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Cissoko

Il documentario della regista calabrese Cristina Mantis vince il premio ”Rai Cinema” (VIDEO)

”Redemption song” è il titolo del documentario, così come la canzone di Bob Marley che inneggia alla resistenza e alla capacità di adattarsi e lottare per l’emancipazione.

 

COSENZA – Cristina Mantis ha vinto così il premio “Rai Cinema” nell’ambito del festival internazionale Visioni dal Mondo 2015 che si è svolto a Milano. Il documentario della regista calabrese – coprodotto dalla Lago Film di Cosenza – racconta il sogno di redenzione che Cissoko, il protagonista africano, invoca per la sua gente e la sua terra. Cissoko è un profugo di guerra che arriva in Italia provando in prima persona l’estrema precarietà di coloro che fuggono verso l’Europa con il miraggio di una vita migliore. La voglia di contribuire al risveglio della sua gente lo spinge a filmare con una piccola telecamera i risvolti poco allettanti di un mondo occidentale in crisi dove spesso le condizioni dei suoi fratelli sono drammaticamente vicine alla schiavitù. Il suo ritorno in Africa, in Guinea, per proiettare le immagini nelle scuole e nei villaggi, sarà un costante invito alla cessazione dei conflitti interni e all’affrancamento di se stessi e della propria terra.

 

Virtualmente accompagnato nel suo viaggio da artisti che rafforzano il sound emotivo e dal ricordo di Thomas Sankara, dal Senegal, di Ilee de Gorée, l’isola della tratta, Cissoko parte per il Brasile, per i quilombi, a rendere omaggio ai discendenti degli schiavi che continuano a lottare per i propri diritti e a mantenere vive le loro origini africane, grazie alla loro unione. «Al di là di questo riconoscimento, spero che il film trasmetta l’urgenza di una riflessione collettiva su come arginare la perdita umana dell’Africa – ha commentato la regista Cristina Mantis. Spero che il suo canto di redenzione venga ascoltato».«C’è bisogno di una presa di coscienza – ha detto il protagonista, Cissoko Aboubacar – da ambo le parti: perché l’Europa ha un problema se l’Africa si svuota inseguendo il falso mito dell’Occidente ricco. La terra d’Africa, meravigliosa, contiene in sé tutte le risorse che noi africani, uniti, possiamo far fruttare, ma è necessario prima liberare le nostre menti, giungendo ad una nuova presa di coscienza.

 

E se i paesi europei vogliono davvero aiutarci – dice – smettano di inviarci armi e ci diano trattori, e la possibilità di raggiungere l’autosufficienza alimentare. Africa ed Europa devono unirsi per salvare i ragazzi africani che muoiono notte e giorno». Il documentario di 64 minuti è stato coprodotto dalla giovane casa di produzione cinematografica, la Lago Film, che lo ha realizzato insieme alla Solaria Film, ed è distribuito dalla Movimento Film. Il premio dimostra che il cinema ha bisogno più di buone idee, di buone storie e produttori motivati che di grandi strutture produttive e budget milionari. «Questo riconoscimento – ha dichiarato Alessandro Gordano della Lago – ci ripaga di tre anni di sforzi, fatti nella ristrettezza delle risorse economiche disponibili e ci dà ragione a voler raccontare un tema, quello delle migrazioni, che è ancora tutto da raccontare».