Cosenza, l'assessore Spataro assolto nel processo 'Tesi': «uscito da un incubo» - QuiCosenza.it
Ritrovaci sui social

Area Urbana

Cosenza, l’assessore Spataro assolto nel processo ‘Tesi’: «uscito da un incubo»

«Ci sono voluti ben 14 lunghi anni ma non posso dire che ‘giustizia è stata fatta’» ha detto l’assessore di Palazzo dei Bruzi

Avatar

Pubblicato

il

COSENZA – «Ci sono voluti ben 14 lunghi anni per uscire da un incubo che ha investito la mia vita di uomo, di politico, di amministratore. Il provvedimento di assoluzione non decreta solo l’uscita da un incubo, ma mette anche il sigillo ad una battaglia di giustizia che ho condotto, insieme ad altre persone, per dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti contestati». Lo afferma l’Assessore di Palazzo dei Bruzi Michelangelo Spataro commentando la sentenza assolutoria nei suoi confronti nel processo “Tesi”.

«Sarebbe fin troppo facile in questo momento dire “giustizia è fatta” – sottolinea ancora Spataro – ma, nonostante la soddisfazione di queste ore, c’è anche la consapevolezza che nessuno mai potrà risarcire la serenità che io e la mia famiglia, come d’altro canto le altre persone che con me hanno condiviso questa amara esperienza, abbiamo perduto. In questo momento, ciò che sento di esprimere è un sentito ringraziamento a chi ha creduto nella mia innocenza: dai miei familiari, agli amici, al mio avvocato Ugo Celestino, che in questi lunghi anni mi ha esemplarmente assistito, sostenendo le ragioni a mia difesa nelle diverse aule di tribunali e infondendomi costantemente fiducia nella positiva risoluzione della vicenda. Mi sia consentito, però, rivolgere un ringraziamento particolare al Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto che durante il periodo di “sospensione” dalla mia carica di assessore, ha ritenuto, con grande convinzione, di non dover nominare nessun mio successore, continuando poi a volermi al suo fianco nell’esecutivo che guida la città. Ora che tutto è finito – ha concluso Michelangelo Spataro – tiro finalmente un sospiro di sollievo e da credente proseguirò il mio cammino di amministratore, portando nel sociale la mia carica umana, sempre al servizio della collettività».

Area Urbana

Trovato con marijuana e hashish all’autostazione di Cosenza. Arrestato 23enne

Il giovane, un 23nne di San Giovanni in Fiore, è stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

COSENZA – Durante un servizio di controllo del territorio, finalizzato alla prevenzione ed al contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, i carabinieri di Cosenza hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 23enne accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Transitando per l’Autostazione della città, in Viale delle Medaglie d’Oro, i militari della sezione radiomobile hanno notato la presenza di un giovane nei pressi della banchina in attesa dell’autobus. Il ragazzo, alla vista dei militari, ha cercato di allontanarsi velocemente rifugiandosi in un bar.

Notando l’atteggiamento sospetto, i carabinieri hanno deciso di fermarlo e procedere ad un controllo. Durante la perquisizione personale, al 23enne è stato trovato un involucro in cellophane con 20 grammi di marijuana ed un panetto di hashish da 100 grammi. Il giovane fermato, originario di San Giovanni in Fiore, espletate le formalità di rito, su disposizione del magistrato di turno presso la Procura di Cosenza, è stato associato in regime degli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza in attesa dell’udienza di convalida.

Continua a leggere

Area Urbana

Contagi in crescita tra Cosenza e Rende “se il picco peggiora non siamo preparati”

A dirlo il sindaco Marcello Manna che chiede alla Regione di istituire un tavolo permanente: “i commissari non avrebbero potuto fare di più”

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

RENDE (CS) – Il comune di Rende ha applicato ieri un ulteriore stretta per prevenire il contagio del Covid-19 ma il sindaco Marcello Manna è preoccupato per la situazione allarmante nella provincia e chiede alla Regione di istituire un tavolo permanente. “Ad oggi i contagi da Covid sono in crescita tra Rende e Cosenza e, parimenti, il sistema sanitario regionale è al collasso. Non avrebbero i commissari potuto fare più di quanto svolto in soli due mesi dalla nomina. La Regione deve istituire subito un tavolo permanente perché se il picco fosse peggiore della attuale situazione noi sindaci non saremmo preparati a fronteggiarlo”, ha dichiarato Manna.

