Covid, la cura degli anticorpi monoclonali anche all'Annunziata - QuiCosenza.it
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Covid, la cura degli anticorpi monoclonali anche all’Annunziata

“L’obiettivo – ha dichiarato il direttore sanitario Angelo Barbato – è quello di bloccare la progressione della patologia e ridurre il numero dei ricoveri”

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COSENZA – Al via anche all’ospedale Annunziata di Cosenza l’utilizzo degli anticorpi monoclonali, la nuova opzione terapeutica per la cura del Covid, in pazienti in condizioni cliniche lievi o moderate, ma con fattori di rischio, quali l’obesità, le patologie croniche importanti, i trattamenti emodialitici  che possono peggiorare il quadro clinico. Il Protocollo coinvolge i medici delle USCA, i medici dei distretti territoriali e i medici di famiglia e prevede la somministrazione dei monoclonali anche a pazienti in Pronto Soccorso che possiedono i criteri di eleggibilità. “L’obiettivo prioritario dell’ opzione terapeutica  – ha dichiarato il direttore sanitario Angelo Barbato – è quella di bloccare la progressione della patologia e ridurre il numero dei ricoveri”.

Monoclonali finalmente anche in Calabria

La Calabria – che mancava ancora all’appello – si aggiunge alla lista (in continuo aggiornamento) delle 15 regioni in cui da fine marzo era partita la somministrazione cdi anticorpi monoclonali a pazienti con sintomi lievi o moderati di Covid-19.  Mancano invece al momento notizie relative alle Province Autonome di Bolzano e Trento, e a Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna.

Cosa sono le terapie monoclonali

Anticorpi prodotti in laboratorio, resi famosi da Donald Trump, i monoclonali hanno avuto il via libera dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) in via emergenziale, in attesa dell’autorizzazione vera e propria. Questi farmaci, per i quali sono previsti 400 milioni nel decreto Sostegni, possono venire somministrati endovena in centri specialistici entro i primi dieci giorni dalla comparsa dei sintomi nei pazienti selezionati dalle Usca e dai medici di medicina generale.

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Ospedale di Cosenza, Occhiuto chiama alla mobilitazione i sindaci “subito risposte”

il sindaco di Cosenza chiama a raccolta i primi cittadini della provincia per “chiedere risposte rapide ed efficaci alla grave emergenza in atto”

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COSENZA –  Un grido di dolore quello del Sindaco Mario Occhiuto ma è anche un fortissimo appello alla mobilitazione, che rivolge a tutti i Primi Cittadini dei comuni della provincia di Cosenza. “Stamattina mi sono recato al Pronto Soccorso dell’Ospedale dell’Annunziata – racconta il Sindaco Occhiuto – per constatare che le gravi carenze di personale medico e paramedico, che denuncio da più tempo, non hanno registrato alcun passo in avanti. Piuttosto, i pochi medici e infermieri in forza al reparto si stanno impegnando in turni massacranti e con tutte le loro forze per affrontare questo nuovo picco pandemico del covid-19”.

Più di un’ordinanza porta la firma del Sindaco di Cosenza che, già l’anno scorso, al diffondersi della pandemia, non esitò a chiedere nero su bianco al vertice dell’azienda ospedaliera l’assunzione immediata di personale medico. “Al contrario – afferma oggi Occhiuto – i medici li abbiamo visti andare via, come l’ex primario del Pronto Soccorso Michele Mitaritonno il quale, con grande lucidità, al pari dei suoi predecessori, e come un guerriero senza armi mi aveva rappresentato la situazione di forte sottodimensionamento del Pronto Soccorso, inadeguato a rispondere alle esigenze di un ospedale hub, che accoglie pazienti da tutta la provincia”.

“Rinnovo la mia stima al personale sanitario che non si sta risparmiando in alcun modo nel prestare soccorso ai tanti pazienti covid che giungono all’Annunziata, tante volte già in condizioni critiche – continua il Sindaco di Cosenza – e ritengo inaccettabile l’assenza di decisionismo del vertice dell’azienda ospedaliera, di cui ho parlato anche con il Governatore Spirlì dopo il sopralluogo di stamattina. Un commissario, proprio in quanto tale, avrebbe dovuto assumere decisioni tempestive per incrementare i posti letto covid necessari evitando di sottrarli ad altri reparti, oltre che procedere immediatamente all’assunzione del personale sanitario necessario a fronteggiare l’emergenza. Allo stesso modo mi sarei aspettato una reazione pronta e positiva alla mia sollecitazione, di qualche settimana addietro, di richiedere all’Esercito, nel quale avevo già riscontrato la disponibilità a richiamare i medici necessari, il riallestimento di posti letto nell’ospedale da campo di Vagliolise. La risposta è stata e continua ad essere un inspiegabile immobilismo che sta costando ai nostri territori un prezzo altissimo in termini di privazioni, costringendo i Sindaci a tenere le scuole chiuse, infliggendo altri duri colpi ad un commercio che già fatica a rialzarsi”.

“Invito dunque tutti i Sindaci – conclude Mario Occhiuto – ad indossare la fascia, e insieme ai rappresentanti in Consiglio comunale, a ritrovarci sabato 17 aprile, alle ore 10, davanti al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Cosenza per far sentire la voce delle comunità che rappresentiamo e chiedere risposte rapide ed efficaci alla grave emergenza in atto”.

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Anche a Montalto Uffugo scuole chiuse e stretta sugli spostamenti

Il sindaco Caracciolo ha annunciato un’ordinanza che prevede la chiusura delle scuole in presenza e maggiori controlli sul territorio

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MONTALTO UFFUGO – Ai 4 comuni dichiarati zona rossa con ordinanza regionale, si stanno aggiungendo diversi centri della provincia di Cosenza che, con ordinanze sindacali, stanno chiudendo le scuole e attuando misure più rigide per contenere il contagio. È il caso di Cosenza, Rende, Cetraro e Mendicino. Ad aggiungersi all’elenco anche il comune di Montalto Uffugo. Il sindaco Pietro Caracciolo ha comunicato che in serata emetterà un’ordinanza di “sospensione della didattica in presenza nelle scuole pubbliche e private”.

“Ma consapevole che i contagi nella popolazione studentesca non sono numericamente rilevanti – sottolinea il sindaco -, mentre si registrano numeri più elevati tra la popolazione adulta, la sospensione dell’attività didattica verrà accompagnata da una serie di misure più rigide che, limitando la possibilità di circolazione sul territorio, valgano a ridurre le possibilità di contagio”

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Secondo atto incendiario ai danni di un centro estetico a Rende

A poco meno di due mesi dal primo atto intimidatorio sono state nuovamente appiccate le fiamme all’ingresso del negozio

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RENDE – Un nuovo atto incendiario ha interessato nella notte il centro estetico di Rende. Il primo episodio di danneggiamento risale alla fine di febbraio scorsi quando i locali vennero dati alle fiamme. Questa notte persone non identificate sono tornate dinanzi le saracinesche del locale ed hanno nuovamente appiccato le fiamme. Dopo il primo incendio che aveva danneggiato i locali, l’attività era poi ripresa nelle settimane successive.

Oggi un nuovo stop causato da un atto compiuto con le medesime modalità e di chiara matrice dolosa. Su quanto accaduto indagano i carabinieri della Compagnia di Rende. Il centro è dotato di telecamere di videosorveglianza che sono al vaglio dei militari. Fortunatamente rispetto al precedente episodio di danneggiamento i danni arrecati riguardano solo il soffitto dell’ingresso annerito in quanto è scattato l’allarme antincendio.

 

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