Cosenza, il grido d'aiuto di un commerciante: "non vogliamo sussidi, chiediamo solo di lavorare" - QuiCosenza.it
Ritrovaci sui social

Area Urbana

Cosenza, il grido d’aiuto di un commerciante: “non vogliamo sussidi, chiediamo solo di lavorare”

L’appello di un titolare di un negozio su via Caloprese: “chiediamo solo che il Governo non ci renda la vita impossibile”

Avatar

Pubblicato

il

COSENZA – “Da più di un anno, la nostra attività lavorativa è appesa al filo di decisioni isteriche e contraddittorie di chi, oltre a garantire la salute e la vita dei cittadini, dovrebbe occuparsi della sopravvivenza dell’economia reale”. Così scrive Giovanni Russo, titolare di un negozio su via Caloprese a Cosenza, che si accoda alla polemica dei tanti commercianti che in questi giorni stanno protestando contro le chiusure delle attività, imposte da Governo e Regione, a causa della pandemia in atto.

“È questo il messaggio che abbiamo voluto lasciare nella nostra vetrina a clienti e amici che troveranno la porta chiusa non per nostra volontà – prosegue Russo – L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro e noi commercianti non chiediamo altro che lavorare. Non vogliamo sussidi e ristori (che si rivelerebbero comunque insufficienti) ma protocolli rigidi e controlli serrati per permetterci di continuare la quotidiana attività lavorativa salvaguardando la nostra salute e quella dei nostri clienti”.

“D’altronde, in zona rossa, restano aperti i negozi di abbigliamento per bambini (dove questi ultimi potrebbero recarsi in presenza di almeno un genitore) ma non quelli da adulti (dove risulterebbe necessaria la presenza di una sola persona) – incalza il commerciante cosentin. – Facciamo questo esempio solo perché vorremmo capire quale logica di contenimento epidemiologico stia dietro due tipi di attività identiche per operazioni e procedure quotidiane2.

Russo raccoglie il grido di aiuto di tutti “noi commercianti vogliamo fare la nostra parte nella lotta al virus, garantendo nelle attività massima sicurezza pur mantenendo accese le luci delle vetrine sui marciapiedi delle nostre città. Molti l’hanno dovute spegnere, per sempre. A loro va il nostro pensiero ed anche per loro lotteremo fino alla fine per mandare avanti il sogno di continuare a gestire con amore e passione le nostre attività. Ma il Governo – conclude Russo – non ci renda la vita impossibile con regole assurde e discriminanti per la nostra categoria”.

Area Urbana

Trovato con marijuana e hashish all’autostazione di Cosenza. Arrestato 23enne

Il giovane, un 23nne di San Giovanni in Fiore, è stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

COSENZA – Durante un servizio di controllo del territorio, finalizzato alla prevenzione ed al contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, i carabinieri di Cosenza hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 23enne accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Transitando per l’Autostazione della città, in Viale delle Medaglie d’Oro, i militari della sezione radiomobile hanno notato la presenza di un giovane nei pressi della banchina in attesa dell’autobus. Il ragazzo, alla vista dei militari, ha cercato di allontanarsi velocemente rifugiandosi in un bar.

Notando l’atteggiamento sospetto, i carabinieri hanno deciso di fermarlo e procedere ad un controllo. Durante la perquisizione personale, al 23enne è stato trovato un involucro in cellophane con 20 grammi di marijuana ed un panetto di hashish da 100 grammi. Il giovane fermato, originario di San Giovanni in Fiore, espletate le formalità di rito, su disposizione del magistrato di turno presso la Procura di Cosenza, è stato associato in regime degli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza in attesa dell’udienza di convalida.

Continua a leggere

Area Urbana

Contagi in crescita tra Cosenza e Rende “se il picco peggiora non siamo preparati”

A dirlo il sindaco Marcello Manna che chiede alla Regione di istituire un tavolo permanente: “i commissari non avrebbero potuto fare di più”

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

RENDE (CS) – Il comune di Rende ha applicato ieri un ulteriore stretta per prevenire il contagio del Covid-19 ma il sindaco Marcello Manna è preoccupato per la situazione allarmante nella provincia e chiede alla Regione di istituire un tavolo permanente. “Ad oggi i contagi da Covid sono in crescita tra Rende e Cosenza e, parimenti, il sistema sanitario regionale è al collasso. Non avrebbero i commissari potuto fare più di quanto svolto in soli due mesi dalla nomina. La Regione deve istituire subito un tavolo permanente perché se il picco fosse peggiore della attuale situazione noi sindaci non saremmo preparati a fronteggiarlo”, ha dichiarato Manna.

