Provincia di Cosenza nella morsa del covid: +229 contagi e 8 morti. In Calabria +503 - QuiCosenza.it
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Provincia di Cosenza nella morsa del covid: +229 contagi e 8 morti. In Calabria +503

Nuovo pesante incremento di contagi in Calabria e nella provincia di Cosenza che resta la più colpita. Drammatico il dato delle vittime

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COSENZA – Nuova pesante impennata dei contagi da coronavirus in Calabria, che torna a far registrare più di 500 nuovi casi e con la provincia di Cosenza che continua ad avere numeri pesantissimi. Da ieri in tutto il cosentino i nuovi positivi accertati sono stati +229 e si registrano anche 8 delle 11 vittime complessive. Ma il covid continua a galoppare anche nelle altre province calabresi: +87 contagi nella provincia di Reggio Calabria, +78 a Crotone, +66 a Catanzaro e 943 a Vibo Valentia. Scendono leggermente i ricoveri in area medica mentre continuano a salire gli attualmente positivi. Sono +503 i nuovi positivi accertati oggi dal dipartimento salute (ieri erano stati +292con un numero in risalita dei tamponi analizzati, sia molecolari che antigenici: ne sono stati processati 3.896 (ieri erano stati 3.195). In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 648.897 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 691.819 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Con l’incremento odierno, comprese le vittime e i guariti, la Calabria supera i 50mila casi totali da inizio pandemia: sono 50.099.

Undici morti, ben otto a Cosenza. Risalgono i positivi

Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, torna a salire di molto il numero di persone attualmente positive: sono in totale 11.789 i casi attivi al momento, 346 in meno rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale in totale a 37.427, con un incremento di 146 persone in più. Rimane drammatico il bilancio delle vittime, con il dato che torna a salire rispetto a ieri. Sono 11 le vittime registrate nelle ultime 24 ore che portano il totale dei morti a 883:  otto decessi a Cosenza, due a Crotone e uno a Reggio Calabria

Leggero calo dei ricoveri

Tante vittime portano ad un calo dei ricoveri negli ospedali calabresi con una leggera diminuzione in area medica e di un’unità anche nelle terapie intensive. Ad oggi sono 486 le persone ricoverate complessivamente nei nosocomi calabresi. Di queste, 448 sono nei reparti di malattie infettive (-4) e 38 in terapia intensiva (-1). Infine sale a 11.303 il numero di persone in isolamento domiciliare, 351 in più rispetto a ieri. Di queste, 60 sono persone residenti fuori regione o in altri Stati esteri.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Cosenza
ASI ATTIVI 6.002 (134 in reparto Azienda ospedaliera di Cosenza; 18 in reparto al presidio di Rossano;14 al presidio ospedaliero di Acri; 20 al presidio ospedaliero di Cetraro; 0 all’ospedale da Campo; 17 in terapia intensiva, 5.799 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 9.818 (9.428 guariti, 390 deceduti)

Catanzaro
CASI ATTIVI 2.732 (55 in reparto all’Azienda ospedaliera di Catanzaro; 10 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 28 in reparto all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini; 13 in terapia intensiva; 2626 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.644 (4.538 guariti, 106 deceduti)

Crotone
CASI ATTIVI 1.051 (43 in reparto; 1008 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 3.417 (3.357 guariti, 60 deceduti)

Vibo Valentia
 CASI ATTIVI 434 (17 ricoverati, 417 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.018 (3945 guariti, 73 deceduti)

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 1.510 (92 in reparto all’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria; 17 in reparto al presidio ospedaliero di Gioia Tauro; 8 in terapia intensiva; 1.393 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 16.104 (15.850 guariti, 254 deceduti)

Altra Regione o stato estero: CASI ATTIVI 60 (60 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 309 (309 guariti).

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Gli infermieri di Cosenza” lottiamo senza sosta, non siamo carne da macello. Ora basta”

Una lettera aperta degli infermieri e delle infermiere dell’Annunziata, al commissario dell’Azienda Isabella Mastrobuono

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COSENZA – “Da marzo del 2020 stiamo combattendo con tutte le nostre forze contro il covid ma soprattutto contro la cattiva organizzazione della sanità calabrese. Tanti di noi a causa dell’assenza dei dispositivi di sicurezza, in alcuni casi abbiamo dovuto provvedere da soli ad acquistarli, hanno contratto il virus. Lavoriamo senza sosta, costretti a turni massacranti, senza i giusti riposi, per sopperire all’assenza di personale. Nonostante questa situazione cerchiamo di essere sempre professionali assistendo al meglio delle nostre professionalità i pazienti. Inoltre, da 5 mesi non ci vengono pagati gli straordinari e attendiamo ancora le indennità covid previste dal Governo, soldi frutto del nostro lavoro”. È quanto scrivono in una lettera aperta gli infermieri e le infermiere dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, indirizzata al commissario dell’Azienda Isabella Mastrobuono.

