Rende, tampona un'auto ma non si ferma. Raggiunto e indentificato - QuiCosenza.it
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Rende, tampona un’auto ma non si ferma. Raggiunto e indentificato

Un furgone, con a bordo alcune persone, dopo aver tamponato un’auto sulla 107 non si è fermato

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RENDE – Un incidente stradale si è verificato nel pomeriggio di oggi sulla Strada Statale 107 nei pressi dello svincolo per l’Università. In base alle prime ricostruzioni un furgone, con a bordo alcune persone, avrebbe tamponato un’Audi ma poi non si sarebbe fermato, proseguendo la sua corsa. Successivamente il mezzo è stato raggiunto e identificato dagli uomini della polizia municipale di Rende, che stanno adesso effettuando tutti gli accertamenti. Fortunatamente l’incidente non ha provocato feriti gravi. Solo il conducente dell’Audi è rimasto leggermente contuso. Inevitabili i rallentamenti alla circolazione gestita dagli uomini dell’Anas. Il traffico sulla statale per ora resta senso unico alternato, in attesa che siano completati tutti i rilievi.

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Contagi in crescita tra Cosenza e Rende “se il picco peggiora non siamo preparati”

A dirlo il sindaco Marcello Manna che chiede alla Regione di istituire un tavolo permanente: “i commissari non avrebbero potuto fare di più”

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RENDE (CS) – Il comune di Rende ha applicato ieri un ulteriore stretta per prevenire il contagio del Covid-19 ma il sindaco Marcello Manna è preoccupato per la situazione allarmante nella provincia e chiede alla Regione di istituire un tavolo permanente. “Ad oggi i contagi da Covid sono in crescita tra Rende e Cosenza e, parimenti, il sistema sanitario regionale è al collasso. Non avrebbero i commissari potuto fare più di quanto svolto in soli due mesi dalla nomina. La Regione deve istituire subito un tavolo permanente perché se il picco fosse peggiore della attuale situazione noi sindaci non saremmo preparati a fronteggiarlo”, ha dichiarato Manna.

“Siamo in trincea, c’è bisogno di strutture”

“I numeri dei contagi in Calabria sono altissimi – prosegue Manna – e i dati restituiti dall’Asp sono sottostimati. Siamo entrati in zona arancione sulla base di dati raccolti nelle scorse settimane che a pieno titolo sono rientrati tra i 21 indicatori individuati dai tecnici e dal ministero. Un algoritmo ci ha spinto a credere che stia andando tutto bene, ma lo scenario in Calabria e in particolare nella provincia di Cosenza è allarmante. Ambulanze attendono in fila per ore nella speranza di favorire una degna assistenza ai pazienti che giungono in condizioni disperate in Ospedale. Non è garantita alcuna forma di cura domiciliare in grado di scongiurare che il quadro clinico precipiti rapidamente. Si registrano nelle ultime ore ben due decessi di malati che non sono nemmeno riusciti a varcare l’ingresso del Pronto Soccorso. Per questo ieri, noi sindaci, abbiamo ribadito che si debba ragionare in termini di emergenza: siamo in trincea, ci troviamo dinanzi a una situazione mai vissuta prima d’ora. C’è bisogno di strutture che diminuiscano la pressione negli ospedali, c’è bisogno di un piano straordinario di assunzioni del personale sanitario”, ha proseguito il primo cittadino.

“Abbiamo aumentato i controlli ma dobbiamo proteggerci”

“Ammesso e non concesso che sia ancora tollerabile far ricadere ulteriori sacrifici sulle cittadine e sui cittadini, senza prospettare loro una valida e perdurante via d’uscita – sostiene ancora Manna – le uniche misure maggiormente restrittive che i sindaci possono adottare in deroga al vigente Dpcm sono ben poche. A malincuore a Rende, così come in molti altri comuni della provincia, si è scelto di adottare la Dad, ma l’ordinanza che la dispone, qualora si dovesse scegliere di esercitare il legittimo potere di ricorrere, sarà con molta probabilità impugnata dal nostro Tar”.

“Dobbiamo ora più che mai – conclude il sindaco di Rende rivolgendosi ai cittadini – seguire le norme antivirus, evitare gli assembramenti, mantenere comportamenti che ci permettano di evitare possibili contagi: proteggersi significa anche proteggere i nostri cari. Aumenteremo anche la sorveglianza sul nostro territorio: abbiamo già attivato controlli più serrati da parte del nostro corpo municipale in sinergia con le forze dell’ordine”.

