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L’aumento dell’Iva al 22%? Colpa delle spese militari per caccia bombardieri ed armi

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ROMA – Servono sacrifici. I precari, i disoccupati, i padri di famiglia dovranno versare lacrime e sangue per salvare l’Italia. 

Ma da cosa? La stessa cifra che sarebbe stata necessaria per fermare l’aumento dell’Iva, ovvero un miliardo di euro, è stata stanziata dal governo Letta per aumentare le spese militari. L’esecutivo, con un colpo di mano, ha deciso di “blindare” con due decreti legislativi costi extra in nuovi sistemi bellici per un totale di ben 975 milioni di euro: elicotteri, aerei, apparati elettronici per l’Esercito prodotti da aziende della holding Finmeccanica: Agusta, Selex, Alenia Aermacchi. Lo riferisce in un articolo Gianluca De Feo sul settimanale L’Espresso. Secondo il governo c’è “un prioritario interesse pubblico” in questi investimenti fatti rientrare negli aumenti di spesa “inderogabili”. Ma non ci sono solo queste nuove spese militari. Secondo le indiscrezioni raccolte da L’Espresso, il governo è pronto a firmare anche i contratti per altre due fregate Fremm, con un costo di circa un miliardo: la Marina ne ha già ordinate sei. Inoltre il ministro della Difesa Mario Mauro sta sponsorizzando un nuovo aereo da addestramento dell’Aermacchi, l’M-345. Se su queste due iniziative mancano conferme, è invece confermato che i due decreti legislativi sono stati già inoltrati alla presidenza della Camera e gli atti messi a disposizione dei parlamentari dal 23 settembre scorso. Con un perfetto “gioco di squadra bipartizan” a firmare i decreti sono stati tre ministri: quello dello Sviluppo economico Zanonato (Pd); quello dell’Economia, Saccomanni (tecnico) e quello della Difesa Mauro (Pdl).
 

 

La richiesta di incremento delle spese militari nasce dal pressing degli alti gradi delle forze armate, che il 4 giugno hanno messo nero su bianco “l’urgenza e la priorità” di alcuni finanziamenti. Trattasi, ad esempio, degli elicotteri Agusta AW-101 per il Combat Sar dell’Aeronautica: 15 velivoli d’ultima generazione per le missioni di soccorso armato. I due decreti prevedono di spendere 408 milioni di euro solo per la terza trance del contratto degli elicotteri AW-101, in tante rate fino al 2027. Nelle ulteriori spese militari ci sono poi i nuovi aerei addestratori avanzati Alenia Aermacchi M-346. L’Italia ne vuole comprare quindici. Poi ci sono 307 milioni che finiranno alla Selex per la digitalizzazione dell’Esercito. Si tratta di creare il “soldato futuro”: dotare i fanti di gadget tecnologici come mirini, visori, sistemi di interconnessione satellitare. Ed è solo una piccola parte delle voci di bilancio della Difesa. Il governo Letta giustifica questi incrementi di spesa affermando che uniscono le necessità “di ammodernamento degli strumenti per la sicurezza nazionale” con le “esigenze di sviluppo della base tecnologica nazionale in settori produttivi strategici”, il riferimento ovviamente è a Finmeccanica. Sarà interessante vedere come si comporteranno i parlamentari chiamati a esprimere il loro parere sui due decreti. Ma, come è noto, sulle spesa pubblica con caratteristiche militari c’è sempre la totale intesa bipartizan. Con o senza Berlusconi. Anzi senza le mattate di Berlusconi diventerà ancora di più una regola ferrea da seguire.

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Cosenza e Paganese ci provano fino alla fine, ma a Pagani finisce senza reti. Rossoblu spreconi nel primo tempo

Marco Garofalo

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Il caso Legnochimica arriva in Senato, si chiede ai ministri il perché del blocco della bonifica

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