“Siamo in trincea, c’è bisogno di strutture”

“I numeri dei contagi in Calabria sono altissimi – prosegue Manna – e i dati restituiti dall’Asp sono sottostimati. Siamo entrati in zona arancione sulla base di dati raccolti nelle scorse settimane che a pieno titolo sono rientrati tra i 21 indicatori individuati dai tecnici e dal ministero. Un algoritmo ci ha spinto a credere che stia andando tutto bene, ma lo scenario in Calabria e in particolare nella provincia di Cosenza è allarmante. Ambulanze attendono in fila per ore nella speranza di favorire una degna assistenza ai pazienti che giungono in condizioni disperate in Ospedale. Non è garantita alcuna forma di cura domiciliare in grado di scongiurare che il quadro clinico precipiti rapidamente. Si registrano nelle ultime ore ben due decessi di malati che non sono nemmeno riusciti a varcare l’ingresso del Pronto Soccorso. Per questo ieri, noi sindaci, abbiamo ribadito che si debba ragionare in termini di emergenza: siamo in trincea, ci troviamo dinanzi a una situazione mai vissuta prima d’ora. C’è bisogno di strutture che diminuiscano la pressione negli ospedali, c’è bisogno di un piano straordinario di assunzioni del personale sanitario”, ha proseguito il primo cittadino.

“Abbiamo aumentato i controlli ma dobbiamo proteggerci”

“Ammesso e non concesso che sia ancora tollerabile far ricadere ulteriori sacrifici sulle cittadine e sui cittadini, senza prospettare loro una valida e perdurante via d’uscita – sostiene ancora Manna – le uniche misure maggiormente restrittive che i sindaci possono adottare in deroga al vigente Dpcm sono ben poche. A malincuore a Rende, così come in molti altri comuni della provincia, si è scelto di adottare la Dad, ma l’ordinanza che la dispone, qualora si dovesse scegliere di esercitare il legittimo potere di ricorrere, sarà con molta probabilità impugnata dal nostro Tar”.

“Dobbiamo ora più che mai – conclude il sindaco di Rende rivolgendosi ai cittadini – seguire le norme antivirus, evitare gli assembramenti, mantenere comportamenti che ci permettano di evitare possibili contagi: proteggersi significa anche proteggere i nostri cari. Aumenteremo anche la sorveglianza sul nostro territorio: abbiamo già attivato controlli più serrati da parte del nostro corpo municipale in sinergia con le forze dell’ordine”.

Continua a leggere

Area Urbana

Gli infermieri di Cosenza” lottiamo senza sosta, non siamo carne da macello. Ora basta”

Una lettera aperta degli infermieri e delle infermiere dell’Annunziata, al commissario dell’Azienda Isabella Mastrobuono

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

COSENZA – “Da marzo del 2020 stiamo combattendo con tutte le nostre forze contro il covid ma soprattutto contro la cattiva organizzazione della sanità calabrese. Tanti di noi a causa dell’assenza dei dispositivi di sicurezza, in alcuni casi abbiamo dovuto provvedere da soli ad acquistarli, hanno contratto il virus. Lavoriamo senza sosta, costretti a turni massacranti, senza i giusti riposi, per sopperire all’assenza di personale. Nonostante questa situazione cerchiamo di essere sempre professionali assistendo al meglio delle nostre professionalità i pazienti. Inoltre, da 5 mesi non ci vengono pagati gli straordinari e attendiamo ancora le indennità covid previste dal Governo, soldi frutto del nostro lavoro”. È quanto scrivono in una lettera aperta gli infermieri e le infermiere dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, indirizzata al commissario dell’Azienda Isabella Mastrobuono.

“Questo è frutto – prosegue la missiva – della cattiva gestione dei dirigenti dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Non siamo più disposti a subire questa situazione, non siamo carne da macello ma lavoratori e lavoratrici con dei diritti che pretendiamo vengano rispettati. Le manifestazioni d’interesse dell’A.O. per l’assunzione di nuovo personale a tempo determinato e senza tutele reali rappresentano l’ennesimo schiaffo e mortificazione di noi infermieri. Non c’è più tempo da perdere. La nostra è una battaglia non solo per i nostri diritti ma anche  per l’intera comunità cosentina”.

Continua a leggere

Di tendenza