Le armi chimiche della Siria arrivano al porto di Gioia Tauro

Giovedì, 16 Gennaio 2014 17:27
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ROMA - La conferma è arrivata dalla Farnesina. La nave siriana con armi chimiche arriverà al porto di Gioia Tauro (Rc).

A comunicarlo è stato il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, nel corso di un'audizione parlamentare. Il porto sarebbe stato scelto sulla base delle indicazioni dell'Organizzazione per la proibizione di armi chimiche e, ha aggiunto il ministro Lupi "per allontanarsi il meno possibile dal Mediterraneo centrale". Lupi ha sottolineato che il materiale in transito "non è più pericoloso" di quelli con cui si ha giornalmente a che fare nelle operazioni di transito, che "non vi sarà alcuno stoccaggio a terra" e tutto avverrà "nel massimo della sicurezza". Il trasbordo si concluderà i primi giorni di febbraio, in 48 ore e sarà, presumibilmente, "un'operazione singola". Il direttore generale dell'Opac, Ahmet Uzumcu, nell'audizione alle commissioni riunite esteri e difesa ha dichiarato: "Non sappiamo se ci sono armi chimiche nascoste in Siria, ma abbiamo previsto meccanismi che consentono a ciascun Paese di muovere dei dubbi affinchè gli ispettori dell'Opac si muovano per andare sul posto a verificare se ci siano ancora armi nascoste o capacità produttive".

 

Immediata la reazione allarmata e indignata del sindaco di Gioia Tauro, Renato Bellofiore: "La cosa più grave è che non siamo stati neanche avvisati. Io, in qualità di sindaco, sono responsabile della salute dei cittadini ed avrei dovuto quanto meno essere informato per poter avere la possibilità di predisposrre un piano d'evacuazione in caso qualcosa andasse male. Ovviamente ci auguriamo che tutto vada bene". Bellofiore ha anche dichiarato: "Mettono a repentaglio la mia vita; se succede qualcosa, la popolazione mi viene a prendere con un forcone".

 

Anche il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, ha commentato la notizia della nave contenente armi chimiche siriane che transiterà nel porto di Gioia Tauro: "E' l'ennesimo paradosso che si riversa negativamente sul nostro territorio. Purtroppo del porto di Gioia Tauro ci si ricorda solo quando si tratta di attenzioni in termini non sempre positivi, come in questa occasione. La nave di armi chimiche rappresenta un atto di ulteriore insensibilità verso il porto di Gioia Tauro che invece meriterebbe da parte del governo maggiori attenzioni in termini di investimenti e di sviluppo". "Far transitare queste armi chimiche dal porto di Gioia Tauro - ha aggiunto Raffa - può rappresentare un problema sotto il profilo della pubblica incolumità, questa è la mia prima preoccupazione e mi auguro e sono certo che questo sia stato sufficientemente valutato, atteso che l area di Gioia Tauro è già a grosso rischio perchè ci sono insediamenti industriali, come l'inceneritore, che anche in passato hanno già destato preoccupazioni. Sull'intero porto infatti l'amministrazione provinciale ha già avviato un attività di valutazione dello stato dell ambiente, sarebbe stato meglio quindi se fossimo stati interpretati per poter dire che non sarebbe stato opportuno fare transitare questa nave in un area a grande rischio. Ci saremmo aspettati - ha concluso il presidente della Provincia - di essere interpellati per poter dire la nostra e soprattutto per poter condividere con il governo un percorso di rilancio e di sviluppo del porto di Gioia Tauro. Siamo stanchi di essere considerati marginali rispetto alle scelte adottate sul nostro territorio".

 

Nella nota di Palazzo Chigi comunque, la messa a disposizione del porto di Gioia Tauro, come primo approdo per lo smaltimento dell'arsenale chimico siriano, rappresenta un contributo alla pace nel rispetto di "condizioni di massima sicurezza". "Aderendo alle disposizioni contenute nella Risoluzione 2118 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 27 settembre 2013, il governo italiano, che ne ha informato il Parlamento, - si spiega nella nota - ha deciso di contribuire all'azione della comunità internazionale diretta alla distruzione di armi chimiche siriane impiegate nei mesi scorsi ai danni di popolazioni civili nel drammatico conflitto che ha luogo nel Paese".

Ultima modifica il Giovedì, 16 Gennaio 2014 17:53
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