“Siamo in trincea, c’è bisogno di strutture”

“I numeri dei contagi in Calabria sono altissimi – prosegue Manna – e i dati restituiti dall’Asp sono sottostimati. Siamo entrati in zona arancione sulla base di dati raccolti nelle scorse settimane che a pieno titolo sono rientrati tra i 21 indicatori individuati dai tecnici e dal ministero. Un algoritmo ci ha spinto a credere che stia andando tutto bene, ma lo scenario in Calabria e in particolare nella provincia di Cosenza è allarmante. Ambulanze attendono in fila per ore nella speranza di favorire una degna assistenza ai pazienti che giungono in condizioni disperate in Ospedale. Non è garantita alcuna forma di cura domiciliare in grado di scongiurare che il quadro clinico precipiti rapidamente. Si registrano nelle ultime ore ben due decessi di malati che non sono nemmeno riusciti a varcare l’ingresso del Pronto Soccorso. Per questo ieri, noi sindaci, abbiamo ribadito che si debba ragionare in termini di emergenza: siamo in trincea, ci troviamo dinanzi a una situazione mai vissuta prima d’ora. C’è bisogno di strutture che diminuiscano la pressione negli ospedali, c’è bisogno di un piano straordinario di assunzioni del personale sanitario”, ha proseguito il primo cittadino.

“Abbiamo aumentato i controlli ma dobbiamo proteggerci”

“Ammesso e non concesso che sia ancora tollerabile far ricadere ulteriori sacrifici sulle cittadine e sui cittadini, senza prospettare loro una valida e perdurante via d’uscita – sostiene ancora Manna – le uniche misure maggiormente restrittive che i sindaci possono adottare in deroga al vigente Dpcm sono ben poche. A malincuore a Rende, così come in molti altri comuni della provincia, si è scelto di adottare la Dad, ma l’ordinanza che la dispone, qualora si dovesse scegliere di esercitare il legittimo potere di ricorrere, sarà con molta probabilità impugnata dal nostro Tar”.

“Dobbiamo ora più che mai – conclude il sindaco di Rende rivolgendosi ai cittadini – seguire le norme antivirus, evitare gli assembramenti, mantenere comportamenti che ci permettano di evitare possibili contagi: proteggersi significa anche proteggere i nostri cari. Aumenteremo anche la sorveglianza sul nostro territorio: abbiamo già attivato controlli più serrati da parte del nostro corpo municipale in sinergia con le forze dell’ordine”.

Continua a leggere

Area Urbana

Gli infermieri di Cosenza” lottiamo senza sosta, non siamo carne da macello. Ora basta”

Una lettera aperta degli infermieri e delle infermiere dell’Annunziata, al commissario dell’Azienda Isabella Mastrobuono

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

COSENZA – “Da marzo del 2020 stiamo combattendo con tutte le nostre forze contro il covid ma soprattutto contro la cattiva organizzazione della sanità calabrese. Tanti di noi a causa dell’assenza dei dispositivi di sicurezza, in alcuni casi abbiamo dovuto provvedere da soli ad acquistarli, hanno contratto il virus. Lavoriamo senza sosta, costretti a turni massacranti, senza i giusti riposi, per sopperire all’assenza di personale. Nonostante questa situazione cerchiamo di essere sempre professionali assistendo al meglio delle nostre professionalità i pazienti. Inoltre, da 5 mesi non ci vengono pagati gli straordinari e attendiamo ancora le indennità covid previste dal Governo, soldi frutto del nostro lavoro”. È quanto scrivono in una lettera aperta gli infermieri e le infermiere dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, indirizzata al commissario dell’Azienda Isabella Mastrobuono.

“Questo è frutto – prosegue la missiva – della cattiva gestione dei dirigenti dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Non siamo più disposti a subire questa situazione, non siamo carne da macello ma lavoratori e lavoratrici con dei diritti che pretendiamo vengano rispettati. Le manifestazioni d’interesse dell’A.O. per l’assunzione di nuovo personale a tempo determinato e senza tutele reali rappresentano l’ennesimo schiaffo e mortificazione di noi infermieri. Non c’è più tempo da perdere. La nostra è una battaglia non solo per i nostri diritti ma anche  per l’intera comunità cosentina”.

Continua a leggere

Di tendenza