I 10 modi peggiori per morire: ecco la classifica!

Lunedì, 19 Agosto 2013 11:24
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Come preferireste morire? Mangiati da un giaguaro o in un incidente aereo? Oppure, morire congelati? Queste e tantissime altri morti terribili in questa assurda classifica!

Da leggere assolutamente! Buona visione! AL DECIMO POSTO: Morire di fame, anche se non vi sembrerà, è uno dei modi più assurdi e brutali per morire: per molti di noi, i pasti sono la parte migliore della giornata. Di conseguenza, senza mangiare, sarebbe un modo terribile di vivere la vita. Peggio ancora è giungere alla morte a causa della mancanza di cibo. Il nostro corpo può sorprendentemente resistere per ben 60 giorni senza cibo (anche se in tali giorni si dovrà comunque assumere dei liquidi). Dopo una sola settimana, il nostro fegato inizierà a produrre delle tossine che, in grandi quantità, sono assolutamente dannose. Dopo un mese, avremo perso il 18% del nostro peso iniziale, e dopodiché il nostro corpo consumerà i nostri muscoli e gli organi per assorbire energia! AL NONO POSTO: Andare alla deriva può sembrare uno dei modi più banali, per morire, eppure non è così: se nessuna nave mai ci troverà, ci saranno diversi modi, per giungere alla morte: se ci si trova nell’Oceano, c’è il rischio che uno squalo ci trovi e ci mangi lentamente, oppure c’è il rischio di morire di fame o per ipotermia. Le possibilità sono infinite, ed assolutamente terribili. ALL'OTTAVO POSTO: Chi di voi vuole fare un bel bagnetto nella lava? Beh, se pensate che questo sia uno dei modi più rapidi ed efficaci per morire, vi sbagliate di grosso! Prima, c’è una lunga sofferenza, e solo alla fine, se vi va bene, prenderete fuoco e brucerete fino alla morte. AL SETTIMO POSTO: I più sfortunati, senz’altro, sono stati i figli dei capi villaggio: oggi, se si nasce figli del Presidente del Consiglio o della Repubblica, si è senza dubbio molto fortunati, mentre invece, un tempo, i figli dei capi villaggio venivano sacrificati agli dei! Le tradizioni degli inca, ad esempio, prevedevano che la vittima fosse imbevuta di alcol e coca, per rendergli il dolore meno atroce, e il rito si doveva tenere in altura, su una vetta delle Ande. Le modalità di morte erano spesso diverse: o si lasciavano le vittime lassù, attendendo che morissero, o venivano brutalmente uccise. AL SESTO POSTO: Una delle meno probabili, senza dubbio, è la morte dovuta ad un incidente aereo: eppure, se dovesse accadere, sappiate che farete un volo di quasi 10.000 metri! Se si va in caduta libera, l’ipossia potrebbe causare che siate incoscienti per la prima parte della caduta, a causa della mancanza di ossigeno. Ma poi, quando si riprende contatto con la realtà, scoprirete che dovrete attendere altri due o tre minuti di caduta libera per arrivare alla morte! AL QUINTO POSTO: Chi di voi vorrebbe morire così, ucciso e mangiato da un’animale? Ce ne sono tanti, in grado di farci fare una fine del genere: tigri, leoni, giaguari… Ma quest’ultimi, in particolare, sono attratti dal nostro cervello, e così iniziano ad ucciderci addentandoci la testa! Le iene, invece, arrivano dopo che la vittima è già stata uccisa, ed intervengono per gustarsi un po’ di questo cibo squisito. AL QUARTO POSTO: Fino al 19° secolo una delle punizioni utilizzate per i condannati a morte era questa: essere schiacciati, la maggior parte delle volte da un elefante. La vittima veniva legata alla zampa dell’elefante con la vita, e dopodiché l’elefante veniva fatto correre per la città: potete immaginare la scena, veramente orribile. Alla fine, la vittima veniva fatta inginocchiare e gli si faceva appoggiare la testa su una pietra. L’elefante era adibito a schiacciare la testa con la propria zampa. AL TERZO POSTO: Morire di congelamento, o per ipotermia, è un’altra delle morti lente e dolorose. Il corpo, infatti, si congela in fasi graduali. Quando si inizia ad avere i brividi, è perché i muscoli iniziano a rendersi conto che si ha bisogno di calore. Ma quando non si riesce a generare calore, i muscoli diventano rigidi e si atrofizzano, dunque non si ha più il controllo del proprio corpo. Non si riesce nemmeno più ad essere lucidi mentalmente. Quando si smette si avere i brividi, viene la fase peggiore: gli organi diventano così rallentati che sembrerà di essere morti prima di esserlo veramente. L’unico sollievo è che a un certo punto si perde coscienza. AL SECONDO POSTO: Cosa c’è di peggio della tortura? Probabilmente, nulla: eppure, ancora oggi diversi Stati torturano i malviventi per punirli dei loro reati. Tornando indietro nel tempo, però, possiamo menzionare diverse torture tra le peggiori mai sentite: per esempio, quelle dei persiani. Si lasciava la vittima all’interno di una stanza piena di cenere, per diversi giorni. Dopo che l’aria veniva totalmente consumata, i polmoni di tale individuo iniziavano a riempirsi di cenere, arrivando al soffocamento. Pazzesco! Oppure, mai sentito parlare della “vasca”? La vittima veniva fatta sdraiare in una vasca coperta con il legno, e solo la testa veniva lasciata fuori. Il volto veniva riempito di miele e latte, per attirare le mosche, che vi si sarebbero potute nutrire regolarmente. Nel momento in cui le larve si schiudono, i vermi delle mosche avrebbero divorato il corpo della vittima! Un uomo è rimasto in una di queste vasche per ben 17 giorni, prima di morire! Ed eccoci arrivati al PRIMO POSTO: vi sareste aspettati una morte del genere? Credete che stiamo scherzando? Assolutamente no: lo sapevate che è veramente possibile morire di vergogna o di imbarazzo? È molto più semplice di quanto si pensi: in quei momenti, lo stress e l’ansia aumentano a livelli vertiginosi, e una forte scarica di adrenalina entra in circolo nel nostro sangue: è così istantanea che c’è il rischio che ci uccida! Il nostro cuore, per questo, può essere compromesso sia a causa di uno spavento o per una situazione del genere. Questa è una morte che va assolutamente evitata, non credete? 

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