“Questo è frutto – prosegue la missiva – della cattiva gestione dei dirigenti dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Non siamo più disposti a subire questa situazione, non siamo carne da macello ma lavoratori e lavoratrici con dei diritti che pretendiamo vengano rispettati. Le manifestazioni d’interesse dell’A.O. per l’assunzione di nuovo personale a tempo determinato e senza tutele reali rappresentano l’ennesimo schiaffo e mortificazione di noi infermieri. Non c’è più tempo da perdere. La nostra è una battaglia non solo per i nostri diritti ma anche  per l’intera comunità cosentina”.

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Ospedale di Cosenza, Occhiuto chiama alla mobilitazione i sindaci “subito risposte”

il sindaco di Cosenza chiama a raccolta i primi cittadini della provincia per “chiedere risposte rapide ed efficaci alla grave emergenza in atto”

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COSENZA –  Un grido di dolore quello del Sindaco Mario Occhiuto ma è anche un fortissimo appello alla mobilitazione, che rivolge a tutti i Primi Cittadini dei comuni della provincia di Cosenza. “Stamattina mi sono recato al Pronto Soccorso dell’Ospedale dell’Annunziata – racconta il Sindaco Occhiuto – per constatare che le gravi carenze di personale medico e paramedico, che denuncio da più tempo, non hanno registrato alcun passo in avanti. Piuttosto, i pochi medici e infermieri in forza al reparto si stanno impegnando in turni massacranti e con tutte le loro forze per affrontare questo nuovo picco pandemico del covid-19”.

Più di un’ordinanza porta la firma del Sindaco di Cosenza che, già l’anno scorso, al diffondersi della pandemia, non esitò a chiedere nero su bianco al vertice dell’azienda ospedaliera l’assunzione immediata di personale medico. “Al contrario – afferma oggi Occhiuto – i medici li abbiamo visti andare via, come l’ex primario del Pronto Soccorso Michele Mitaritonno il quale, con grande lucidità, al pari dei suoi predecessori, e come un guerriero senza armi mi aveva rappresentato la situazione di forte sottodimensionamento del Pronto Soccorso, inadeguato a rispondere alle esigenze di un ospedale hub, che accoglie pazienti da tutta la provincia”.

“Rinnovo la mia stima al personale sanitario che non si sta risparmiando in alcun modo nel prestare soccorso ai tanti pazienti covid che giungono all’Annunziata, tante volte già in condizioni critiche – continua il Sindaco di Cosenza – e ritengo inaccettabile l’assenza di decisionismo del vertice dell’azienda ospedaliera, di cui ho parlato anche con il Governatore Spirlì dopo il sopralluogo di stamattina. Un commissario, proprio in quanto tale, avrebbe dovuto assumere decisioni tempestive per incrementare i posti letto covid necessari evitando di sottrarli ad altri reparti, oltre che procedere immediatamente all’assunzione del personale sanitario necessario a fronteggiare l’emergenza. Allo stesso modo mi sarei aspettato una reazione pronta e positiva alla mia sollecitazione, di qualche settimana addietro, di richiedere all’Esercito, nel quale avevo già riscontrato la disponibilità a richiamare i medici necessari, il riallestimento di posti letto nell’ospedale da campo di Vagliolise. La risposta è stata e continua ad essere un inspiegabile immobilismo che sta costando ai nostri territori un prezzo altissimo in termini di privazioni, costringendo i Sindaci a tenere le scuole chiuse, infliggendo altri duri colpi ad un commercio che già fatica a rialzarsi”.

“Invito dunque tutti i Sindaci – conclude Mario Occhiuto – ad indossare la fascia, e insieme ai rappresentanti in Consiglio comunale, a ritrovarci sabato 17 aprile, alle ore 10, davanti al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Cosenza per far sentire la voce delle comunità che rappresentiamo e chiedere risposte rapide ed efficaci alla grave emergenza in atto”.

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Anche a Montalto Uffugo scuole chiuse e stretta sugli spostamenti

Il sindaco Caracciolo ha annunciato un’ordinanza che prevede la chiusura delle scuole in presenza e maggiori controlli sul territorio

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MONTALTO UFFUGO – Ai 4 comuni dichiarati zona rossa con ordinanza regionale, si stanno aggiungendo diversi centri della provincia di Cosenza che, con ordinanze sindacali, stanno chiudendo le scuole e attuando misure più rigide per contenere il contagio. È il caso di Cosenza, Rende, Cetraro e Mendicino. Ad aggiungersi all’elenco anche il comune di Montalto Uffugo. Il sindaco Pietro Caracciolo ha comunicato che in serata emetterà un’ordinanza di “sospensione della didattica in presenza nelle scuole pubbliche e private”.

“Ma consapevole che i contagi nella popolazione studentesca non sono numericamente rilevanti – sottolinea il sindaco -, mentre si registrano numeri più elevati tra la popolazione adulta, la sospensione dell’attività didattica verrà accompagnata da una serie di misure più rigide che, limitando la possibilità di circolazione sul territorio, valgano a ridurre le possibilità di contagio”

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