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Rimborsopoli: Adamo rientra a Cosenza, resta l’accusa di associazione per delinquere

Assolti per intervenuta prescrizione l’ex presidente del Cosenza Calcio e l’imprenditore arrestato nel caso Sogefil.

 

COSENZA – Cadono le accuse per i dodici imputati nel processo con al centro i parchi eolici che sarebbero dovuti sorgere in provincia di Cosenza. Il processo si conclude per intervenuta prescrizione. I reati che vanno dalla corruzione alla truffa ai danni dello Stato sono stati ritenuti ieri estinti dal Tribunale di Catanzaro a causa del troppo tempo trascorso per giudicare gli indagati. Alla sbarra ed ora prosciolti il funzionario della Regione Salvatore Antonio Caruso di Cassano allo Jonio, un membro del nucleo Valutazione Impatto Ambientale Egidio Michele Pastore di Rende, l’imprenditore già arrestato nel caso Sogefil Mario Lo Po, l’ex presidente del Cosenza Calcio Mauro Nucaro, Mario Cosentini, Michele Cosentini, Ernesto Cosenza, Salvatore Curcio, Vittorio Imeneo, Raffaele Suppa, Domenico Vasta e Massimo Zicarelli. Lo Po è stato condannato insieme alla sorella Maria Grazia a due anni e sei mesi di reclusione in un’altra operazione per aver trafugato 15 milioni di euro e promesso posti di lavoro in cambio della gestione dei servizi di riscossione tributi di 80 municipi (nel cosentino Morano, Casole Bruzio, Cariati, Amantea, Zumpano, San Lucido, Falconara Albanese, Grimaldi, Lago, Pietrapaola, Belvedere, Paola, Malito, Carolei, Castrolibero, Marano Marchesato e Marano Principato). L’imprenditore fu coinvolto nella maxi-inchiesta sulla realizzazione di parchi eolici che in un altro troncone d’indagine ancora pendente vede indagato Nicola Adamo.

 

Secondo la Procura di Catanzaro fu grazie all’ex vice presidente della Regione Nicola Adamo che Lo Po entrò anche nel business dell’eolico insieme a Giancarlo D’Agni. In più per gli inquirenti i due furono “i percettori delle somme di denaro in nome e per conto dello stesso Adamo”. Si tratta delle presunte ‘mazzette’ che sarebbero state versate al politico cosentino del PD per far ottenere le autorizzazioni necessarie all’istallazione di pale eoliche ad Isola Capo Rizzuto. Due milioni e 400mila euro in tutto, di cui 800mila euro pare furono recapitati al politico cosentino. La posizione della moglie, l’onorevole Enza Bruno Bossio membro della commissione parlamentare antimafia, nell’inchiesta sul parco eolico Pitagora è stata archiviata. Intanto i fascicoli del processo che è stato trasferito sinora di Procura in Procura con i suoi centoventisei faldoni è approdato a Catanzaro dove in Febbraio si terrà la prossima udienza. Tre società e otto persone saranno giudicate al termine del dibattimento scaturito dall’operazione Eolo che vedono ancora il dito puntato contro Adamo, il suo braccio destro Giancarlo D`Agni di Cosenza, amministratore della Piloma srl, della Saigese spa e della Lo.Da, il dirigente di settore della Regione Calabria Carmelo Misiti di Cinquefrondi, l`imprenditore Mario Lo Po  di Reggio Calabria in veste di socio delle società Piloma, Saigese e Lo.Da., l`imprenditore Mauro Nucaro di Terravecchia, Roberto Baldetti di Roma amministratore della Tisol e uno dei due dirigenti indagati della Erg Cesa Eolica Giampiero Rossetti di Roma.

 

Nicola Adamo nel dibattimento che riprenderà il prossimo 16 Febbraio oltre al reato di truffa ai danni dello Stato dovrà difendersi anche dall’accusa di associazione per delinquere. Intanto la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio il divieto di dimora in Calabria disposto dal giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria nei confronti dell’ex consigliere regionale Nicola Adamo, nell’ambito dell’inchiesta sulle spese dei gruppi consiliari della Regione. Lo si è appreso da una nota dei difensori di Adamo, gli avvocati Fabio Viglione ed Ugo Celestino, che hanno espresso “viva soddisfazione per il provvedimento della Corte di Cassazione”. “La fiducia che, assieme al nostro assistito, abbiamo da sempre riposto nella magistratura – affermano, in una nota, gli avvocati – ha trovato ancora una volta sicuro riscontro: la Suprema Corte, accogliendo pienamente il nostro ricorso, ha restituito all’onorevole Adamo il pieno diritto di far rientro in Calabria da libero cittadino. Siamo convinti che il processo fugherà ogni dubbio sulla correttezza dell’operato istituzionale del nostro assistito”. Il provvedimento che impediva al politico di entrare in territorio calabrese era stato emanato dal gip e confermato dal Tribunale del Riesame per scongiurare l’eventuale inquinamento delle prove e l’ipotetica reiterazione dei reati legati all’utilizzo dei rimborsi per i gruppi consiliari a scopo personale.