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Gli infermieri di Cosenza” lottiamo senza sosta, non siamo carne da macello. Ora basta”

Una lettera aperta degli infermieri e delle infermiere dell’Annunziata, al commissario dell’Azienda Isabella Mastrobuono

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COSENZA – “Da marzo del 2020 stiamo combattendo con tutte le nostre forze contro il covid ma soprattutto contro la cattiva organizzazione della sanità calabrese. Tanti di noi a causa dell’assenza dei dispositivi di sicurezza, in alcuni casi abbiamo dovuto provvedere da soli ad acquistarli, hanno contratto il virus. Lavoriamo senza sosta, costretti a turni massacranti, senza i giusti riposi, per sopperire all’assenza di personale. Nonostante questa situazione cerchiamo di essere sempre professionali assistendo al meglio delle nostre professionalità i pazienti. Inoltre, da 5 mesi non ci vengono pagati gli straordinari e attendiamo ancora le indennità covid previste dal Governo, soldi frutto del nostro lavoro”. È quanto scrivono in una lettera aperta gli infermieri e le infermiere dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, indirizzata al commissario dell’Azienda Isabella Mastrobuono.

“Questo è frutto – prosegue la missiva – della cattiva gestione dei dirigenti dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Non siamo più disposti a subire questa situazione, non siamo carne da macello ma lavoratori e lavoratrici con dei diritti che pretendiamo vengano rispettati. Le manifestazioni d’interesse dell’A.O. per l’assunzione di nuovo personale a tempo determinato e senza tutele reali rappresentano l’ennesimo schiaffo e mortificazione di noi infermieri. Non c’è più tempo da perdere. La nostra è una battaglia non solo per i nostri diritti ma anche  per l’intera comunità cosentina”.

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Ospedale di Cosenza, Occhiuto chiama alla mobilitazione i sindaci “subito risposte”

il sindaco di Cosenza chiama a raccolta i primi cittadini della provincia per “chiedere risposte rapide ed efficaci alla grave emergenza in atto”

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COSENZA –  Un grido di dolore quello del Sindaco Mario Occhiuto ma è anche un fortissimo appello alla mobilitazione, che rivolge a tutti i Primi Cittadini dei comuni della provincia di Cosenza. “Stamattina mi sono recato al Pronto Soccorso dell’Ospedale dell’Annunziata – racconta il Sindaco Occhiuto – per constatare che le gravi carenze di personale medico e paramedico, che denuncio da più tempo, non hanno registrato alcun passo in avanti. Piuttosto, i pochi medici e infermieri in forza al reparto si stanno impegnando in turni massacranti e con tutte le loro forze per affrontare questo nuovo picco pandemico del covid-19”.

Più di un’ordinanza porta la firma del Sindaco di Cosenza che, già l’anno scorso, al diffondersi della pandemia, non esitò a chiedere nero su bianco al vertice dell’azienda ospedaliera l’assunzione immediata di personale medico. “Al contrario – afferma oggi Occhiuto – i medici li abbiamo visti andare via, come l’ex primario del Pronto Soccorso Michele Mitaritonno il quale, con grande lucidità, al pari dei suoi predecessori, e come un guerriero senza armi mi aveva rappresentato la situazione di forte sottodimensionamento del Pronto Soccorso, inadeguato a rispondere alle esigenze di un ospedale hub, che accoglie pazienti da tutta la provincia”.

“Rinnovo la mia stima al personale sanitario che non si sta risparmiando in alcun modo nel prestare soccorso ai tanti pazienti covid che giungono all’Annunziata, tante volte già in condizioni critiche – continua il Sindaco di Cosenza – e ritengo inaccettabile l’assenza di decisionismo del vertice dell’azienda ospedaliera, di cui ho parlato anche con il Governatore Spirlì dopo il sopralluogo di stamattina. Un commissario, proprio in quanto tale, avrebbe dovuto assumere decisioni tempestive per incrementare i posti letto covid necessari evitando di sottrarli ad altri reparti, oltre che procedere immediatamente all’assunzione del personale sanitario necessario a fronteggiare l’emergenza. Allo stesso modo mi sarei aspettato una reazione pronta e positiva alla mia sollecitazione, di qualche settimana addietro, di richiedere all’Esercito, nel quale avevo già riscontrato la disponibilità a richiamare i medici necessari, il riallestimento di posti letto nell’ospedale da campo di Vagliolise. La risposta è stata e continua ad essere un inspiegabile immobilismo che sta costando ai nostri territori un prezzo altissimo in termini di privazioni, costringendo i Sindaci a tenere le scuole chiuse, infliggendo altri duri colpi ad un commercio che già fatica a rialzarsi”.

“Invito dunque tutti i Sindaci – conclude Mario Occhiuto – ad indossare la fascia, e insieme ai rappresentanti in Consiglio comunale, a ritrovarci sabato 17 aprile, alle ore 10, davanti al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Cosenza per far sentire la voce delle comunità che rappresentiamo e chiedere risposte rapide ed efficaci alla grave emergenza in atto”.

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