ASCOLTA RLB LIVE
Search

Metro leggera: Cosenza-Unical in 40 minuti per un appalto da 160 milioni

COSENZA – Nessuno la chiede, tanti la reputano inutile, alcuni sostengono sia finanche dannosa. La metro leggera torna in auge con la campagna elettorale.

La gara d’appalto per la realizzazione del mega-progetto che mira a collegare Cosenza all’UniversitĂ  della Calabria, con una linea ferrata che squarcia il viale Parco, per fortuna, o purtroppo, è andata deserta. Il progetto da 160 milioni di euro, per ora, resta al palo. Ideata per un bacino di utenti sovrastimato, 40mila viaggiatori al giorno (gli studenti dell’Unical sono a malapena 34mila) a fronte degli odierni pendolari che non superano le 6mila unitĂ , la metropolitana leggera potrebbe rivelarsi un vero e proprio fallimento. Sulle spalle dei cittadini, ovviamente. A testimoniarlo sono le esperienze analoghe di Salerno, Messina, Cagliari che hanno visto un aumento vertiginoso della tassazione per far fronte alle spese ed il fallimento delle societĂ  che gestivano la metropolitana urbana. Mario Bozzo del comitato No Metro non ha dubbi. Questa metropolitana non s’ha da fare. “Cosenza è giĂ  collegabile all’Unical – afferma Bozzo – basterebbe solo usare le infrastrutture esistenti. La metro progettata allunga solo i tempi di percorrenza (stimati 40 minuti ndr) e riempie l’area urbana di tram inquinanti, pericolosi e tecnologicamente obsoleti. Con una spesa modesta si potrebbero unire viale Mancini a viale Principe, divisi da 400 metri di distanza, così da arrivare in contrada Rocchi a Settimo dove si è giĂ  nel cuore dell’Unical”.

 

I tecnici delle Ferrovie dello Stato contrari al progetto, con le proprie competenze, hanno stilato un vero e proprio progetto alternativo attraverso il quale la metro verrebbe realizzata utilizzando la linea ferroviaria giĂ  esistente. “Ci serve solo un prolungamento da Castiglione a Vaglio Lise, – afferma Roberto Galati dell’associazione Ferrovie in Calabria – non va costruito si tratta solo di porre dei deviatoi ai binari e di rifare la segnaletica. Da Castiglione poi si può arrivare agevolmente all’Unical ripristinando la vecchia linea ferroviaria oggi dismessa che terminerebbe in corrispondenza dell’ex casello 26 della ferrovia Paola – Cosenza, in via Alberto Savinio, vicino al polifunzionale“. Una soluzione che anche il comitato No Metro approva pienamente. “Sarebbe un punto di partenza per rilanciare l’uso delle ferrovie, l’economia del territorio, il turismo – dichiara Bozzo – la base per far diventare Vaglio Lise il centro nevralgico dell’area urbana che consente di ritornare a servire con efficacia il Savuto, la sibaritide, il paolano, la Presila, la Sila. La vecchia Calabro Lucana non dobbiamo dimenticare che rappresenta un capolavoro ingegneristico di pregio con un inestimabile valore storico-paesaggistico perchè non rivitalizzarlo? Perchè spendere milioni di euro per distruggere il viale Parco e ingolfare il traffico?”. Domande a cui la politica dovrĂ  rispondere visto che sulla metropolitana leggera, funzionale alle campagne elettorali, si gioca un ampio bacino di voti. Quelli della Cosenza che studia, che lavora, che pendola senza auto blu.