un ictus qualche giorno dopo che gli era stata somministrata la prima dose del siero AstraZeneca a fine maggio. Originaria di Caccuri, dopo essersi vaccinata aveva avvertito un malore ed aveva subito contattato il suo medico di famiglia. Da li era stata portata in un primo momento all’ospedale di Crotone dove era stata sottoposta ad una Tac che aveva evidenziato la presenza dell’ictus. Si era deciso di trasportare la 46enne all’Annunziata di Cosenza anche per capire se fosse stato possibile intervenire chirurgicamente. Ma le condizioni della donna si sono ulteriormente aggravate: è rimasta intubata ed attaccata alle macchine per quasi 20 giorni in terapia intensiva. La donna, però, non si è più ripresa e nel tardo pomeriggio di ieri è deceduta. I medici dell’ospedale di Cosenza hanno segnalato il caso all’Agenzia del Farmaco ed al ministero della Salute che dovranno ora accertare se vi sia un nesso con l’improvvisa rottura de vasi cerebrali e la somministrazione del vaccino. I familiari hanno autorizzato la donazione degli organi.

 

 

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Assistenza ai propri cari, l’Annunziata stila un nuovo regolamento

L’Azienda ospedaliera sta riprogettando la regolamentazione degli accessi nei reparti dei familiari dei pazienti

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COSENZA – “L’adozione delle misure straordinarie che siamo stati costretti ad adottare relativamente agli accessi alle strutture ospedaliere e sanitarie, a causa dell’eccezionalità rappresentata dall’emergenza pandemica, se, da un lato, ha consentito la tutela dei pazienti e degli operatori sanitari, dall’altro, ha esacerbato alcuni problemi, come quello della difficoltà di assistere i propri cari o quello della carenza di personale”. È quanto riportato in un cominciato stampa dell’Azienda ospedaliera, a nome del commissario straordinario Isabella Mastrobuono, per spiegare alla cittadinanza quanto stia cambiando in termini di regolamentazione degli accessi in ospedale e quanto punti a valorizzare “l’accoglienza”, intesa nel suo significato più ampio e nella sua accezione più autentica, prevedendo un percorso che prediliga l’ascolto, accolga il cittadino e lo accompagni.

Rimodulazione dei fabbisogni, immissione di nuovo personale e di nuove attrezzature, riorganizzazione del Pronto soccorso e delle risorse umane verso i servizi che sono stati sacrificati durante l’emergenza pandemica – precisa il Commissario – sono i punti cardine su cui questa Amministrazione ha inteso basare la propria azione. Il reclutamento di nuovo personale, anche attraverso l’ultimazione delle prove del concorso per operatore socio sanitario, che si stanno svolgendo in questi giorni, è la prova che concretizza gli intenti di questa amministrazione. A breve, dunque, avremo nuovo personale disponibile che potremo integrare nei reparti, con priorità per il Pronto Soccorso, affinchè non si ripetano più certi episodi incresciosi. In questa direzione, seguendo la scia delle decisioni governative ed il notevole calo dei contagi, con una particolare attenzione alle istanze che vengono rappresentate in maniera propositiva dai cittadini, come è accaduto durante l’ultimo incontro con una rappresentanza di questi ultimi, l’Azienda ospedaliera sta riprogettando la regolamentazione degli ingressi nei reparti dei familiari dei pazienti, – conclude la Mastrobuono – per soddisfare la sempre più pressante richiesta massiva di poter stare accanto ai propri cari ricoverati. Nelle more dell’approvazione di questo regolamento, il Direttore del Dipartimento Materno Infantile, Dr. Gianfranco Scarpelli, ha adottato le prime misure relative al reparto di Ginecologia in data 10/06/2021”. Si legge nel provvedimento: è consentita l’assistenza alla partoriente da parte di un familiare nei casi di parto cesareo, parto distocico e in tutte le situazioni critiche necessarie, per l’intera durata della degenza. Per tutti gli altri reparti resta in essere il precedente provvedimento, ai sensi del quale, le richieste per i pazienti che hanno necessità di assistenza familiare, vanno rappresentate al Direttore dell’U.O. che, valutato il caso, concorderà l’autorizzazione con la Direzione medica del Presidio. In ogni caso, per il momento, sarà necessaria l’esibizione dell’esito negativo di un tampone, eseguito nelle 48 ore precedenti, avendo cura di utilizzare gli appositi dispositivi di sicurezza e rispettando la normativa anticovid. Potranno seguire ulteriori allentamenti, sempre in ossequio alle normative vigenti ed in previsione dell’approvvigionamento di test rapidi di ultima generazione e di elevatissima attendibilità, che dovremmo avere nella disponibilità aziendale entro la fine di giugno.

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